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CIAK Sport, nuovo magazine on line

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Enrica GoverniWritten by:

 

 

Il 14 di  gennaio  a Milano, durante una conferenza stampa all’ Hotel Me Melia ex Duca D’Aosta, è stato presentato Ciak sport, un nuovo magazine che parla di sport. E contestualmente, anche il direttivo costituito da Andrea Vidotti , Giampaolo Zorzo e Fabio Massimo Scepi. Sarà on line dal 3 di febbraio 2020.

Vi saranno pubblicati pezzi e servizi, tra i più interessanti, legati all’attualità dello sport, e la “mission” sarà contro doping e razzismo.

 

 

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Ricoh nominata da Quocirca leader nei Managed Print Services

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L’edizione 2019 del report Managed Print Services (MPS) Landscape di Quocirca conferma Ricoh come leader nel settore dei servizi di stampa gestiti per l’ottavo anno consecutivo.

Si legge nel report: “Ricoh mantiene la posizione di leadership nel settore MPS anche grazie alla sua strategia multicanale e alla sua copertura internazionale. L’azienda ha sviluppato un’offerta di tecnologie e di servizi che va oltre gli MPS tradizionali, rispondendo così alle nuove esigenze delle imprese. Grazie alla presenza globale e ai servizi erogati in maniera diretta, Ricoh è in grado di supportare le organizzazioni di grandi dimensioni che operano in più Paesi”. Gli MPS fanno parte dell’offerta Ricoh Managed Document Services (MDS). In quest’ambito Ricoh lavora insieme ai propri clienti per ottimizzare i processi, riuscendo così a rendere la gestione delle informazioni più efficiente, anche dal punto di vista della sicurezza. Ricoh, mette in evidenza Quocirca, offre servizi standardizzati a livello globale, ma allo stesso tempo mantiene un approccio flessibile per personalizzare l’offerta in base alle caratteristiche dei mercati locali.

Louella Fernandes, Research Director di Quocirca, commenta: “Ricoh offre un ampio portfolio di soluzioni rivolte sia al mercato Office che a quello della stampa professionale. Tra le caratteristiche che abbiamo in particolar modo apprezzato, vi sono la capacità di includere nella fase iniziale di consulenza anche tecnologie di terze parti, di analizzarle in relazione alla sostenibilità e di erogare servizi di supporto in ambienti multi-vendor. Questi aspetti rendono Ricoh la scelta ideale per le organizzazioni alla ricerca di un unico fornitore in ambito documentale e IT. Ricoh supporta le aziende nella trasformazione digitale mediante soluzioni e servizi che includono ambiti fondamentali come ad esempio cloud, sicurezza e analytics”.

David Mills, CEO di Ricoh Europe, aggiunge infine: “Siamo orgogliosi di essere stati nominati da Quocirca leader negli MPS per l’ottavo anno consecutivo. Questo dimostra la nostra attenzione verso i clienti. Le soluzioni affidabili, sicure e personalizzabili di Ricoh rappresentano la base per la Digital Transformation. Vogliamo aiutare le aziende ad entrare nell’era digitale per riuscire a cogliere nuove opportunità”.


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Arrigoni, un eco-gioiello del b2b Made in Italy

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I gioielli del Made in Italy non si trovano soltanto nella moda, nel design e nel cibo. Anche in settori business to business è possibile ammirare delle eccellenze. Una di queste è rappresentata dal Gruppo comasco Arrigoni Spa, che nato negli anni ’30 come azienda tessile (era anche fornitrice della Real casa), si è nel tempo convertita nel settore agrotessile, raggiungendo la leadership europea. Tra i plus della società di Uggiate-Trevano vi è il contributo dato dalla sostenibilità ambientale.

