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Piquadro ancora partner di AC Milan

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Enrica GoverniWritten by:

 

Piquadro, il marchio italiano di accessori di pelletteria tech-design per business traveller annuncia il rinnovo della partnership con AC Milan per la stagione calcistica 2019/20. Il noto brand made in Italy si riconferma Luggage Partner della nota squadra fornendo loro un esclusivo set da viaggio nei colori del Club.

Con questo accordo Piquadro rafforza ulteriormente il suo legame con il mondo dello sport. Da quest’anno è infatti partner della scuderia di Formula 1 Aston Martin Red Bull Racing e pochi giorni fa ha annunciato il suo ingresso nel mondo del calcio russo come Luggage Partner della squadra del CSKA MOSCA.

Il set da viaggio Piquadro selezionato da AC Milan per completare la divisa ufficiale si compone di zaino, trolley e necessaire della linea Coleos, realizzata in tessuto tecnico e pelle, personalizzata per la squadra.

Lo zaino Coleos è il prodotto che meglio incarna la filosofia tech-design di Piquadro poiché contempla nelle sue linee molte tasche e scomparti, ognuno con una sua precisa funzione: per notebook, per iPad, per ombrello o bottiglia, per cavi e per molto altro. C’è perfino una tasca a rete nascosta che può essere utilizzata per trainers o casco mentre la fascia di aggancio al trolley è un altro utilissimo dettaglio.. Il trolley ripropone il design dello zaino, ormai diventato un’icona delle collezioni Piquadro e, grazie ai suoi spallacci estraibili, include anche la portabilità a zaino.

“Siamo entusiasti di essere partner di AC Milan perché è un Club amatissimo dai suoi tifosi e stimato da tutto il resto del calcio mondiale, una squadra che, attraverso una storia di grandissimi successi, identifica un modello di performance e sfida in tutto e per tutto coerente con i valori del nostro marchiodichiara Marco Palmieri, fondatore e Presidente di Piquadro. “Anche noi di Piquadro ci sentiamo una squadra e questo progetto è una splendida occasione per raccontare la passione con cui promuoviamo l’eccellenza italiana nel mondo”.

 

 

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Pmi: innovare nell’era digitale

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La rivoluzione digitale sta trasformando in maniera le aziende, Pmi incluse. In questo contesto si parla sempre più della necessità di innovare e trasformarsi. Ma cosa significa fare innovazione per una Pmi? Qual è il ruolo della tecnologia? Per rispondere a questa domanda Ricoh ha raccolto il parere di 3.300 manager di Pmi europee.

Dallo studio è emerso che per il 59% dei manager l’innovazione è una priorità assoluta e il 34% è addirittura convinto che la propria azienda potrà fallire entro il 2020 se non riuscirà trasformarsi per rispondere ai cambiamenti attualmente in atto nel mercato. Cosa intendono i manager per innovazione? Il 60% del campione cita lo sviluppo di nuovi prodotti, il 56% l’implementazione di nuove tecnologie negli ambienti di lavoro e il 54% l’introduzione di miglioramenti graduali nei processi.

Il 78% delle Pmi afferma che il settore in cui opera è cambiato molto negli ultimi cinque anni e il 75% ritiene che nei prossimi cinque è destinato a mutare ancora. Dalla ricerca è emerso come i fattori che hanno portato ai maggiori cambiamenti sono stati: evoluzione delle aspettative da parte dei clienti (31%), aumento della competizione (31%), automazione sempre maggiore delle attività (27%), nuovi requisiti normativi (27%) e incertezza economica (25%). Le tecnologie e la digital revolution stanno generando impatti in tutti i settori. Il 74% del campione afferma che la tecnologia aiuti ad innovare e ad aumentare la produttività e secondo il 46% un più ampio utilizzo delle tecnologie digitali consentirebbe di essere più innovativi.

Sebbene l’innovazione sia dunque considerata un elemento imprescindibile per competere, il 47% afferma di temere i cambiamenti rilevanti e il 30% ammette di non saper da che parte cominciare.

Le Pmi devono però essere ottimiste anche perché l’innovazione non deve avvenire a tutti i costi dall’oggi al domani. L’importante è focalizzarsi su ciò che è davvero importante, senza dimenticare che sono le persone a fare la differenza. Dalla ricerca Ricoh emerge infatti come nei prossimi cinque anni i dipendenti saranno sempre più parte integrante dei processi alla base del cambiamento. Il 45% dei manager delle Pmi vuole incoraggiarli a sviluppare nuove idee e ad essere più creativi.

