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Garau rinnova l’Archivio per tutelare il mercato

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Il successo planetario delle sue sculture immateriali ha rivitalizzato il mercato di Salvatore Garau, portandolo ai vertici degli interessi dell’art community. Ricordiamo che, lo scorso maggio, “Io sono”, scultura immateriale collocabile in un’ambiente coperto, all’interno di una superficie di circa un metro quadrato, è stata aggiudicata ad Art-Rite Auction di Milano per 15.000 euro (compresi i diritti d’asta). La scultura immateriale partiva da euro 6.000 di base d’asta. Dopo una strenua battaglia tra collezionisti, è stata aggiudicata al doppio. 

La stampa internazionale, di settore e non, si è buttata sulla notizia tanto che, probabilmente, Salvatore Garau è l’artista più menzionato dai media nell’ultimo mese. Di fronte a una rivitalizzazione così clamorosa di un artista, è logico che cresca il pericolo di falsi. Garau aveva già costituito un Archivio nel 2013, e ora questo è stato rinnovato, proprio in occasione della battuta d’asta (vedi qui). 

Ricordiamo che le leggi, sia internazionali sia italiane, consentono la circolazione di un quadro nei circuiti professionali soltanto se provvisto delle dovute certificazioni. Per restare in Italia, il decreto 1062 del 25 gennaio 1971, articolo 2, recita: “Chiunque esercita una delle attività previste dall’articolo 1 (n.d.r, operatori del mercato dell’arte) deve mettere a disposizione dell’acquirente gli attestati di autenticità e di provenienza delle opere e degli oggetti ivi indicati, che comunque si trovino nell’esercizio o nell’esposizione. All’atto della vendita, il titolare dell’impresa o l’organizzatore dell’esposizione è tenuto a rilasciare all’acquirente copia fotografica dell’opera o dell’oggetto con retroscritta dichiarazione di autenticità e indicazione della provenienza recante la sua firma”. 

Da parte sua, l’articolo 64 codice beni culturali cdlgs42/2004, afferma: “Chiunque eserciti l’attività di vendita al pubblico, di esposizione a fine di commercio o di intermediazione finalizzata alla vendita di opere di pittura, di scultura e di grafica […] o chiunque venda le opere o gli oggetti medesimi, ha l’obbligo di consegnare all’acquirente la documentazione attestante l’autenticità o, almeno, la probabile attribuzione e la provenienza”. In sintesi, quando esiste un Archivio ufficiale, gli intermediari professionali hanno l’obbligo di fornire la relativa documentazione. 

In foto, dettaglio del certificato di autenticità che accompagna l’opera

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Archivio Salvatore Garau

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Per archiviare e autenticare un’opera di Salvatore Garau è necessario inviare, tramite posta, tre fotografie del fronte, a colori e di formato cm. 18×24, una foto del retro, l’immagine dell’opera ad alta risoluzione su supporto digitale, nonché l’eventuale documentazione relativa all’opera.

Si raccomanda di allegare ai materiali elencati la ricevuta del bonifico effettuato a titolo di rimborso forfettario per le spese e per le attività relative alla consulenza e i dati fiscali per la fatturazione. L’Archivio potrà avviare la valutazione della documentazione solo se in possesso dei documenti completi.

Anche nel caso in cui le opere non siano ritenute in possesso dei requisiti necessari all’inserimento nell’Archivio di Salvatore Garau, il versamento non è rimborsabile.

I costi per l’archiviazione sono:

-2.000 euro più IVA per i dipinti di misura pari o superiore a cm. 90×90 (o comunque opere la cui somma di base e altezza è pari o superiore a cm.180);

-1.000 euro più Iva per i dipinti di formato minore;

-500 euro più IVA per le opere su carta, di formato inferiore a cm. 100×100 (o comunque la cui somma di base e altezza è inferiore a cm. 200);

-1.500 euro più Iva per le opere su carta intelata, di formato pari o superiore a cm. 100×100 (o comunque opere la cui somma di base e altezza è pari o superiore a cm.200); 

-Riguardo alle sculture immateriali, queste vengono già tutte vendute con il certificato dell’archivio.

Spedizione:

Il materiale va inviato ad ArtRelation di Milo Goj (procuratore del Maestro Salvatore Garau e responsabile dell’Archivio), via Sardegna 9, 20146 MILANO. 

Il bonifico, intestato ad ArtRelation, causale, archiviazione opera di Salvatore Garau va accreditato sul seguente Iban.

 IBAN IT16A0306909458100000000372

Soltanto le opere provviste dell’autenticazione da parte dell’Archivio possono essere messe di commercio. 