 

L’uso degli schermi protettivi tessili in agricoltura ha dei vantaggi evidenti almeno nei termini di:

  • incremento della resa dei terreni coltivati con la moltiplicazione dei cicli per stagione e la protezione dagli agenti atmosferici,
  • riduzione dell’uso dei pesticidi, a pari protezione dagli insetti più aggressivi per ogni singola coltivazione,
  • miglioramento del microclima delle coltivazioni, attraverso il controllo della ventilazione, della temperatura e della qualità dell’aria nonché attraverso la mitigazione dell’impatto diretto della pioggia sul fogliame e sui frutti e della proliferazione di funghi batteri,
  • ottimizzazione delle condizioni di irradiazione delle piante per il raggiungimento della giusta quantità e qualità di luce (intensità, diffusione e colore).

 

Il materiale di cui sono composti gli agrotessili Arrigoni è il polietilene ad alta densità, la cui produzione è ottimizzata per garantirne un lungo esercizio (dieci anni).

Qualcuno potrebbe obiettare che l’attenzione alla sostenibilità, fiore all’occhiello dell’Arrigoni Spa, si scontri con l’utilizzo della plastica, uno dei prodotti oggi più sotto accusa per l’impatto ambientale. In realtà il discorso è complesso e il saldo ecologico del Gruppo comasco è positivo.

 

Nelle applicazioni degli agrotessili, per colture come cocomeri, lattuga, pomodori, peperoni, che incrementano la resa dei terreni con la moltiplicazione dei cicli per stagione, si verifica un beneficio economico rappresentato dalla maggior quantità disponibile alla vendita. Il differenziale di produzione conferisce però anche un ruolo positivo nella riduzione dell’inquinamento. Partiamo dall’osservazione della differente resa annuale, in tonnellate per ettaro, delle orto colture che beneficiano della protezione. La maggior resa apporta all’ambiente il beneficio di sottrarre CO2 nell’atmosfera, grazie alla sintesi clorofilliana. Questo beneficio supera l’impatto negativo della protezione in polietilene.

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Fran Bull si racconta

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È una delle più importanti interpreti della contemporary art internazionale. Fran Bull, pittrice e scultrice ma anche scrittrice americana, dopo essersi cimentata nel fotorealismo ha aderito, negli anni ’80, al neoespressionismo astratto, diventandone protagonista assoluta. Le sue opere sono esposte a uno dei più importanti musei di arte moderna e contemporanea del mondo, il Moma di New York.

Anche in Europa, in questi ultimi anni, è stata la ribalta con prestigiose mostre in spazi pubblici presso, ad esempio, la Biennale di Venezia (Padiglione Armenia), La Fabbrica del Vapore del Comune di Milano e la Biennale di Arte Sacra di Mentone. Qui di seguito l’artista racconta alcuni momenti della sua vita.

“Ricordo di essermi seduta su un treno per pendolari, da Setauket, Long Island, a New York. Avevo vent’anni, ero una persona con molti interessi, vivevo chiedendomi cosa avrei fatto della mia vita. Mentre il presagio scorreva, sentii un grande cambiamento in me. Gli dei del destino e delle decisioni erano saliti su quel treno e quando arrivai a New York, avevo capito: avrei dedicato la mia vita all’arte. Del resto, sono cresciuta nel New Jersey, i miei sabati e le mie estati li ho passati al museo di Newark. Noi bambini, che prendevamo lezioni, attingevamo alla natura e realizzavamo le nostre opere su ogni mezzo. Immettevamo concorsi con animali e cartapesta e con costumi ispirati alle mostre del museo. A dieci anni mi sono immaginata di essere un’artista “moderno” e ho emulato l’arte di Joseph Stella, i cui lavori sono esposti anche oggi a Newark”.

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Londra: 200.000 gatti salvati dalla strada

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Cats Protection è la più grande associazione britannica che si occupa dei gatti abbandonati: i suoi 250 volontari, dislocati in 35 sedi diverse, abbandonati: ne aiutano 200.000 ogni anno e il suo scopo è di eliminare il randagismo.