 

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Ricoh riceve tre Buyers Lab Summer 2019 Pick Awards

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Due sistemi a colori e uno in bianco e nero della gamma multifunzione Ricoh sono stati premiati con i Summer 2019 Pick awards di Keypoint Intelligence – Buyers Lab (BLI).I riconoscimenti BLI Picks vengono assegnati due volte all’anno ai prodotti e ai sistemi per l’ufficio che hanno registrato le migliori prestazioni durante i rigorosi test di laboratorio condotti da Buyers Lab.

In particolare, a ricevere i riconoscimenti sono stati:

·       Ricoh IM C2000 – Outstanding 20-ppm Colour Copier MFP

·       Ricoh IM C2500 – Outstanding 25-ppm Colour Copier MFP

·       Ricoh IM 350F – Outstanding MFP per gruppi di lavoro di medie dimensioni  

Tra i multifunzione a colori di fascia low-end e mid-range, IM Ricoh C2000 e IM C2500 sono stati valutati molto positivamente per la user experience di elevata qualità, mentre la soluzione Ricoh IM 350F è stata definita la miglior scelta tra i multifunzione monocromatici per gruppi di lavoro di medie dimensioni. George Mikolay, Associate Director of Copiers/Production at Keypoint Intelligence – Buyers Lab, commenta: “Ricoh continua a sorprenderci grazie alle novità nella gamma multifunzione. Le soluzioni Ricoh IM C2000 e IM C2500, insieme al dispositivo IM C4500 che ha ricevuto il Winter 2019 Pick award, consentono all’azienda di distinguersi nel settore degli MFP a colori di fascia low-end e mid-range. La user experience è eccezionale grazie ad un ampio pannello touchscreen basato su Android. Lo Smart Operation Panel è intuitivo e personalizzabile sulla base delle specifiche esigenze. La qualità di stampa è ottima e questi dispositivi, integrando la tecnologia Ricoh Intelligent Scanning, si pongono come un punto di riferimento del settore per quanto riguarda la scansione”. Olivier Vriesendorp, Vice President Product Marketing, Ricoh Europe, afferma: “Questi premi attestano la nostra capacità di innovare e la nostra leadership nel mercato dei multifunzione. Ricoh vuole offrire ai clienti soluzioni sicure ed affidabili che consentano di realizzare ambienti di lavoro digitali. Aiutiamo le aziende ad entrare nell’era digitale grazie a dispositivi che mettono a loro disposizione tutti i vantaggi delle più recenti innovazioni tecnologiche”.

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Viganò Alta Moda festeggia 100 anni

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Enrica GoverniWritten by:

Viganò Alta Moda, storica azienda milanese punto di riferimento nel mondo dei gioielli, bijoux, accessori, componenti per realizzare bigiotteria e ricamo, festeggia 100 anni. E lo fa in gran spolvero, con un evento aperto alla città di Milano. Sabato 21 settembre,infatti, la storica sede Viganò di Via Paolo da Cannobio 39, dalle 10 alle 17, sarà visitabile in una veste inedita, con dimostrazioni di ricamo grazie alla collaborazione della prestigiosa Scuola di ricamo Pino Grasso . Inoltre ci saranno dimostrazioni di assemblaggio bijoux, un’esposizione di pezzi iconici pensata esclusivamente per questa occasione, e una visita al suo archivio storico, per la prima volta aperto al pubblico. L’idea è della più giovane erede, Laura Viganò, la quale accompagnerà i presenti alla scoperta di questa strordinaria attività e bottega storica familiare fondata nel 1919 a Milano e della sua evoluzione che, dalla belle epoque ad oggi, ha saputo rinnovarsi, stando al passo con i tempi, rispondendo alle esigenze del mercato contemporaneo e mantenendo uno stile ben riconoscibile: elegante e denso di fascino. “Siamo molto fieri di avere la possiblità di festeggiare questo traguardo importante – afferma Laura Viganò e prosegue – in un momento di grandi cambiamenti nel mondo del retail riuscire ad esserci è una grande vittoria e una sfida continua che portiamo avanti ogni giorno con l’impegno di sempre”. Nel corso della sua storia tante le collaborazioni con famose maison tra le quali Prada, Versace, Ferragamo. Nella sede di via Paolo da Cannobio professionisti e appassionati di ricamo e bigiotteria possono ancora trovare autentici tesori declinati in infinite forme e meravigliosi colori nelle centinaia di cassetti in legno originali dei primi del ‘900. Altro punto vendita è la boutique in via Gonzaga 5 (sempre a pochi passi da piazza Duomo), nuova sede inaugurata nel 2016, dopo la chiusura della boutique che dal 1933 aveva saputo illuminare con garbo la Galleria Vittorio Emanuele II. Nel nuovo moderno punto vendita di via Gonzaga, su due piani, Viganò ha saputo costruire una nuova identità fatta di gusto e stile tipicamente italiani, con una selezione ricercata di borse, cappelli, acconciature da cerimonia, ventagli, ombrelli, guanti, gioielli e bigiotteria. Perché il fil rouge di Viganò, nonostante i cambiamenti generazionali, rimane quello di sempre: la passione per la bellezza e l’eleganza senza tempo.

