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Un gioiello Bliss a tutti i medici e infermieri dell’ospedale di Tortona

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Enrica GoverniWritten by:

Guido e Giorgio Damiani, Presidente e Vice presidente del gruppo Damiani, hanno consegnato personalmente al Dottor Andrea Calvani, Dirigente di Direzione Medica e alle capo sala dell’Ospedale di Tortona, primo nosocomio, su richiesta della Regione Piemonte ad essersi trasformato nel primo Covid Hospital d’Italia, un premio simbolico per tutti i medici e infermieri: un gioiello del Gruppo Damiani, una creazione unica, vivace e colorata, che vuole essere un ringraziamento affettuoso e sincero per coloro che hanno curato moltissime persone affette da coronavirus, rischiando la loro stessa vita. Da sempre attiva nel mondo e nel proprio territorio con progetti di sostenibilità sociale, la famiglia Damiani già dall’inizio dell’emergenza sanitaria è scesa in prima linea per fronteggiare l’emergenza Covid19: ha messo a punto un piano di intervento costituito in primis da una donazione di oltre 150 mila euro, oltre a diversi supporti sanitari agli ospedali italiani più colpiti: il SS Antonio e Margherita di Tortona, il SS Antonio, Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, il Santo Spirito di Casale Monferrato, il Sacco di Milano, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’ospedale di Padova, lo Spallanzani di Roma, il Santa Maria di Loreto di Napoli, il Policlinico di Bari e il Cannizzaro di Catania, oltre a devolvere una quota all’Humanitas University (per sostenere la ricerca scientifica in ambito Convid19), Fondo di Mutuo Soccorso di Milano, l’Opera San Francesco per i Poveri, Pane Quotidiano e Save the Children. Per la tutela dei propri collaboratori, lavoratori e le loro famiglie è stata attivata una polizza assicurativa dedicata. Inoltre, per supportare le autorità nelle attività straordinarie rese necessarie dall’emergenza sanitaria sono stati messi a disposizione della Protezione Civile i dodicimila metri quadrati dell’ex palafiere di Valenza, quella che sarà la prossima sede della Manifattura del Gruppo.

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L’Opera di Santa Maria del Fiore sceglie Ricoh per migliorare le comunicazioni con i visitatori

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Valorizzare il patrimonio artistico italiano nell’era digitale rappresenta una sfida, ma anche una grande opportunità che l’Opera di Santa Maria del Fiore ha deciso di cogliere. 

Nata nel 1296 per sovrintendere alla costruzione della nuova Cattedrale di Santa Maria del Fiore e del suo campanile, oggi questa istituzione si occupa della tutela, promozione e valorizzazione della Cattedrale e dei monumenti di Piazza del Duomo a Firenze a cui ogni anno accedono milioni di turisti. In questo contesto il ruolo delle tecnologie è fondamentale per migliorare l’esperienza dei visitatori anche mediante una efficace comunicazione delle informazioni relative a monumenti e opere d’arte. 

Nel 2018 l’Opera di Santa Maria del Fiore ha deciso di implementare un sistema di Digital Signage basato su monitor per migliorare la comunicazione verso i visitatori che si recano alle biglietterie. Tramite questi sistemi vengono trasmesse informazioni quali ad esempio la durata del biglietto, gli orari di apertura, le modalità dei controlli di sicurezza e la possibilità di visitare eventuali mostre temporanee. Prima dell’implementazione del sistema digitale, questi avvisi erano veicolati tramite il sito web, manifesti cartacei oppure schermi che non erano però collegati in rete e questo rendeva difficoltosa la gestione degli aggiornamenti.

Massimo Cortopassi, Coordinatore Ufficio Reti e IT di Opera di Santa Maria del Fiore, commenta: “Per farlo ci avvaliamo di sistemi all’avanguardia e aggiornati che ci consentono di raggiungere un pubblico sempre più ampio. In questi ultimi anni abbiamo quindi sviluppato progetti per migliorare l’infrastruttura di comunicazione secondo le logiche della digitalizzazione e della multimedialità. Avevamo necessità di una soluzione che offrisse flessibilità e consentisse di gestire i contenuti in modo dinamico. Per lo sviluppo del progetto ci siamo rivolti a Ricoh che ci ha proposto un sistema che è risultato vincente da tutti i punti di vista. Non è stata solo la qualità dei monitor a convincerci, ma anche la possibilità di gestirli centralmente mediante un sistema web-based che permette di distribuire e aggiornare i contenuti in modo semplice e veloce. I monitor, circa una ventina, sono collocati in diverse biglietterie e poter gestire e monitorare l’infrastruttura tramite un’unica interfaccia fa davvero la differenza. Le attività manuali prima necessarie per gli aggiornamenti sono state eliminate e la necessità di interventi IT è ridotta al minimo. Tutto avviene in tempo reale e con grande semplicità. Gli obiettivi che ci eravamo posti sono stati raggiunti, ma non ci fermeremo qui. Vogliamo migliorare ulteriormente l’esperienza dei visitatori grazie ad una comunicazione sempre più tempestiva ed integrata ad altri strumenti”. 