Ai gatti che vengono trovati o portati al centro sono immediatamente somministrate le necessarie cure; nei casi più gravi i felini vengono ricoverati negli attrezzati centri di assistenza. Dopodiché inizia la procedura per adattarsi al nuovo ambiente. Essa può essere “reale” o a distanza. La prima è possibile solo dopo uno scrupolosissimo esame dell’adottante, che deve essere responsabile e provare di amare i getti e di potersene prendere cura.

Viene esaminata la sua casa, che non deve presentare pericoli per l’animale e anche l’ambiente, molto importante per il gatto: infatti, quelli che ad esempio tristemente sono stati maltrattati, sono molto più diffidenti e necessitano di attenzioni particolari. come pure i gatti anziani non sono abituati a condividere spazi con altri felini, tanto meno con altri animali. Ogni anno Cats Protection trova casa mediamente a 40.000 gatti.

 

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Da Ricoh una nuova serie di multifunzioni a colori A4

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Ricoh annuncia il lancio di una nuova serie di multifunzione a colori A4 che risponde alle esigenze di ambienti di lavoro sempre più digitali, garantendo scalabilità, sicurezza delle informazioni, semplicità di utilizzo e sostenibilità.  Si tratta di dispositivi multifunzione intelligenti che offrono valore aggiunto grazie a funzionalità e servizi innovativi come:

·   Ricoh Always Current Technology: i sistemi si interfacciano in automatico con questa piattaforma accedendo a un’ampia gamma di applicazioni, upgrade e funzionalità aggiuntive. Queste tecnologie sono quindi scalabili e possono essere rapidamente aggiornate per rispondere a nuovi scenari.

·   Ricoh Intelligent Support: i multifunzione vengono monitorati costantemente e il supporto tecnico può intervenire da remoto per una rapida diagnostica e risoluzione di eventuali problematiche.

·   Ricoh Smart Integration: le soluzioni si collegano ai servizi cloud di terze parti migliorando la gestione dei workflow e rendendo le informazioni sempre disponibili, in tutta sicurezza. La serie si compone di quattro modelli – Ricoh IM C300, IM C300F, IM C400F e IM C400SRF – con una velocità compresa tra le 30 e le 43 pagine al minuto.

Ogni modello integra funzionalità di stampa, copia, scansione e fax (ad esclusione di IM C300). Ricoh IM C400SRF offre inoltre opzioni di finitura.  I nuovi multifunzione intelligenti integrano uno Smart Operation Panel personalizzabile e dotato di un processore di ultima generazione che velocizza l’utilizzo delle applicazioni installate. Olivier Vriesendorp, Vice President of Product Marketing, Ricoh Europecommenta, commenta: “Le aziende di tutte le dimensioni si trovano a gestire numerosi cambiamenti. Da oltre 80 anni, Ricoh aiuta le imprese a trasformarsi sviluppando soluzioni che rispondono alle loro esigenze. I nuovi dispositivi intelligenti consentono di installare numerose app per lavorare in modo più rapido e smart”.  

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Ricoh a Drupa 2020

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Il mercato della stampa è in un momento di trasformazione e gli operatori del settore devono riuscire a innovare il business. Questo sarà il filo conduttore di drupa 2020, la più importante fiera dedicata alla stampa che si svolgerà dal 16 al 26 giugno 2020 presso l’area fieristica di Düsseldorf (Messe Düsseldorf), in Germania.  Presso lo stand di 1.800 mq di Ricoh i print service provider potranno scoprire le innovazioni tecnologiche che possono aiutarli ad abbracciare il cambiamento e a pensare in modo nuovo. Evoluzione, crescita e flessibilità sono le parole chiave.  Tra le tecnologie a disposizione dei visitatori presso lo stand Ricoh vi saranno:

·   Ricoh Pro VC70000, soluzione inkjet modulo continuo che si contraddistingue per il sistema di asciugatura e la flessibilità dei supporti tra cui le carte patinate tradizionali di solito utilizzate con i sistemi offset

·   Ricoh Pro C7200 e Ricoh Pro C9200, sistemi a foglio singolo con elevate capacità nella gestione della carta

·   I software Ricoh ProcessDirector e Ricoh Supervisor che migliorano i workflow produttivi aumentando l’efficienza Inoltre, saranno sotto i riflettori le soluzioni per l’Industrial Printing, tra cui Ricoh Pro L5160 latex roll-to-roll per la comunicazione visiva e Ricoh Ri 1000 per la stampa Direct-to-Garment.