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Ricoh finalizza l’acquisizione di DocuWare, rafforzandosi così nel mercato del Digital Workplace

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Si è concluso il processo di acquisizione di DocuWare da parte di Ricoh, come annunciato lo scorso luglio. DocuWare è stata supportata nell’operazione da William Blair, azienda globale che si occupa di Investment Banking & Asset Management. La partnership tra i due leader di mercato è comunque di lunga data e Ricoh da tempo propone i software DocuWare ai propri clienti. David Mills, Corporate Senior Vice President, Ricoh Company Ltd, commenta: “Questa acquisizione ci consente di offrire al mercato ulteriore valore nella gestione dei documenti e dei contenuti aziendali. Ora siamo in grado di fornire nuove funzionalità agli attuali clienti e alle aziende che ci sceglieranno in futuro”. DocuWare opererà come sussidiaria dell’azienda giapponese. L’acquisizione di DocuWare è in linea con la strategia di Ricoh volta a consolidare l’offerta per la trasformazione degli ambienti di lavoro. Ricoh mira pertanto a rafforzare DocuWare attraverso tutti i canali attuali e futuri.

 

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Il gruppo Damiani acquisisce l’ex Palafiere di Valenza

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Enrica GoverniWritten by:

Damiani intraprende una nuova fase con l’acquisto dell’ex-Palafiere di Valenza.  Con un importante investimento stimato intorno ai 10 milioni di euro, il sito diventerà un polo d’avanguardia, che dal primo semestre del 2022 racconterà l’eccellenza del brand Damiani, la sua storia, la sua visione contemporanea e il suo ruolo da protagonista nel più importante distretto di alta gioielleria al mondo, quello di Valenza.

Con questo progetto vogliamo rafforzare la nostra tradizione produttiva che è iniziata nel 1924 proprio a Valenza con il laboratorio orafo di nostro nonno. Damiani è una delle poche realtà internazionali che continua a disegnare e produrre direttamente i propri gioielli, con la cura e la passione di una bottega artigiana, ma con visione di un Gruppo internazionale e questa nuova sede consentirà alle maestranze di operare in un contesto confortevole, moderno e tecnologicamente avanzato. Realizzare l’ambiziosa impresa di rivitalizzare e trasformare l’ex-Palafiere di Valenza ci rende molto orgogliosi: non avremmo potuto farlo senza il supporto delle istituzioni, ed in particolare della Regione Piemonte e del Comune di Valenza, di Banca Intesa e della Bce. Anche a loro va il nostro ringraziamento per aver accettato di accompagnarci in questa sfida e per quanto faranno d’ ora in poi per portare a compimento il progetto”, ha commentato Guido Damiani, presidente di Damiani.

Un’acquisizione molto ambiziosa,  sia dal punto di vista imprenditoriale che di riqualificazione territoriale, realizzato grazie anche al supporto di Banca Intesa, di B.C.E., della Regione Piemonte e del Comune di Valenza.

Il Gruppo diventa  proprietario di questo importante immobile destinato a ospitare la nuova sede produttiva della Maison Damiani Il progetto di rinnovamento  prevede anche la creazione di un Museo d’impresa e di una scuola di formazione per orafi e incastonatori.

Il Gruppo è una delle pochissime aziende orafe internazionali che è rimasta fortemente legata al luogo in cui è stata fondata, e con questa importante “acquisizione” l’azienda  consolida la propria presenza in loco, e  custodisce un patrimonio unico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Salvini sfila sul red carpet della mostra del Cinema a Venezia

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Enrica GoverniWritten by:

  • VENICE, ITALY - SEPTEMBER 02: Giulia Elettra Gorietti walks the red carpet ahead of the "Martin Eden" screening during the 76th Venice Film Festival at Sala Grande on September 02, 2019 in Venice, Italy. (Photo by Daniele Venturelli/WireImage,)
    VENICE, ITALY - SEPTEMBER 02: Giulia Elettra Gorietti walks the red carpet ahead of the "Martin Eden" screening during the 76th Venice Film Festival at Sala Grande on September 02, 2019 in Venice, Italy. (Photo by Daniele Venturelli/WireImage,)
  • damiani-nuovo

