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Collezioni private, parte bene l’asta di Charitystars

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Si chiama “Collezioni private”, è una nuova asta di arte moderna e contemporanea, lanciata da www.charitystars.com piattaforma specializzata nell’organizzare aste benefiche per associazioni non profit, con l’aiuto di vip di vari settori. L’auction, partita a fine novembre, si è conclusa appena prima di Natale, registrando un notevole successo. Il risultato migliore è stato ottenuto dal leader dell’azionismo viennese, Hermann Nitsch. Il suo “Schuttbild”, olio su tela del 2007, di cm. 100X80, è stato aggiudicato a quasi 18mila euro (diritti compresi). Al secondo posto, il type visual “M”, di Lorenzo Marini, una delle opere più contese che, dopo un appassionante batti e ribatti di offerte è stato venduto a poco meno di 6mila euro. Hanno ricevuto offerte anche altre opere presentate, come due tele anni Settanta di Tano Festa, una natura morta di Giovanfrancesco Gonzaga, un nudo di Guido Pajetta, un’installazione luminosa di Marco Lodola e un “Alfabeto” di Dadamaino.

L’asta presentava anche alcuni notevoli esempi di arte moltiplicata. Tra questi hanno trovato forte riscontro la scultura “moraviana” in legno “Lui” di Mario Ceroli e “America”, una rara grafica di Mimmo Rotella.

Charitystars.com ha deciso che Collezioni private diventi un appuntamento fisso. La prossima asta è prevista per il prossimo febbraio. Un vantaggio per i collezionisti: a differenza delle aste tradizionali, che impongono all’acquirente un costo aggiuntivo a quello di battuta (la cosiddetta buyer commission) che si aggira sul 30%, la commissione di “Collezioni private” di Charitystars è pari soltanto al 15% (più Iva).

 

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Quei multifunzione a colori pensati per le Pmi

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Si rivolgono soprattutto alle medie e piccole imprese. I dispositivi multifunzione A4 a colori Ricoh MP C307SP, MP C307SPF ed MP C407SPF sono pensati per mettere a disposizione delle aziende soluzioni compatte, ma in grado di offrire semplificazione dei workflow ed elevata produttività, anche grazie all’alimentatore fronte-retro in singola passata (Spdf) che permette di acquisire fino a 80 immagini al minuto. Tutti i modelli sono dotati di un controller con processore Intel™ da 1,6 GHz che velocizza i tempi di elaborazione dei file e delle immagini. La semplicità di utilizzo è garantita dallo Smart Operation Panel di Ricoh, un pannello touchscreen da 10,1 pollici simile a quello di un tablet che permette di gestire rapidamente tutte le funzionalità. Dotato di un menu intuitivo, il pannello è personalizzabile in modo che ogni utente, autenticandosi, possa facilmente accedere alle funzioni che utilizza maggiormente. Inoltre, dall’Application Site di Ricoh possono essere scaricate, direttamente sul pannello, numerose app che velocizzano le attività di stampa, copia e scansione. Tra le altre caratteristiche della gamma: velocità di copia e stampa: 30/30 oppure 40/35 pagine al minuto (rispettivamente monocromatico e a colori); connettività completa: interfaccia di rete 1 Gbit e seconda interfaccia di rete opzionale, Wi-Fi Direct, QR Code, NFC e Bluetooth; consumi energetici ridotti e più bassi della categoria (i modelli sono certificati Energystar 3.0, Blue Angel, EPEAT) I nuovi modelli Ricoh MP C307SP, MP C307SPF ed MP C407SPF si inseriscono nel framework Workstyle Innovation Technology sviluppato da Ricoh. Si tratta di un insieme di servizi e dispositivi “intelligenti” che migliorano la gestione delle informazioni e abilitano la digital transformation. Obiettivo è portare nelle aziende tecnologie, basate su cloud e mobility, in grado di aumentare la produttività, introdurre innovazione di business e soprattutto aiutare le persone a lavorare meglio.