L’Archivio Salvatore Garau è stato costituito il 30 giugno 2013.
Ha sede a Milano, presso ArtRelation, in Via Sardegna, 9, CAP 20146.
L’Archivio si propone la tutela e la valorizzazione dell’opera di Salvatore Garau. Cura l’archiviazione delle opere e del materiale storico, pubblicazioni relative a mostre ed eventi, libri, rassegne stampa, materiale fotografico ed epistolari. Provvede alla conservazione del suddetto materiale rendendolo anche consultabile a fini di studio.
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La contemporary art di Sabrina Ravanelli interpreta la perdita d’identità da Covid

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Si chiama “Unidentity” l’ultimo lavoro di Sabrina Ravanelli.

L’artista milanese ha voluto, con quest’opera, rappresentare lo stato di smarrimento che molte persone stanno vivendo dallo scoppio della pandemia. Si tratta, appunto, di una perdita d’identità, intesa non strettamente nel senso fisico, bensì nella caduta dei punti di riferimento cui erano ancorati sino un anno fa i nostri valori, comportamenti e stili di vita. 

Una delle missioni della contemporary art è proprio quella di rappresentare la realtà del tempo, come ha voluto fare la pittrice. Il lavoro, di cm. 110×90, è sviluppato su una moltitudine di mascherine, proprio quelle distribuite in questi mesi dal Comune di Milano. Questo dispositivo di protezione individuale (dpi) è assurto, nel bene e nel male, a icona di questo tragico periodo.  Pur senza contestarne l’utilità, Sabrina Ravanelli che, oltretutto, è nota anche come ritrattista, trova in uno strumento che nasconde mezzo volto un simbolo visivo di questa spersonalizzazione. Nota come “material queen” per la sua abilità nel trattare i materiali, l’artista tornerà in asta il prossimo febbraio con “Attenzione, maschicidi in corso”, un’opera singolare sviluppata su una tela triangolare di cm. 60×60 presso Meeting Art di Vercelli. 

Sabrina Ravanelli vantava già alcune battute presso la casa d’asta milanese Art-Rite, dove ha sempre superato le stime. Ospite alla Biennale di Venezia del 2017 presso il Padiglione Armenia, protagonista lo scorso anno di una mostra personale presso la storica Galleria Lattuada di Milano (che la rappresenta e dove è esposto Unidentity), è la caposcuola della brand art, corrente che consiste nel rappresentare immagini (soprattutto ritratti di imprenditori o top manager) che ricordano un’azienda, sovrapposta ai brand dell’azienda stessa attraverso un’elaborata tecnica materica. 

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Lorenzo Marini star all’ultima asta di Farsetti

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Al suo debutto a Farsetti, la più nobile auction house italiana, nel secondo weekend dello scorso dicembre, Lorenzo Marini, con Alphatype, 2020, ha registrato un autentico exploit.

L’opera, una tecnica mista su tela di cm. 100×100, è stata aggiudicata con i diritti a 16.250 euro, superando il precedente record dell’autore di 14.820 euro registrato nel novembre 2019 ad Art-Rite di Milano, con la tecnica mista su acciaio di cm. 80×80, Artabeth. Tra gli autori dell’ultima generazione di contemporary art, quelli impostisi sul mercato dopo il 2000, Marini ha avuto il miglior risultato nell’asta della “casa” di Prato.

Il 25 gennaio scorso, a Meeting Art di Vercelli, il Maestro di Monselice (in provincia di Padova), con un altro Alphatype aveva toccato quota 12.750 euro. La seduta di Farsetti porta due conferme per il mercato di Marini: l’ascesa dei prezzi è continua e le opere importanti superano ormai sempre, al martello, la cifra simbolo di 10 mila euro.  

di Lorenzo Goj

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Arrigoni, angurie e meloni protetti in modo ecologico anche fuori stagione

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Oggi, melone e cocomero sono tra i frutti più coltivati al mondo. I produttori professionali, però, devono fronteggiare diversi ostacoli per ottenere risultati soddisfacenti, in primis le elevate temperature estive e gli attacchi di parassiti, primi fra tutti gli afidi. Arrigoni, realtà leader a livello internazionale nella produzione di agrotessili per l’agricoltura con sede a Uggiate-Trevano, nel Comasco, propone due innovative soluzioni, particolarmente adatte per queste due colture: la gamma di agrotessili termo riflettenti Prisma® e gli schermi anti-insetti Biorete®. 