Tutte queste soluzioni mostrano l’impegno di Ricoh verso un’innovazione che possa davvero fare la differenza per i fornitori di servizi di stampa, consentendo loro di prepararsi al futuro e di esplorare nuovi orizzonti di produttività. I visitatori potranno toccare con mano applicazioni realizzate con le soluzioni Ricoh e un flusso produttivo completo ed ottimizzato.  Eef De Ridder, Vice President, Commercial and Industrial Printing Group, Ricoh Europe, commenta: “Dallo scorso drupa abbiamo ampliato il nostro portfolio per offrire sempre maggior supporto ai professionisti che operano del mondo Commercial e Industrial, in modo che possano trasformare il business e rispondere alle nuove esigenze dei loro clienti. Ora la nostra offerta è completa ed include soluzioni inkjet a colori ad elevata velocità, sistemi a foglio singolo, grande formato e DTG. Ai dispositivi di stampa si aggiungono soluzioni software che semplificano la produzione aumentandone l’efficienza. Abbiamo dunque tutte le carte in regola per aiutare i print service provider a cogliere nuove opportunità e ad entrare in nuovi mercati”.

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“Fay Archive”, un brand all’avanguardia

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Enrica GoverniWritten by:

Passione, talento, storia, tutti racchiusi in una capsule di successo, “Fay Archive” “un brand nel brand” come la definisce Michele Lupi, il “men’s collections visionary” del gruppo Tod’s , che l’ha creata di recente in collaborazione  con Alessandro Squarzi, figura carismatica nel mondo del fashion.

Un progetto maschile che sta riscuotendo molti consensi anche presso il pubblico femminile: è costituito da 5 pezzi iconici per l’inverno e altrettanti per l’estate, in cui originalità e autenticità del marchio Fay sono valorizzate dalla versione contemporanea delle classiche giacche “da lavoro” dei pompieri americani del Maine (USA), scoperte negli anni ‘80 da Andrea e Diego della Valle.

 

“Una rivisitazione del Dna della griffe, fedeli al Made in Italy ma con un occhio allo spirito vintage Usa: i capi Fay, con i caratteristici quattro ganci distintivi che li connotano da sempre, sono degli evergreen.

“Fay Archive” offre capi adeguati alle differenti stagioni e temperature. Qualche esempio? Giubbotti in canvas di cotone pronti a tresformarsi per l’inverno in capi caldi e confortevoli, con l’ interno in orsetto reversibile, o comodi parka e lunghi trench imbottiti dotati di fodere in pile con tinte a contrasto.

“Siamo riusciti ad ottenere un giusto  equilibrio dall’ unione tra lo spirito degli ‘american worker’ e lo chic innato degli uomini italiani” afferma Michele Lupi soddisfatto.

 

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Fran Bull rende più trasparente il proprio catalogo

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È una delle più apprezzate protagoniste della contemporary art internazionale. Fran Bull, artista newyorkese ma spesso presente anche in Europa, in oltre 50 anni di carriera ha esplorato diverse correnti, ottenendo sempre i consensi di critica e collezionisti. Del resto per Fran, l’arte supera il confine del mestiere e anche quello della passione per assumere un ruolo esistenziale. “Ho convissuto con l’arte fin dall’infanzia. Attraverso l’arte sono in grado di esprimere i miei pensieri, le mie preoccupazioni, le mie visioni, insomma tutto ciò che sono.