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Pmi, alla ricerca del business perduto

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Cosa si potrebbe fare con 433 miliardi di euro? Si potrebbero realizzare i 77.000 km della rete autostradale americana oppure sovvenzionare oltre un centinaio di missioni su Marte. Di fatto, l’intera economia della Polonia genera all’incirca quella cifra. Da una recente ricerca commissionata da Ricoh a Coleman Parkes è emerso che le 75.000 aziende di medie dimensioni presenti in Europa perdono potenzialmente 433 miliardi di euro di fatturato ogni anno.  Partiamo dal fatto che, come messo in evidenza dalla ricerca Ricoh, le medie imprese soffrono della “sindrome del figlio di mezzo” se paragonate alle start-up e alle grandi aziende a cui è infatti principalmente rivolto il supporto da parte dei Governi e dei legislatori. Si tratta di una grande occasione perduta, dal momento che le medie imprese rappresentano il motore dell’economia europea. Il 93% di queste aziende mette in evidenza l’esistenza di freni che impediscono loro di raggiungere il pieno potenziale. Tra i principali ostacoli: requisiti normativi complessi e che richiedono ingenti investimenti; difficoltà nell’attirare nuovi talenti; difficoltà nell’ottenere finanziamenti per nuove tecnologie a supporto della crescita. Le medie aziende non dovrebbero stare ad aspettare che cadano i vincoli burocratici, ma rimboccarsi le maniche ed agire per recuperare fatturato. Su quali aspetti concentrarsi?

1.     Il futuro è interconnesso. Per avere successo nell’attuale mercato competitivo, le aziende devono riuscire ad essere il più agili possibili sia all’interno –ad esempio nell’ambito della Ricerca e Sviluppo o nella condivisione delle informazion – sia all’esterno per rispondere rapidamente alle richieste dei clienti. La buona notizia sta nel fatto che le tecnologie per la digitalizzazione sono ormai alla portata di tutte le aziende che vogliono introdurre modalità di lavoro più flessibili e smart. Eppure la ricerca Ricoh ha messo in evidenza come il 30% del campione delle medie aziende deve ancora implementare tecnologie per la digitalizzazione. Per le realtà che invece lo hanno già fatto i benefici sono chiari: il 65% delle aziende che ha implementato tecnologie digitali sostiene che questa innovazione abbia consentito loro di superare i competitor.

2.     Ridurre i costi con la digital transformation. Oltre ad aumentare la flessibilità, la digital transformation porta a una significativa riduzione dei costi operativi. Ad esempio, digitalizzando i processi di fatturazione e di gestione del cash flow non è più necessario tracciare i flussi documentali cartacei e le aziende possono utilizzare la risorsa più preziosa –il tempo– per gestire attività strategiche per il business. Questo migliora la produttività, velocizza i cicli di pagamento ed elimina i costi per la produzione, distribuzione e gestione delle fatture.

3.     Normative: prevenire è meglio che curare. Come detto, la complessità normativa è citata nelle ricerca Ricoh tra i principali ostacoli alla crescita. Una possibile strada è quella di lavorare con partner in grado di gestire tale complessità, scegliendo soluzioni certificate o pacchetti di servizi per stare al passo con i cambiamenti normativi. Ad esempio, come conseguenza della maggiore diffusione dello smart working, i dispositivi aziendali e i dati in essi contenuti devono essere sempre più protetti. A breve un nuovo regolamento europeo introdurrà pesanti sanzioni in relazione alla data breach, sanzioni che metteranno in difficoltà anche le grandi aziende. Quelle di medie dimensioni devono quindi riuscire a gestire fin da subito gli accessi ai dati, trovando soluzioni che abilitino lo smart working senza compromettere la sicurezza delle informazioni.  Non c’è dubbio che le medie aziende abbiano ambiziosi obiettivi di crescita: il 38% delle medie aziende europee sta pianificando di quotarsi in borsa, mentre il 21% intende attuare operazioni di merger and acquisition. Anche se attualmente sembra che manchi l’adeguato supporto, non è detto che il potenziale resti irrealizzato. Puntare sulle tecnologie potrebbe essere un buon punto di partenza per aiutare le medie imprese a recuperare la loro parte dei 433 miliardi di euro potenzialmente disponibili.