Conclude il coordinatore: “Apprezziamo molto l’approccio consulenziale di Ricoh e le competenze di system integrator che ha dimostrato nel progetto. Sulla base delle nostre esigenze, Ricoh è stata in grado di valutare le soluzioni più adatte tra quelle disponibili sul mercato e di integrarle nella nostra infrastruttura IT. Ricoh è il partner ideale nel nostro percorso di innovazione continua”.

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Ricoh sottoscrive lo statement “Uniting business and governments to recover better”

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Insieme ad altre 170 multinazionali, Ricoh ha firmato lo statement “Uniting Business and Governments to Recover Better” promosso dal Global Compact delle Nazioni Unite e dalla Science Based Targets initiative (SBTi).

Lo statement, parte dell’iniziativa SBTi per limitare l’aumento globale delle temperature al di sotto di 1,5° (rispetto ai livelli preindustriali), chiede ai Governi di tutto il mondo di allineare gli sforzi e i fondi economici stanziati in seguito alla pandemia agli obiettivi climatici. 

Nicola Downing, COO di Ricoh Europe, commenta: “La sinergia tra i Governi e le imprese è fondamentale per realizzare una strategia post-pandemia che sia efficace dal punto di vista economico e ambientale. Ricoh non perde di vista il focus sul clima e vuole continuare a supportare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Anche in questo momento stiamo operando per diventare un’azienda a zero emissioni entro il 2050 e allo stesso tempo aiutiamo i nostri clienti a implementare pratiche sostenibili”. 

Lo scorso marzo, Ricoh ha definito nuovi obiettivi per il 2030, dal momento che gli esperti affermano che le azioni intraprese nei prossimi 10 anni saranno determinanti. Il nuovo target di Ricoh prevede una riduzione del 63% delle emissioni di gas serra rispetto ai valori del 2015, contribuendo così all’obiettivo di 1,5°C dell’iniziativa SBTi. Iniziativa congiunta di CDP, UN Global Compact (UNGC), World Resources Institute (WRI) e WWF che mira a mobilitare le aziende affinché definiscano obiettivi ambiziosi e significativi per la riduzione delle emissioni di gas serra. 

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Ricoh, un evento virtuale inaugurare la serie Ricoh Pro C5300

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Ideale per gli stampatori e per i centri stampa aziendali, la nuova serie Ricoh Pro C5300 offre stampa a colori di elevata qualità, flessibilità nella gestione dei supporti, prestazioni ottimali e un’ampia scelta di opzioni di finitura. La nuova stampante Ricoh rappresenta dunque l’evoluzione della tecnologia dell’azienda giapponese, riconfermando ancora una volta l’eccellenza nell’innovazione.

Per presentare al mercato italiano questa importante novità, Ricoh ha organizzato un evento virtuale per il 4 giugno 2020, alle ore 14.30. L’appuntamento sarà l’occasione per approfondire tutte opportunità garantite da Ricoh Pro C5300 e le caratteristiche che distinguono questa soluzione sul mercato. Inoltre, i professionisti di Ricoh proporranno consigli e best practice su come ottimizzare i flussi di lavoro, ridurre i costi e ottenere un rapido ritorno sull’investimento. 

Dopo l’emergenza Covid-19, il mondo della stampa non sarà più lo stesso. Le richieste dei clienti stanno cambiando. Flessibilità e innovazione saranno le parole d’ordine per affrontare il mercato. Le piccole tirature saranno sempre più diffuse, la personalizzazione diventerà uno standard e la flessibilità, soprattutto in termini di finitura, sarà un elemento distintivo. Ricoh Pro C5300 concretizza tutte queste possibilità ponendosi come la soluzione ideale per gli stampatori che voglio offrire nuovo valore ai clienti. 