Le preziose creazioni del Gruppo Damiani continuano ad illuminare il Red Carpet del festival Internazionale del Cinema

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  • VENICE, ITALY - SEPTEMBER 02: Giulia Elettra Gorietti walks the red carpet ahead of the "Martin Eden" screening during the 76th Venice Film Festival at Sala Grande on September 02, 2019 in Venice, Italy. (Photo by Daniele Venturelli/WireImage,)
    VENICE, ITALY - SEPTEMBER 02: Giulia Elettra Gorietti walks the red carpet ahead of the "Martin Eden" screening during the 76th Venice Film Festival at Sala Grande on September 02, 2019 in Venice, Italy. (Photo by Daniele Venturelli/WireImage,)

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L’attrice italiana Giulia Elettra Gorietti, volto giovane e bello del panorama cinematografico italiano ha indossato l’anello multigiro della collezione Precious Loop di Salvini in oro e diamanti abbinato agli eleganti orecchini punto luce Battito.

 

Per la quarta serata della 76esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia l’affascinate attrice Hong-Hu Ada attrice eclettica artista italo – giapponese  sfoggia in abito Armani la Collana i Segni  con anello Mistery DI Salvini.

 

 

 

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Damiani sfila sul red carpet a Venezia

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Enrica GoverniWritten by:

 

Damiani sfila sul red carpet a Venezia

 

 

Il Red Carpet della 76esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia è illuminato dalle preziose creazioni di Damiani, confermando lo storico legame tra la nota griffe di alta Gioielleria e il mondo del Cinema.
Silvia Damiani, vice Presidente della Maison, ha indossato la collana e l’anello masterpiece Margherita in oro bianco e diamanti.

Il modello e attore serbo di nascita e milanese d’adozione Alessandro Egger ha scelto invece l’orologio Apple Watch con cover in oro e diamanti firmata Damiani e i gemelli della collezione D.Side.

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Venezia: Ermanno Scervino veste Kat Graham

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Enrica GoverniWritten by:

 

In occasione delle première del film La Vérité di Kore-Eda Hirokazu che ha aperto la 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Kat Graham ha scelto di indossare un abito giallo tenue a bustier con gonna lunga mossa, spacco e leggero strascico,, della collezione Ermanno Scervino.

 

 

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MASTER IN “EXPORT, MADE IN ITALY E MERCATI INTERNAZIONALI” A MILANO

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Enrica GoverniWritten by:

 

Lorenzo Zurino, il presidente dell’Italian Export Forum, presentato in grande spolvero a Milano afferma: “Per vincere sui mercati internazionali è indispensabile condividere esperienze e professionalità. Il master “EXPORT, MADE IN ITALY E MERCATI INTERNAZIONALI”, UNICO PROGETTO ITINERANTE IN ITALIA DEDICATO  ALL’EXPORT, E JOHN CABOT UNIVERSITY, opererà in questo senso”.

Antonella Salvatore, Director John Cabot University : “Un master nato per valorizzare il Made in Italy facendo coincidere aspetti teorici con l’esperienza di chi fa export”

Lo IEF – Italian Export Forum, il primo format itinerante specificamente dedicato all’export Made in Italy, ha fatto tappa oggi a Milano nello Spazio Campania, secondo evento dopo l’ inaugurazione di metà giugno a Piano di Sorrento alla quale hanno partecipato oltre 300 aziende e 50 manager, tra i quali il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Patrocinata e supportata dalla Regione Campania, la tappa milanese dello IEF è stata l’occasione per presentare l’inedito  Master di I livello in “Export, Made in Italy e mercati internazionali”, realizzato dalla John Cabot University in collaborazione con l’Italian Export Forum. Un progetto innovativo perché realizzato congiuntamente da un’istituzione accademica e da imprese e professionisti che ogni giorno lavorano sui mercati internazionali. Il master è rivolto infatti a creare e completare il profilo professionale dell’export manager, analizzando gli strumenti indispensabili del ruolo e delle strategie di ingresso dei mercati esteri.

Il progetto, presentato dal presidente dello IEF Lorenzo Zurino e da Antonella Salvatore, Director della John Cabot University partirà il 21 febbraio 2020 e sarà articolato su tre sezioni principali: orientamento e skills professionali, introduzione alla strategia aziendale, internazionalizzazione d’impresa e settori di sviluppo.