Non importa la categoria in cui l’arte viene declinata, mi posso dedicare alle gioie del disegno, della pittura, dell’incisione, della scultura esprimendo attraverso queste forme, che traduco in espressioni visive, i miei pensieri e sentimenti più profondi. Con una sintesi molto forzata, si può dire comunque che la carriera di Fran Bull si articoli in due periodi principali, quello del fotorealismo e successivamente l’espressionismo neo-astratto. In questa corrente, si è imposta al punto da essere oggi chiamata “Neo-abstract expressionism Queen”.

Presente nei più importanti musei del mondo come il Moma (Museum of modern art) di New York, il Guilin museum (nell’omonima città cinese) e il Bo Alveryd di Malmo (Svezia), Fran da tre anni è molto attiva anche in Italia. Vanta due personali, rispettivamente al Loa (Laboratorio open art) e alla Fabbrica del Vapore di Milano, e una mostra personale a Palazzo Zenobio, Padiglione Armenia della Biennale di Venezia 2017.

Inoltre, negli ultimi due anni, le sue opere sono presenti in due musei di arte contemporanea, rispettivamente a Ceglie Messapica e Frosinone. Tra i critici che in Italia seguono più attentamente l’artista newyorkese, un posto particolare è occupato da Giorgio Gregorio Grasso, curatore del Padiglione Armenia della Biennale 2017 (oltre che del Padiglione Italia Biennale 2011) che, appunto, l’ha voluta ospitare a Palazzo Zenobio.

Come tutti gli artisti che hanno raggiunto una consacrazione sul mercato, anche Fran Bull ha costituito un archivio delle proprie opere che raccoglie 1.200 lavori tra disegni, dipinti, sculture, installazioni e grafiche. Ora sta rinnovando questo archivio per renderlo più facilmente fruibile a pubblico e addetti ai lavori.

 

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I dipendenti europei di tutte le età chiedono all’unanimità innovazione e sostenibilità

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Da una nuova ricerca Ricoh emerge la necessità di un cambiamento profondo del modo di lavorare, oggi e in futuro.

 Un nuovo studio di Ricoh Europe, condotto da Coleman Parkes, ha cercato di capire se le differenti generazioni in azienda abbiano aspettative completamente differenti oppure vi siano elementi in comune. E ancora: in che modo le imprese possono rispondere alle esigenze di una workforce eterogenea e articolata garantendo la crescita e lo sviluppo dei singoli individui?

La ricerca è stata condotta nel 2019 coinvolgendo 4.580 dipendenti di aziende di Austria, Belgio, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Slovacchia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Irlanda.

I lavoratori sono alla ricerca della ‘corrispondenza perfetta’ tra i propri valori e quelli dell’azienda

La scelta di una professione e le modalità di lavoro delle aziende stanno diventando un fattore sempre più determinante nel definirci come individui, indipendentemente dall’età. I dipendenti più giovani sono spesso descritti come idealisti che operano scelte sulla base dei propri valori. Quanto appena detto è indubbiamente corretto, ma lo stesso vale anche per le altre generazioni. Due terzi (65%) dei dipendenti crede nei valori e nei principi della propria azienda. Ad esempio, la maggior parte dei dipendenti di tutte le generazioni concorda sul fatto che la sostenibilità debba costituire una priorità assoluta. Sulla base di tale opinione condivisa, sembra inevitabile che il modo di lavorare cambierà radicalmente nei prossimi anni.

I gap generazionali sono uno stereotipo da abbattere

L’arrivo della Generazione Z in azienda più che generare contrasti sta rappresentando un elemento di coesione tra tutti i dipendenti. Il 71% del campione d’indagine considera un plus il fatto di poter lavorare con persone di altre età. Tutte le generazioni sono fiduciose nella propria capacità di utilizzare le nuove tecnologie e la maggior parte sostiene che l’innovazione renda più piacevole il lavoro. I business leader devono quindi superare gli stereotipi del passato ed iniziare a considerare i dipendenti come una workforce coesa.

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