A cura di David Mills, CEO di Ricoh Europe

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Medie imprese: 4 buoni motivi per automatizzare i processi

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A cura di David Mills, CEO di Ricoh Europe  

Le medie imprese di tutta Europa hanno grandi ambizioni, ma solo in poche riescono a diventare aziende di dimensioni più rilevanti. Il 93% delle medie imprese coinvolte nella ricerca Ricoh “Medie imprese: sindrome del figlio di mezzo?” afferma di incontrare barriere che ostacolano lo sviluppo. Queste aziende sono consapevoli del fatto che la velocità sia importante per raggiungere il successo e che quanto più si riesce ad automatizzare processi ed attività, tanto più si è agili. Molte imprese di medie dimensioni puntano a rapidità ed agilità, ma non riescono ad affrontare questa sfida in modo corretto. La digital transformation consentirebbe a questa fetta di mercato di migliorare l’automazione e di beneficiare di processi più fluidi, affidabili e allineati con la velocità del mondo digitale.  Ma perché l’automazione dei processi è così importante?  1.     Il business è più veloceGrazie all’automazione dei processi è possibile risparmiare tempo eliminando procedure ripetitive e “time-consuming”. Questo non solo mette le medie imprese nella condizione di essere agili, ma permette loro di utilizzare la risorsa più preziosa – il tempo – per gestire attività strategiche per il business. Inoltre, si accelerano i processi decisionali, dal momento che la condivisione delle informazioni è più rapida. 2.     Risparmi significativi grazie alla digitalizzazione Non sapete da dove partire con l’automazione? Concentratevi sul reparto amministrativo automatizzando la gestione del cash flow e introducendo la fatturazione elettronica. In questo modo si velocizza la ricezione dei pagamenti, senza dover effettuare eccessivi investimenti. Da una ricerca Ricoh è emerso che potenzialmente il passaggio dalla fatturazione cartacea a quella digitale farebbe risparmiare al settore pubblico europeo 40 miliardi di euro all’anno. Se estendiamo la riduzione dei costi a tutti i mercati l’enorme potenziale della fatturazione elettronica risulta chiaro. 3.     Informazioni più integrate e riduzione degli sprechi Complice l’aumento dei dati da gestire, negli uffici i workflow documentali diventano sempre più complessi. Allo stesso tempo per le aziende è fondamentale che i processi di scansione, copia e stampa integrino le informazioni di back-office e front-office. In questo modo l’automazione, oltre a semplificare i processi, ridurrebbe costi e sprechi derivanti dalla duplicazione delle attività.4.     Migliore accesso ai dati I dipendenti devono poter accedere velocemente a informazioni corrette e aggiornate, dentro e fuori i confini dell’azienda. La digitalizzazione delle informazioni, insieme all’automazione dei processi di scansione e archiviazione, agevola lo smart working e la flessibilità, riducendo allo stesso tempo i costi per la creazione e il mantenimento degli archivi aziendali. Con la digitalizzazione anche la gestione dei documenti risulta semplificata, poiché ad esempio si accelerano i processi di approvazione e autorizzazione mediante l’automazione dei flussi di lavoro.  Dalla ricerca Ricoh è emerso come le medie imprese di tutta Europa stiano perdendo complessivamente 433 miliardi di euro all’anno come conseguenza di una serie di barriere che ne ostacolano lo sviluppo. Questa cifra non può essere ignorata. Le medie aziende che vogliono puntare alla crescita dovrebbero concentrarsi sulle tecnologie per la digitalizzazione implementando ad esempio fatturazione elettronica e flussi di lavoro automatizzati. Per queste aziende è arrivato il momento di dare priorità all’innovazione per affrontare le sfide poste dal mercato.