Per registrarsi gratuitamente all’evento: https://www.ricoh.it/notizie/eventi/henkaku-live/index.html

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Il lavoro in team nell’era del remote working

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La gestione di un team rappresenta una grande sfida per tutti i manager, includendo aspetti come la condivisione efficace delle strategie di business, ma anche la capacità di motivare e incoraggiare le risorse. Il remote working pone ovviamente ulteriori sfide e necessita di un nuovo modo di gestire il lavoro di squadra. Chi coordina i team assume un ruolo ancora più chiave con il compito di riuscire, da remoto, ad “orchestrare” la collaborazione e il confronto e a promuovere il senso di appartenenza. Come raggiungere questi obiettivi in modo efficace? Ricoh propone alcuni consigli. 

La comunicazione è al centro 

Continuare a vedersi, anche se solo virtualmente, è il modo più semplice per mantenere il coinvolgimento e la collaborazione tra tutti i membri del team. Sono molte le piattaforme tecnologiche Ricoh che permettono di comunicare, di interagire, di condividere progetti e idee, anche se non si è seduti fianco a fianco. 

La giusta via di mezzo 

Molto spesso leggo articoli che incoraggiano i manager a organizzare più volte al giorno riunioni con i propri collaboratori per mantenere un contatto costante. Da un lato questo contribuisce ad aumentare il coinvolgimento, ma dall’altro non dobbiamo dimenticare che una comunicazione eccessiva e ridondante può risultare inefficace. A mio parere, è dunque opportuno mantenere un equilibrio e organizzare meeting di lavoro solo quando è davvero necessario. 

Produttività e fiducia vanno di pari passo 

E’ stato ampiamente dimostrato come con il lavoro da remoto la produttività delle persone aumenti e questo va a vantaggio delle performance globali dell’azienda. Ecco perché i manager dovrebbero evitare di chiedere al proprio gruppo di fornire aggiornamenti e riscontri sui risultati più frequentemente di quanto abbiano prima fatto in ufficio. La fiducia, insomma, rimane un aspetto chiave che si lavori in ufficio oppure no. 

Il cammino è tracciato

Alcune aziende stanno pensando che, una volta terminata la pandemia, potranno finalmente abbandonare per sempre lo smart working. Il mio consiglio è: non fatelo! Il lavoro da remoto, anche se introdotto a causa dell’emergenza sanitaria, rappresenta un passo importante nel cammino verso la trasformazione digitale, un cammino da cui non si può e non si deve tornare indietro. Questo nuovo modo di lavorare diventa dunque l’emblema di un workplace moderno, agile e flessibile che per le aziende si traduce in opportunità e innovazioni senza precedenti. 

A cura di Nicola Downing, COO di Ricoh Europe

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Santo Stefano Spa Relais riapre i battenti

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Una ripartenza fortemente voluta per dare un segnale di vicinanza ai clienti e ai dipendenti, ma soprattutto per rilanciare il fantastico territorio del Biellese, che nei prossimi mesi si candida a diventare meta ideale per un turismo di prossimità. Perseguendo queste finalità, Santo Stefano Spa Relais, il resort di Sandigliano, in provincia di Biella che è anche la prima ed unica Spa Nuxe in Italia, riapre i battenti, mettendo a disposizione dei clienti che hanno ripreso le attività, la sua meravigliosa struttura con le camere e gli ampi spazi, interni ed esterni, ed i relativi servizi annessi (tra cui la ristorazione), atti a soddisfare le esigenze della clientela.

Per il momento i servizi della Spa saranno fermi, in attesa di riattivare quelli di estetica di base insieme all’utilizzo delle nuove aree sportive della struttura. Dopo l’arrivo del protocollo di sicurezza e conformità che proporrà il Governo, oltre alla piscina esterna estiva e alla palestra Technogym della struttura, saranno infatti attivi tre nuovissimi campi da padel di cui due coperti ed uno scoperto, e due campi da tennis (coperti nel periodo invernale). Insieme a essi, è attesa anche la riapertura del New Resort Wellness CASCINA ERA E’, la meravigliosa struttura “sorella”, che ha visto rinnovare le antiche scuderie del Castello della Rocchetta, per divenire un luogo raffinato con camere Superior e 11 Suite Spa in corso di realizzazione, al cui interno sarà possibile concedersi il relax di una SPA personale, con vasca idromassaggio di coppia, sauna e una splendida doccia Wellness con bagno turco. Il turismo, tra i settori più schiacciati dall’effetto Covid, è infatti anche quello che prima di altri deve reinventarsi e pertanto, si iniziano a muovere i primi passi in tal senso per arrivare pronti al grosso banco di prova della prossima stagione estiva (ovviamente attenendosi scrupolosamente alle regole da rispettare nelle fasi 2 e 3) dove, a fronte di un fronte calo di presenze straniere, si punterà su clientela italiana, allungamento della stagione, offerte promozionali, innovativi dispositivi di sicurezza e massima flessibilità.