Test in campo condotti con Prisma presso un’azienda produttrice italiana hanno dimostrato efficacia nel controllo della temperatura, con conseguente riduzione del consumo idrico e migliore resa della pianta. Prisma®, una gamma di schermi protettivi che ottimizzano la diffusione della luce, garantendo al contempo la gestione del calore, è ideale per il controllo delle temperature in serra. Come hanno dimostrato test in campo condotti presso l’azienda agricola “La Palazzina” di Gualtieri (RE), specializzata in meloni, angurie e zucche, l’impiego di tali schermi permette di produrre il melone tardivo. Così, grazie alla riduzione della temperatura sotto copertura, questa soluzione si è dimostrata in grado di ridurre enormemente lo stress delle piante di melone durante i periodi più caldi. 

Il risultato è stata una spiccata uniformità delle piante e quindi nella qualità generale e nella pezzatura dei frutti, tutto a beneficio anche delle operazioni di raccolta e di selezione. Il tnt (tessuto-non-tessuto, protezione da mettere sopra le piante), infatti, viene lasciato sulle coltivazioni anche in estate fino al momento ritenuto adatto per l’impollinazione e con il duplice scopo di evitare la diffusione di virosi.
Inoltre, l’impiego di questi agrotessili consente di coltivare, senza la necessità di imbiancare durante l’estate, il film plastico evitando che si imbratti per i cicli invernali. L’imbiancamento, peraltro, che non è mai perfettamente uniforme, comporta il rischio di scottature. Prisma®, invece, va adagiata sui tunnel e può essere agevolmente fissata e rimossa grazie all’utilizzo di specifiche placchette fornite da dalla stessa azienda comasca.

Per quanto riguarda l’anguria, invece, una delle maggiori minacce proviene dagli afidi (o pidocchi delle piante). Per una protezione totale, Arrigoni propone la gamma Biorete Air Plus®, innovativi schermi antinsetto con monofilo di piccolo diametro e alta resistenza. Diversi sono i vantaggi che assicura tale soluzione: migliore ventilazione con un alto livello di protezione, temperature ridotte all’interno delle serre, ridotta occorrenza di malattie crittogamiche, migliore allegagione dei frutti e sviluppo vegetale e migliori qualità e proprietà sensoriali delle piante. “Un’agricoltura sempre più sostenibile e dove il risparmio idrico abbia un ruolo centrale sono le sfide che oggi si pongono davanti a noi”, commenta Paolo Arrigoni, nipote del fondatore Achille e attuale CEO del Gruppo. “Le soluzioni che proponiamo su melone e anguria, così come su diverse altre colture ortofrutticole, vanno proprio in questo senso, riducendo l’uso di sostanze di sintesi e garantendo un ambiente più fresco e ideale per la crescita delle piante, che, se protette, possono assorbire la forza più autentica della natura e con un minor consumo idrico”.

Oggi, il primo posto nella produzione di meloni e angurie a livello internazionale è saldamente in mano alla Cina, che da sola rappresenta oltre il 40% della produzione di anguria e il 35% di quella del melone. A grande distanza, Turchia e Iran si contendono la seconda e terza posizione di questa speciale classifica, rispettivamente con il 2,05% e 2,03% per l’anguria e l’8,17% e 8,27% per il melone. Seguono poi altri Paesi caldi, tutti extraeuropei, quali Marocco, Egitto, Messico e Brasile. Riguardo l’anguria, l’Italia occupa poco meno dello 0,3% della produzione mondiale, dietro a Spagna e Grecia per quanto concerne l’Europa. Più importante risulta invece la coltivazione del melone, dove il Belpaese detiene una quota dell’1,23% e si colloca all’undicesimo posto a livello internazionale, sempre alle spalle della Spagna (fonte: FAO).

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IDC MarketScape riconosce Ricoh come leader globale nella trasformazione del printing

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Ricoh è stata nominata leader nel report IDC MarketScape: Worldwide Print Transformation 2020 Vendor Assessment”. Il documento ha messo in evidenza come Ricoh sia diventata un’azienda di servizi in grado di abilitare la Digital Transformation nelle organizzazioni. “Ricoh si trova in una posizione di leadership per guidare la digitalizzazione andando anche oltre il printing”, si legge nel report. Questo è il risultato dell’approccio di Ricoh volto ad aiutare le imprese a migliorare il supporto ai loro clienti, ad accelerare l’innovazione, a ridurre i costi e a prendere migliori decisioni di business.

“Il repentino cambiamento che ha interessato il workplace ha velocizzato la trasformazione digitale che era già in atto”, afferma Akira Oyama, CMO, Corporate Executive Vice President, Workplace Solutions Business Group, Ricoh Company, Ltd. ”Oggi per le aziende è indispensabile eliminare i silos informativi, implementare workflow e processi digitali e gestire le informazioni anche da remoto. Il nostro approccio globale e flessibile verso le esigenze dei clienti ci consente di stare al fianco delle imprese in questi periodi difficili, focalizzandoci su aspetti fondamentali come ad esempio la salute dei dipendenti e la riduzione dei costi”.