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Teatro comunale di Vicenza, riflettori sull’innovazione

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Il mondo del teatro sta attraversando un momento di evoluzione in cui si aprono frontiere fatte di integrazione, multimedialità e interattività. Tutto è più coinvolgente: palco e platea diventano un unicum grazie a schermi luminosi, luci e potenti proiettori che immergono totalmente il pubblico nello spettacolo.A Vicenza se ne può ammirare un esempio nella moderna struttura progettata da Gino Valle che ospita stagioni artistiche di prosa, lirica, musica e balletto. Un’importante innovazione del Teatro Comunale di Vicenza è stata introdotta da Ricoh PJ KU 12000, proiettore di fascia alta per ambienti di proiezione medio-grandi. Commenta Ezio Zonta, Responsabile Tecnico e Sicurezza del Teatro; «Ricoh PJ KU12000 viene, ad esempio, utilizzato per mostrare filmati durante gli spettacoli, per proiettare in dettaglio le mani del pianista che sta suonando sul palco o ancora per far scorrere i tweet dei partecipanti agli eventi organizzati negli spazi del teatro. Ormai non possiamo più fare a meno di questo strumento che ci consente di innovare il modo di fare teatro». Ideale per le due sale del Teatro (la Sala Maggiore con 910 posti a sedere e la Sala del Ridotto con 380 posti), la soluzione Ricoh viene utilizzata anche in altri importanti edifici vicentini, come la prestigiosa Basilica Palladiana. Tra le principali caratteristiche di Ricoh PJ KU12000: risoluzione WUXGA (1.920 × 1.200 pixel); doppia lampada per una elevata luminosità di 12.000 lumen; tecnologia DLP; connessione HDBaseT con un solo cavo (fino a 100 metri di lunghezza) per alimentazione, video, audio e funzioni di controllo; proiezione a 360°.

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Il Giardino Incantato della biodiversità

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Per aumentare la consapevolezza delle nuove generazioni sulla biodiversità, Ricoh Italia ha inaugurato nel 2012 un giardino naturalistico presso la scuola dell’infanzia e primaria di via Fiume nel Comune di Vimodrone (MI). In questo angolo di verde, realizzato in collaborazione con gli esperti in biodiversità di Ecos Studio Associato, sono state piantumate essenze vegetali tipiche della nostra zona. Inoltre, sono state installate cassette nido e mangiatoie. In questi anni i bambini della scuola d’infanzia sono stati coinvolti in attività interattive che li hanno portati a entrare in contatto con le piante e gli animali del nostro territorio.

Quest’anno (per il secondo anno consecutivo) i bimbi sono stati coinvolti nel progetto “E da grande cosa sarò?” che ha previsto l’allevamento di bruchi e l’osservazione del ciclo vitale di una farfalla.

Tra le attività svolte: lezione interattiva e fiaba (per la scuola d’infanzia); osservazione diretta dei bruchi; gioco finale per trasmettere in modo ludico conoscenze sull’ambiente.

Con l’obiettivo di sviluppare nei bambini il senso di responsabilità verso l’ecosistema che ci circonda, il progetto ha stimolato in loro l’osservazione costante della natura e degli habitat naturali. Per i bambini prendersi cura dei bruchi significa imparare a considerare le esigenze di un altro essere vivente, rispettare pazientemente i suoi ritmi di crescita ed eventualmente affrontare e superare la frustrazione di un insuccesso.

Racconta Andrea Gombac, Director Customer Service & Corporate Social Responsibility di Ricoh Italia «Vogliamo dare un contributo positivo per prevenire l’impoverimento ambientale derivante dalla distruzione degli ecosistemi. Il Giardino Incantato coniuga un’azione diretta sul territorio e sulle risorse locali a una componente di sensibilizzazione e di formazione che è indispensabile per ottenere risultati duraturi nel tempo. Dare ai bambini la possibilità di entrare in contatto con le piante e gli animali del nostro territorio significa far nascere il rispetto verso l’ambiente che ci circonda, a beneficio di tutta la comunità».