 

Nel corso dell’evento, il presidente Zurino ha sottolineato l’importanza di iniziative come lo IEF, preziose perché permettono agli imprenditori di condividere know-how, esigenze, difficoltà creando così scambi indispensabili per crescere sui mercati internazionali. Zurino ha ricordato l’importanza di creare una stretta collaborazione tra Nord e Sud Italia, non solo a livello di realtà istituzionali, per promuovere ancora di più il Made in Italy ed ha annunciato che dopo l’evento di Milano, nel 2020 lo IEF sarà a New York (gennaio), Doha (marzo), Piano di Sorrento (giugno) e Sofia (settembre) per continuare a riunire imprenditori, istituzioni, mondo bancario, associazioni di categoria nel segno della promozione delle eccellenze Made in Italy, con un approccio il più possibile integrato. Il presidente dello IEF ha concluso sottolineando il valore strategico del master realizzato in collaborazione con la John Cabot University per creare professionalità di valore che possano aiutare le aziende a vincere sui mercati esteri.

 

Antonella Salvatore, Director della John Cabot University, ha sottolineato l’importanza di fare sistema tra mondo accademico e mondo imprenditoriale per far crescere il paese e messo in evidenza l’impegno costante della John Cabot nell’accorciare le distanze tra aula d’università e sistema imprenditoriale. Progetti come il master realizzato con lo IEF hanno lo scopo di creare competenze che portino i ragazzi a valorizzare il Made in Italy.

 

All’evento milanese dello IEF ha partecipato anche Ernesto Lanzillo – Direttore Private Italia DELOITTE, che ha posto l’accento sull’importanza per le PMI italiane di strutturarsi correttamente dal punto di vista organizzativo e delle competenze prima di sbarcare sui mercati esteri. Lanzillo ha anche citato alcuni dei limiti che frenano la crescita del Made in Italy quali per esempio il difficile accesso ai capitali, la mancanza di strutture giuridiche che permettano di sfruttare le proprie idee insieme a partner di progetto senza perderne facilmente la titolarità e la scarsa dimestichezza delle aziende con la finanza alternativa (business angels e crowdfunders) che ha inoltre subito limitazioni fino a qualche tempo fa.

 

Mario Vigo, imprenditore agricolo milanese e presidente Innovagri ha parlato dell’importanza del Made in Italy di qualità nel settore agricolo e di una corretta comunicazione delle caratteristiche dei nostri prodotti, e ci ha tenuto a sottolineare quanto la velocità del mondo imprenditoriale, indispensabile per restare al passo coi tempi, necessiti di processi decisionali e attuativi molto più veloci da parte delle istituzioni.

Antonio Casillo, CEO ed export manager dell’azienda di moda Entre Amis dal canto suo ha messo in evidenza quanto  una corretta progettualità, una raffinata artigianalità, una organizzazione strutturata e decisioni ben ponderate siano determinanti per affermare un brand Made in Italy all’estero e ha affermato quanto sia importante la condivisione di esperienze tra imprese che affrontano i mercati internazionali. Casillo ha inoltre esortato gli imprenditori a fare sistema e a mettere insieme le forze per sfruttare le grandi potenzialità del Made in Italy.

Ruben Razzante invece, Docente di Diritto della comunicazione per le imprese e i media presso l’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha esortato le PMI a lavorare su scelte di lungo termine senza appiattirsi solo sui ritorni immediati, anche nell’ambito dei rapporti con le istituzioni. Razzante ha inoltre sottolineato le criticità relative alla formazione della classe dirigente in Italia e messo in evidenza la tendenza negativa del mondo accademico all’eccessiva diversificazione dell’offerta formativa perdendo di vista la formazione generale d’insieme.

 

 

COSA E’L’ITALIAN EXPORT FORUM

 

L’Italian Export Forum è il primo Forum Italiano specificamente pensato per riunire il mondo

dell’export. Uno strumento di confronto dinamico tra le imprese, gli operatori del settore e le istituzioni

per favorire un vero e proprio eco sistema focalizzato sull’export: dall’evento come punto di partenza, ad un luogo di scambio virtuale attraverso una piattaforma dedicata, passando per l’Osservatorio permanente, come organismo operativo deputato alla rappresentanza delle istanze dei portatori di interesse presso il decisore pubblico.

Lo IEF gode del supporto di importanti realtà del mondo economico, della ricerca e del terzo settore quali: Deloitte, Nielsen, Edelman, John Cabot University, e la Lega del Filo d’Oro. Ideatore e presidente dello IEF è Lorenzo Zurino, imprenditore campano attivo da oltre dieci anni nella distribuzione agroalimentare italiana d’eccellenza negli USA e premiato ad aprile scorso dalla NIAF – la più importante fondazione degli italo-americani come miglior imprenditore, prima volta per un italiano under 35.

 

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