Eugenio Rosano, A.D. del Relais Santo Stefano e del New Resort Wellness Cascina Era E’, afferma: “Si deve essere pronti a comunicare agli italiani che si muoveranno nel Bel Paese che in Italia sarà sicuro viaggiare. Nelle nostre strutture saranno attive procedure di sicurezza ad hoc, come la sanificazione degli ambienti e norme per il distanziamento sociale con sistemi certificati. Sicuramente gli ampi spazi che abbiamo a disposizione in entrambe le strutture ci daranno un grande aiuto, in un anno particolare dove, forse dovremo fare a meno di americani, asiatici e russi mentre svizzeri, tedeschi e francesi, magari arriveranno con auto propria per riscoprire le bellezze del nostro Paese e, nella fattispecie, di Biella e del suo meraviglioso territorio. Proponiamo del resto servizi di alta qualità, curati in tutti i dettagli e studiati per rispondere ad una richiesta crescente che non scende a compromessi: dalla scelta dei materiali e delle coperture agli accessori, per un ambiente accogliente e stimolante che una struttura sportiva moderna deve poter offrire oggi. Questo Territorio perché ha un potenziale di crescita enorme e grazie alla nascita della nuova Fondazione B(i)ellezza le iniziative ed i progetti turistici e culturali del Biellese si amplieranno tantissimo. Vi aspettiamo!”.

 

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Stampa di produzione, in arrivo la serie Ricoh Pro C5300

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Ideale per gli stampatori medio-piccoli e per i centri stampa aziendali, la serie Ricoh Pro 5300 coniuga caratteristiche di qualità, flessibilità e affidabilità.

Tra i principali vantaggi: qualità, grazie alla tecnologia VCSEL da 2400 x 4800 dpi di Ricoh e a un nuovo sistema di controllo dell’effetto gloss che soddisfano le esigenze degli stampatori tradizionali; velocità fino a 80 ppm, anche con supporti pesanti; flessibilità, grazie ad un cassetto carta a grandi capacità con alimentazione pneumatica anche per i supporti più particolari; gestione dei supporti fino a 360 g/m2, inclusi texture e buste e, infine, i sistemi di finishing con cui è possibile stampare opuscoli di 30 pagine (80 g/m2). La serie è dotata di un pannello di controllo touchscreen da 10” per una configurazione semplice e rapida. Ricoh Pro C5300 sarà disponibile in Europa a partire da maggio 2020.

Giorgio Bavuso, Direttore Commercial and Industrial Printing di Ricoh Italia, ha dichiarato: “Ricoh Pro C5300 rappresenta l’evoluzione della tecnologia Ricoh, riconfermando ancora una volta l’eccellenza nell’innovazione. La soluzione è stata pensata per fornire un efficace strumento di sviluppo del business nel settore light production. Le caratteristiche che da sempre distinguono la gamma a colori foglio singolo Ricoh e l’integrazione di nuove funzionalità danno vita a un sistema che offre vantaggi oggi fondamentali come flessibilità, produttività e facilità d’uso”.

 

 

 

 

 

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Ricoh propone tre strategie per aumentare il coinvolgimento dei dipendenti

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L’impegno delle imprese deve essere sempre più rivolto al benessere dei propri dipendenti. Questo significa fare in modo che le persone siano soddisfatte delle attività che svolgono e, più in generale, dell’ambiente lavorativo. Focalizzarsi esclusivamente sui processi non è sufficiente per raggiungere questo obiettivo e, secondo Ricoh, è necessario sviluppare un approccio che tenga conto di tre aspetti fondamentali.

La Collaboration per un ambiente di lavoro agile e flessibile

Un’organizzazione a silos ostacola la collaborazione, frenando la creatività e la realizzazione di un workplace aperto e flessibile. Abbattere le barriere è fondamentale per favorire un modo di lavorare integrato che incoraggi le persone a interagire e a confrontarsi con i propri colleghi e con altri team di lavoro. La ricerca Ricoh “The future of work” evidenzia come il 78% dei dipendenti europei si aspetti che la propria azienda metta a disposizione gli strumenti necessari a collaborare con i propri colleghi, ovunque ci si trovi. Ciò significa, ad esempio, introdurre tecnologie per lo smartworking.