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Sistemi inkjet per la stampa di produzione: Ricoh leader globale nell’Idc MarketScape

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Il reportIDC MarketScape: Worldwide High-Speed Inkjet Press 2016 Vendor Assessment” (settembre 2016) mette in evidenza i punti di forza che hanno assicurato a Ricoh il successo nel settore dei sistemi di stampa inkjet a modulo continuo. Tra le caratteristiche emerse, vi sono l’ampiezza del portfolio prodotti e il supporto garantito per soluzioni e applicazioni.

L’approccio di Ricoh orientato ai servizi si basa su competenze e know-how sviluppati nel tempo e su formazione continua. IDC attribuisce a Ricoh una posizione di leadership per il suo impegno verso l’innovazione che è confermato da 200 brevetti a livello mondiale in ambito inkjet.

Racconta Benoit Chatelard, Vice President, Production Printing, Ricoh Europe: «Supportiamo i nostri clienti nella trasformazione del business. Il nostro successo si basa sulla comprensione delle loro effettive esigenze e sulla capacità di offrire non solo prodotti ma anche supporto, Siamo consapevoli del fatto che per ottenere ottimi risultati sia fondamentale poter fare affidamento sulle persone, sui processi e sulle tecnologie migliori. Il riconoscimento da parte dell’IDC MarketScape è la conferma del fatto che stiamo andando nella giusta direzione».

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Digital Transformation, il caso Cassa di Risparmio di Volterra

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Prive dell’appeal delle start-up e costrette a competere con i colossi, le medie imprese europee soffrono della “sindrome del figlio di mezzo”. Lo conferma una ricerca commissionata da Ricoh a Coleman Parkes Research, di cui Meg Portrait Revue si è già occupata. Per le medie imprese europee è difficile investire in nuove tecnologie a supporto della crescita, spesso a causa delle difficoltà che incontrano per chiedere finanziamenti. Il 30% del campione deve ancora implementare tecnologie per la digitalizzazione con l’obiettivo specifico di crescere e diventare imprese di grandi dimensioni.

Le imprese di medie dimensioni sono però consapevoli della necessità di sviluppare strategie di business digitali e chi lo ha fatto sta già ottenendo risultati confortanti.

In particolare, le aziende italiane che hanno già adottato tecnologie per la digitalizzazione hanno indicato come principali vantaggi:

  • Miglioramento del servizio ai clienti (segnalato dal 38% del campione);
  • Riduzione dei costi (38%)
  • Ottimizzazione delle comunicazioni con i clienti (37%)

 

Sfide e nuove opportunità per comunicare meglio con i clienti

Molte grandi aziende sono nate da acquisizioni oppure dalla fusione di due aziende di medie dimensioni. Infatti, il 27% del campione intende attuare operazioni di merger and acquisition entro i prossimi due anni. Questo processo richiede sforzi specifici per quanto riguarda l’integrazione dei sistemi informativi delle aziende coinvolte. È importante che i clienti non vengano trascurati in questa fase di transizione. Anzi si presenta l’occasione per migliorare la gestione delle informazioni relative ai clienti con l’obiettivo di conoscerli meglio e sviluppare comunicazioni personalizzate. Il 70% delle aziende del campione vorrebbe espandersi in nuovi mercati entro i prossimi due anni e mantenere elevati gli standard di servizio ai clienti è fondamentale.

 

La digitalizzazione attira i talenti

Dallo studio è emerso che le medie aziende incontrano difficoltà nell’attirare nuovi talenti. Il 65% del campione afferma infatti che i candidati preferirebbero lavorare in aziende di grandi dimensioni e questo, secondo il 58%, dipende dalla maggiore disponibilità di strumenti digitali. Le medie aziende devono quindi mettere a disposizione soluzioni tecnologiche all’avanguardia che favoriscano la produttività. Inoltre, la sempre maggiore richiesta di lavoro flessibile da parte delle nuove generazioni implica lo sviluppo di processi digitali. La Digital Transformation è quindi necessaria per competere e le Pmi hanno idee molto chiare in merito: il 76% del campione afferma di avere bisogno di “una visione definita e a lungo termine” per la digitalizzazione e il 77% di un “piano strutturato”.

