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Venini, debutta il “Silenzio dei colori”

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Enrica GoverniWritten by:

Venini, in occasione della “Vendemmia” presenta “Il silenzio dei colori.”. E’ un’azienda in grande spolvero dopo il recente aumento di capitale di 4 milioni di euro sottoscritto interamente dalla famiglia Damiani che nel 2016 ha acquisito la quota di maggioranza della storica vetreria, e detiene oggi oltre l’89% del totale.

Il silenzio dei colori è il nuovo capolavoro d’arte firmato da Matteo Thun, fondatore con Ettore Sottsass del gruppo Memphis. La collaborazione con lui, iniziata da tempo, ha permesso  a Venini di indagare e reinterpretare alcune tecniche di lavorazione a freddo  con caratteristiche simili a quelle dell’esperienza scultorea: il vetro soffiato molato e satinato fino a raggiungere perfezione delle forme e matericità, elementi tipici delle arti plastiche. Matteo Thun afferma: “Da molti anni assisto alle soffiate del vetro muranese, vorrei che la complessità della soffiata stessa producesse arcaicità, proprio come la pittura di inizio Novecento”. Matteo Thun è riuscito a mettere in relazione l’apparente silenzio di certe nature morte con la gestualità silente colma di significati messa in atto dai maestri soffiatori, in una danza perfettamente coordinata, da cui nascono i preziosi vetri Venini. Il tema del silenzio richiama quello del colore in un ossimoro di grande poeticità che ne diventa il titolo stesso: Il silenzio dei colori. Le cromie, ricche di suggestioni, come per magia sono catturate dalla bravura delle mani dei maestri vetrai, le forme esprimono un alto contenuto emozionale raccontando un vissuto di quasi cent’anni di storia della vetreria.

 

 

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Venini, aumento di capitale di 4 milioni di euro

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Enrica GoverniWritten by:

 

Aumento di capitale di 4 milioni di euro per Venini, sottoscritto interamente dalla famiglia Damiani che nel 2016 aveva acquisito la quota di maggioranza della storica vetreria e oggi, grazie a questo intervento, detiene oltre l’89% del totale.

 “L’aumento di capitale appena deliberato ha lo scopo di rendere il patrimonio aziendale più solido  e consentire lo sviluppo di nuove prospettive. Fra i prossimi obiettivi c’è soprattutto quello di entrare in maniera sempre più significativa nei mercati asiatici, oltre a rafforzare quelli di tradizione come l’Italia e gli USA. Abbiamo fatto questo investimento con grande entusiasmo perché crediamo fortemente nella straordinarietà di Venini e nelle potenzialità di un brand che oggi torna a essere ambasciatore dell’eccellenza del made in Italy. Venini rappresenta il perfetto incontro fra design di qualità e savoir faire, continuando a raccontare l’unicità di quell’italianità apprezzata nel mondo”, ha commentato Guido Damiani, presidente del gruppo Damiani che, con quasi cent’anni di storia nell’ambito del lusso, vanta marchi come Damiani, Salvini, Bliss, Calderoni, Rocca e, appunto, Venini.

Venini, fondata nel 1921, è sempre stata il punto di riferimento nell’ambito dell’arte vetraria. Gio Ponti, Mimmo Rotella, Carlo Scarpa, Alessandro Mendini, Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti, Peter Marino, Ettore Sottsass, Tadao Ando, Ron Arad e molti altri designer di fama mondiale si sono confrontati con la tradizione secolare della lavorazione del vetro che gli artigiani della fornace tramandano di generazione in generazione.

Venini non ha mai rinunciato ai propri valori e l’intervento della famiglia Damiani come nuovo socio di maggioranza ha permesso, in meno di due anni, di avviare un piano di sviluppo tant’è  che le performance del brand sono migliorate sensibilmente, come dimostrano gli ultimi risultati di bilancio, con vendite in aumento del 30%. Tale strategia ha riportato in positivo anche il margine operativo e con questo nuovo innesto di capitale si è voluto rafforzare il patrimonio sociale, dopo le recenti aperture della boutique in via Montenapoleone a Milano e di quella di Ginza a Tokyo.

Gli oggetti d’arte Venini vengono battuti ad aste importanti raggiungendo cifre da record:  “La Sentinella di Venezia” del 1962, di Venini, è l’opera di vetro di Murano più pagata della storia, con ben 737mila dollari.

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