Cultura aziendale e ambienti multigenerazionali

Creare un luogo di lavoro in cui le persone si sentano rispettate e ascoltate è il modo migliore per coinvolgerle affinché diano un contributo positivo allo sviluppo e al successo del business. È importante ascoltare le aspettative dei dipendenti in modo da allineare i loro obiettivi di crescita con quelli dell’azienda. Le tecnologie possono fungere da elemento di coesione favorendo la collaborazione di persone con approcci e modi di lavorare differenti.

Non dimentichiamo la responsabilità sociale

Dallo studio Ricoh emerge come il 65% dei dipendenti si aspetti che le aziende contribuiscano attivamente alla risoluzione di questioni sociali come ad esempio i cambiamenti climatici e le disuguaglianze. Le imprese devono quindi riuscire a dare un contributo positivo alla collettività. Coinvolgere attivamente i dipendenti nelle attività di responsabilità sociale è senza dubbio un modo per farli sentire parte integrante di valori che guardano oltre i confini dell’azienda.

A cura di David Mills, CEO di Ricoh Europe

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Keep calm e… abilita il lavoro da remoto

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In questo periodo senza precedenti, il nostro modo di vivere è cambiato radicalmente. Però, dai periodi di difficoltà possono nascere nuove opportunità. Si pensi ad esempio al remote working i cui benefici sono ormai noti a tutti. Ma da dove partire? È sufficiente dotare i dipendenti di dispositivi mobili oppure occorre pensare ad altro? La continuità del business è una priorità assoluta e pertanto Ricoh vuole supportare le aziende nella trasformazione delle modalità operative.

L’offerta Ricoh per lo smart working include strumenti per la produttività individuale, come: tablet; smartphone; il pacchetto Office365; sistemi per la Collaboration; soluzioni per la sicurezza delle informazioni per la gestione dei documenti in cloud e per l’automazione dei processi da remoto. Alle tecnologie si aggiungono servizi di assistenza che il reparto IT deve gestire in situazioni di emergenza. Gli strumenti per la Collaboration possono aiutare a restare in contatto, a condividere idee, a lavorare insieme esattamente come se ci si trovasse in ufficio.

Dalla ricerca Ricoh The Future Of Work emerge come i dipendenti europei considerino le tecnologie digitali come una grande opportunità. La maggior parte del campione d’indagine (61%) è convinta che l’impatto delle nuove tecnologie sugli ambienti di lavoro sia assolutamente positivo, consentendo di lavorare con maggiore flessibilità e collaborazione. Quanto appena evidenziato balza in primo piano nell’attuale situazione, ma sarà una costante anche in futuro. Il percorso iniziato oggi va quindi considerato in un’ottica di lungo periodo. È dunque importante scegliere tecnologie e servizi che siano scalabili nel tempo per rispondere ai requisiti attuali e a quelli di domani.

A cura di Nicola Downing, COO di Ricoh Europe

 

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Lorenzo Marini crea un’opera in omaggio a Lucio Del Pezzo e la porta alla Bevilacqua La Masa

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Per una volta ha abbandonato l’idea creativa su cui ha fondato la propria corrente, la Type art. Lorenzo Marini, l’artista autore del Manifesto per la liberazione delle lettere, per omaggiare il grande Lucio Del Pezzo, scomparso pochi giorni fa a 86 anni, ha realizzato un’opera, ispirata ai visual box “delpezziani”, sostituendo ai tipici oggetti di consumo le lettere.

La novità per Marini è che, questa volta, i type non sono in libertà, non vivono di luce propria, ma compongono una frase a senso compiuto: “Ciao e grazie Lucio”.

D’altronde, qualcosa accomuna i due Maestri: il senso dell’oggetto singolo e l’attenzione verso i riti della società di massa. Non si può dimenticare che Marini, oltre che maestro dell’arte visiva, è anche uno dei più noti art director a livello mondiale. Ciao e grazie Lucio sarà esposta nella mostra “Dal silenzio alla parola”, che avrebbe dovuto tenersi dal 21 marzo al 10 maggio presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, e che è stata rinviata, per colpa del Coronavirus, a data da destinarsi.

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