 

Case history: Cassa di Risparmio di Volterra, un nuovo modo di gestire il servizio clienti. La banca Cassa di Risparmio di Volterra si trovava ad affrontare le problematiche tipiche di una azienda di medie dimensioni. Prima di lavorare con i professionisti di Ricoh nell’ambito dei Communication Services, l’azienda doveva sostenere un costo elevato per mantenere alta la qualità del servizio nella rete di filiali in costante espansione e questo impediva ogni ulteriore crescita.

Racconta Eugenio Fortunio, COO dell’istituto: «Abbiamo sentito l’esigenza di una soluzione in grado di ridurre i costi per ogni singola filiale e aumentare il valore del servizio fornendo competenze centralizzate. Grazie alla tecnologia virtual-communication-point, i clienti comunicano mediante video-chat con i nostri esperti della sede principale, mentre i nostri dipendenti possono collaborare tra loro e condividere informazioni in maniera rapida. Utilizzando questa soluzione non è più necessario che vi sia un esperto in ogni filiale e i tempi di risposta sono ottimizzati. Inoltre, ora possiamo concentrarci sulla nostra crescita».

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Intervista esclusiva a Luca Finardi: Mandarin Oriental Milan, una “luxury experience”

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Enrica GoverniWritten by:

I Ristoranti d’Italia 2017, la prestigiosa guida de L’Espresso, ha consacrato Seta “miglior ristorante della Lombardia”, premiandolo con Quattro Cappelli e con il premio speciale “Servizio di sala dell’Anno”. Seta, il ristorante del Mandarin Oriental Milan, ha ottenuto questi riconoscimenti sia per la cucina diretta dall’Executive Chef Antonio Guida (ndr: ex chef del Pellicano), sia per il servizio in sala, curato da Alberto Tasinato, Food & Beverage Manager dell’hotel.

Mandarin Oriental Milan si sviluppa all’interno di quattro eleganti palazzi del XVIII secolo completamente rinnovati situati in via Andegari, nel cuore della città, in una posizione contigua al quadrilatero della moda. Fa parte del Mandarin Oriental Hotel Group, che detiene e gestisce alcuni degli hotel e dei resort più esclusivi al mondo.

Abbiamo intervistato Luca Finardi, G.M. del Mandarin hotel Milan ed ecco cosa ci ha raccontato.

 

Come è approdato qui al Mandarin Oriental?

«Ho 43 anni, nel 2005, a 32 anni, ero il GM più giovane d’Europa. Sono approdato a luglio 2014, al Mandarin Oriental a Milano, un anno e 1 mese prima della sua apertura. (ndr: 31 luglio 2015). In questo modo ho avuto la grande opportunità  di occuparmi di tutto il “recruitment”, del personale, di impostare tutti gli standard di servizio. E stata una esperienza straordinaria, e questo grazie al Gruppo Statuto, che ci ha permesso di avere questa struttura, disegnata dall’ architetto Antonio Citterio; ci sono voluti  ben 7 anni per la ristrutturazione e non si è badato a spese.

Il Gruppo Mandarin Oriental ha aperto 30 hotel nel mondo, di cui per metà di varie proprietà e per l’altra metà in management: nessun hotel è uguale all’altro, e ognuno è realizzato con un diverso architetto. Ogni Mandarin hotel ha come caratteristica uno stile che si sposi con la città, ed è per questo che per la città di Milano è stato scelto Antonio Citterio, architetto milanese.

L’obiettivo è di aprire altre strutture in Italia., con una posizione “speciale”.

Qual è la filosofia del Mandarin hotel Milan?