La proposta Ricoh mette al centro il cliente ed è basata sul concetto di servizio e questo, sottolinea il report, consente di indirizzare i nuovi trend che impattano sugli ambienti di lavoro e di ridurre la complessità. Servizi e soluzioni per l’automazione dei processi, piattaforme per l’analisi dei dati scalabili e basate sul cloud e sistemi per la gestione dei documenti sono solo alcuni esempi di come Ricoh sia in grado di rispondere alle nuove esigenze.

“Ricoh è leader nel mercato MPS e può contare su un modello di erogazione dei servizi tra i più integrati ed efficienti di tutto il mondo”, spiega Robert Palmer, Research VP per IDC Imaging, Printing, and Document Solutions group. “L’infrastruttura basata sul cloud di cui Ricoh dispone e il focus sull’integrazione di ambienti di lavoro fisici e digitali sono oggi più importanti che mai. Anche l’offerta per la governance delle informazioni e la sicurezza dei dati sono elementi differenzianti grazie ai quali Ricoh è stata riconosciuta come leader nell’IDC MarketScape”.

Inoltre, come sottolineato del report, “nessun altro vendor del printing può vantare un numero di acquisizioni nel mercato degli IT Services come quelle di Ricoh”. Infine, anche gli investimenti in Ricerca e Sviluppo dell’azienda giapponese rappresentano un elemento importante per la Digital Transformation delle aziende.

 
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La trasformazione digitale come fondamenta del cambiamento

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Il cambiamento è diventato una costante e le aziende che non riescono a stare al passo sono destinate, prima o poi, al fallimento.

La grande sfida di oggi riguarda dunque la capacità di far fronte a contesti in continua trasformazione. In che modo le imprese possono fare leva sull’innovazione tecnologia per far fronte alle nuove esigenze dei clienti? La risposta, almeno in parte, riguarda senza dubbio lo sviluppo delle competenze, un elemento fondamentale per riuscire a competere sul mercato.

Le organizzazioni devono trasformare il modo di lavorare e cambiare prospettiva. Ricoh è stata in grado di farlo. Probabilmente molte persone ci considerano un produttore di sistemi hardware ed è quello che eravamo quando siamo nati, nel 1936. Oggi, invece, gli analisti, il mercato e i nostri clienti ci considerano un’azienda di servizi digitali. Cosa significa esattamente? Significa offrire soluzioni e servizi che supportano la trasformazione digitale delle organizzazioni e consentono loro di lavorare in modo più smart grazie a processi più rapidi. Ma non solo: essere un’azienda di servizi digitali vuol dire essere in grado di sviluppare soluzioni personalizzate per rispondere alle nuove esigenze del mercato.

Il nostro obiettivo è aiutare le aziende a restare sempre connesse, realizzando ambienti di lavoro ibridi in cui remote working e presenza in ufficio sono due facce della stessa medaglia. Inoltre, supportiamo le imprese con soluzioni sicure e scalabili, veloci da implementare e semplici da utilizzare. Questi sono solo alcuni aspetti che ci rendono un’azienda di servizi digitali. Sia a livello globale che locale, Ricoh può contare su competenze specifiche in ambiti quali Office 365, Data Analytics e Software Engineering riuscendo così ad identificare rapidamente nuovi trend. L’obiettivo è lavorare a stretto contatto con i clienti per proporre soluzioni personalizzate “as a service”, una modalità sempre più richiesta dalle aziende di tutta Europa. La nostra offerta spazia dai prodotti per il workplace management alle soluzioni che consentono di analizzare i dati relativi all’ambiente di stampa, a quelle per la reportistica basate su analytics e intelligenza artificiale. Di recente, il CEO del Gruppo Ricoh Jake Yamashita ha affermato: “Dobbiamo utilizzare il potere della trasformazione digitale per valorizzare il potenziale delle persone e consentire loro di lavorare ovunque”. Per raggiungere questo obiettivo continuiamo a investire nell’innovazione, nelle competenze e nei talenti, così da riuscire ad essere promotori del cambiamento presso i nostri clienti.

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Tecnologie per il workplace: Ricoh acquisisce DataVision

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Fondata nel 1995 e con sede principale a Düsseldorf, in Germania, DataVision è un system integrator leader nel settore AV & Workplace con oltre 100 dipendenti dislocati in 10 sedi. La sua offerta include sistemi per la Unified Communication and Collaboration (UCC), Audio Visual (AV) e soluzioni per il Workplace Management. Con oltre 1.300 clienti, DataVision può contare su partnership con importanti aziende di settore e di recente è stata riconosciuta da Microsoft come Global Partners of the Year nel 2020 e Preferred Partner for Microsoft Teams Rooms Premium, in Germania. 

L’acquisizione consentirà ai clienti di Ricoh in tutta Europa di accedere a nuove soluzioni e competenze, mentre i clienti di DataVision potranno contare sulla proposta Ricoh che, oltre ai Communication Services, include Managed Document ServicesIT ServicesBusiness Process Services e Commercial and Industrial Printing. DataVision continuerà ad operare come DataVision Deutschland GmbH e resterà una realtà separata. 

Edward Hamilton, Vice President, Communication Services, di Ricoh Europe, commenta: “Sono molti i fattori che hanno portato a questa acquisizione, tra cui le competenze e la leadership di DataVision e la sinergia che condividiamo in termini di gestione del cliente, cultura e strategia. Questa acquisizione ci consente di rafforzare la nostra crescita in Europa e rappresenta un tassello importante nella nostra trasformazione per diventare una Digital Services company. Inoltre, e cosa ancora più importante, aumenta la nostra capacità di supportare le imprese nella Digital Transformation”. 

David Mills, CEO di Ricoh Europe, aggiunge: “Si tratta di una acquisizione importante a supporto nel nostro approccio al mercato europeo e della nostra offerta Communication Services. I nostri clienti avranno a disposizione nuovi strumenti per un workplace ancora più smart e sicuro”.

Jochen Roggenkämper, Managing Director di DataVision, conclude: “Siamo molto ottimisti verso il futuro. Le competenze globali di Ricoh nella gestione a 360° dei servizi sono complementari alla nostra expertise in ambito AV, UCC e Workplace Management e questo si traduce in un grande vantaggio per i nostri clienti”.

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Conferenza medica online “Aggiornamento Tumore Prostata”

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Giovedì 18 giugno 2020 dalle 18.30 alle 20.00 in Live streaming, si è tenuta la conferenza medica online dal titolo  “Aggiornamento Tumore Prostata”, organizzata dalla Clinica di Sant’Anna. I relatori sono stati: il Dr. med. Paolo Broggini, specialista in urologia, membro FMH, mentore e anima dell’organizzazione del convegno, è considerato tra i migliori urologi della Confederazione Elvetica; il Dr. med. Marco Boldini, specialista in urologia; il Dr. med. Alexandre Christinat, Specialista in medicina interna e oncologia, membro FMH; il Dr. med. Claudio Ballarati, specialista in radiologia, anch’esso membro FMH.

Paolo Broggini
Specialista in urologia andrologia e sessuologia presso la Clinica Sant’Anna di Lugano

Il programma della conferenza digitale è stato strutturato secondo questa scaletta:

18.30 Introduzione – Dr. med. Paolo Broggini, urologo

18.45 Il tumore della prostata: cosa bolle in pentola? Implicazioni clinico-chirurgiche del problema – Dr. med. Marco Boldini, urologo

19.00 Le nuove terapie del tumore della prostata: risultati e nuove frontiere – Dr. med. Alexandre Christinat, oncologo

19.15 Il ruolo della Radiologia nel tumore prostatico: la risonanza magnetica multiparametrica successi e non speranze! – Dr. med. Claudio Ballarati, radiologo

19.30 La Fusion Biopsy Real Time: il vertice della detection rate del tumore prostatico – Dr. Paolo Broggini, urologo

19.45 Conclusione

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“Le interviste ai grandi della Terra”, una raccolta per ridare voce a concetti ancora attuali

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Eugenio Costa, piccolo editore per passione, tra i fondatori e animatori dell’Associazione Città e Tempo, ha realizzato attraverso diverse interviste, frutto degli sforzi giovanili di chiedere i grandi Perché ai personaggi che hanno fatto la nostra storia contemporanea, una pubblicazione di facile consultazione, agile e piena di immagini e disegni.

Questa raccolta, “Città e tempo: le interviste ai grandi della Terra”, contiene interviste ad Amartya Sen, Shimon Peres, Jaques Delors, Tòmas Maldonado e preparazioni di interviste al musicista Bono Vox. Con questo testo si vuole ritornare a dare voce a concetti, sebbene espressi circa venti anni fa, che sono ancora molto attuali diventando dei classici del pensiero filosofico politico.

Per facilitare la lettura ai più giovani che ci leggeranno, abbiamo corredato l’edizione di note biografiche sugli autori intervistati. Ecco il link per visionare la raccolta Clicca qui

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