“Mandarin ha una filosofia orientale, un approccio “humble”: io dico sempre che il cliente all’arrivo si saluta, e alla partenza si “abbraccia”, è come se si creasse tra l’hotel e i suoi ospiti una “relazione”. Il lusso, al Mandarin hotel si traduce in “esperienza”, e questa consiste anche nel mettere in condizione gli ospiti di essere riconosciuti.

 A suo parere, Milano sta vivendo un nuovo Rinascimento?

“Abbiamo appena lanciato una guida proprio sulla città di Milano. D’accordo con tutti gli altri direttori di hotel  compreso me, ci siamo detti che era assolutamente necessario parlare della destinazione Milano, e non solo dei locali presenti in essa.

Milano si può considerare a tutti gli effetti la Londra italiana, tutto questo pubblico internazionale che sta arrivando qui ha dato una nuova energia alla città. Diciamolo, fino a qualche anno fa Milano, prima dell’Expo, nell’ immaginario collettivo era solo business, fashion, interior design, e stop.

Questa città invece che non ha più l’aspetto borghese di prima, ha tantissimo da dare. Pochi per esempio sanno che è la città con più ristoranti gastronomici d’ Italia, protagonista di esperienze culturali straordinarie a cominciare dalle migliori exibition a Palazzo Reale, alla Triennale, alla Permanente, e dotata di musei unici come Il Museo del Novecento, la Pinacoteca di Brera, il museo Ambrosiano, la stessa Fondazione Prada, etc. etc. Di più, è’ la sola città italiana che ha una prossimità unica per vivere esperienze locali meravigliose: è a un’ora dal lago di Como, un’ora per andare a sciare, un’ora per andare al mare. E poi Milano ha un hub straordinario, Malpensa che funziona. Concludendo noi dobbiamo lavorare per questa rinascita, e cavalcare quella che è l’onda buona dell’Expo, sul fatto che Milano è diventata ormai una città internazionale. anche grazie alle Università. E’ bene sostenere questa apertura e continuare a parlare della città come destinazione eccellente”.

 

 E il ristorante?

Seta è affollato tutte le sere, e richiama un pubblico milanese ed internazionale. Lo chef è Antonio Guida, che è riuscito ad ottenere 1 stella Michelin già dopo soli 3 mesi dall’apertura. E poi, come abbiamo detto all’inizio, di recente Mandarin Oriental Milan ha ottenuto i 4 cappelli attribuiti dalla guida dell’Espresso come miglior ristorante della Lombardia e migliore servizio di sala d’Italia.

Antonio proviene dal resort “Il Pellicano”, dove ha lavorato per 11 anni e dove aveva 2 stelle Michelin; è approdato qui al Mandarin insieme a me, abbiamo lavorato fianco a fianco sul setup del “ food and beverage” del Mandarin che è il cuore e insieme l’action dell’hotel. Abbiamo scelto il nome Seta perché  ci era venuto in mente Marco Polo e “Dall’Oriente all’occidente..”. Riteniamo che nell’essenza del nome “Seta”, oltre ad un “vago sapore orientale” sia rappresentata anche tutta l’italianità dei piatti  del nostro chef. Abbiamo realizzato un business lunch a 60 euro, con due piatti compreso acqua, caffe, etc. etc”.

 

E la Spa?

“La nostra Spa è un luogo in cui la filosofia e la cultura del Mandarin si esprime appieno, e si realizza in un’esperienza orientale, ma soprattutto dello spirito. Anche qui c’è l’intenzione di coniugarsi con Milano, infatti è aperta al pubblico, e al suo interno vi è presente la piscina più grande del centro di Milano.

Una volta arrivati si “stacca la spina”: come prima cosa si spegne il telefono, e si tolgono le scarpe. Al  suo interno vari terapisti, anche cinesi,   effettuano trattamenti di bellezza, ovvio, ma soprattutto qualsiasi tipo di massaggio. Al suo interno è presente anche un parrucchiere esterno, Massimo Serini”.

 

Luca Finardi, General Manager

Luca Finardi, General Manager

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