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Four Seasons hotel Milano riprende il sunday brunch con il “Lead with care”

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Enrica GoverniWritten by:

“Dal 20 settembre siamo entusiasti di poter di nuovo offrire il nostro brunch domenicale” afferma la general manager Andrea Obertello, forti anche del protocollo “Lead with care”. Di cosa si tratta? Un programma che garantisce sicurezza assoluta ai clienti e al nostro persoonale, aggiornato con le ultime disposizioni sanitarie stilate dal Ministero della salute nella lotta al contrasto del COVID-19″.

E aggiunge: “Tutto il nostro team ha lavorato per continuare a garantire la stessa atmosfera che ha reso il nostro brunch così tanto amato, e “l’experience” rimarrà del tutto invariata”.

Il brunch domenicale invita quindi a trascorrere ore di relax con i propri cari, gustando piatti caratteristici della tradizione del “Made in Italy” curati dal nostro chef Fabrizio Borraccino”, che include primi piatti, selezione di salumi e formaggi, arrosti, gelati artigianali creati dal “pastry Chef Daniele Bonzi “ , cocktail d’autore e tanto altro ancora.

l’offerta è completata da musica dal vivo e, se lo si desidera, da un servizio di baby sitting gratuito per le famiglie.

Dal 20 di settembre, tutte le domeniche dalle 12,15 alle 15.

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The Japanese by the Chedi Andermatt conquista 1 stella Michelin

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Enrica GoverniWritten by:

A poco piu di un anno dall’apertura, the The Japanese by The Chedi Andermatt  è stato insignito dell’ ambito riconoscimento di una stella dalla guida Michelin, diventando cosi il ristorante stellato di cucina giapponese piu’ alto al mondo, a 2300 metri di altitudine. strategicamente posizionato  nel cuore delle alpi del comprensorio sciistico Andermatt Sedrum

E’ guidato dall’executive chef Dietmar Sawyere gia’ detentore di una stella Michelin dal 2017 al ristorante giapponese “The Japanese” , all’interno dell’hotel 5 stelle lusso The Chedi Andermatt.

La proposta gastronomica curata dall’Executive Chef Dietmar Sawyere  propone la cucina nipponica attraverso raffinati menu, Shidashi Bentō e Omakase Kaiseki oltre ai classici, ma mai banali sushj e tempura, regalando agli ospiti una pausa sulle piste decisamente inedita: fra i piatti proposti non manca naturalmente il raffnato manzo wagyu proposto come attenzione alla sostenibilità.

Il ristorante si rifornisce infatti dal primo allevamento svizzero con dei pregiati bovini che ha sede proprio in una fattoria di Andermatt, garantendo quindi un’esperienza di consumo a km.0

“La stella Michelin per The Japanese by The Chedi Andermatt mi riempie di gioia, ha commentato  Dietmar Sawyere è il massimo onore per uno chef, un omaggio alla passione che tutto il team prova per l’arte culinaria giapponese.

E prosegue: “siamo molto orgogliosi di questo successo, il riconoscimento arriva come una conferma ai nostri sforzi quotidiani volti ad offrire ai nostri ospiti esperienze uniche al massimo livello e al passo con i tempi come quella di proporre un concept di autentica cucina giapponese nel cuore delle Alpi”.

Ospitato nel nuovo futuristico rifugio progettato dall’architetto Christina Seilern, vicino alla stazione di arrivo degli impianti vicino al monte Gutch,   The Japanese by The Chedi Andermatt   dispone di 38 coperti interni  a cui si aggiungono altri 34 posti esterni sulla terrazza panoramica, che offre una vista mozzafiato sulle piste da sci e le montagne del Gottardo.

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La contemporary art di Sabrina Ravanelli interpreta la perdita d’identità da Covid

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Si chiama “Unidentity” l’ultimo lavoro di Sabrina Ravanelli.

L’artista milanese ha voluto, con quest’opera, rappresentare lo stato di smarrimento che molte persone stanno vivendo dallo scoppio della pandemia. Si tratta, appunto, di una perdita d’identità, intesa non strettamente nel senso fisico, bensì nella caduta dei punti di riferimento cui erano ancorati sino un anno fa i nostri valori, comportamenti e stili di vita. 

Una delle missioni della contemporary art è proprio quella di rappresentare la realtà del tempo, come ha voluto fare la pittrice. Il lavoro, di cm. 110×90, è sviluppato su una moltitudine di mascherine, proprio quelle distribuite in questi mesi dal Comune di Milano. Questo dispositivo di protezione individuale (dpi) è assurto, nel bene e nel male, a icona di questo tragico periodo.  Pur senza contestarne l’utilità, Sabrina Ravanelli che, oltretutto, è nota anche come ritrattista, trova in uno strumento che nasconde mezzo volto un simbolo visivo di questa spersonalizzazione. Nota come “material queen” per la sua abilità nel trattare i materiali, l’artista tornerà in asta il prossimo febbraio con “Attenzione, maschicidi in corso”, un’opera singolare sviluppata su una tela triangolare di cm. 60×60 presso Meeting Art di Vercelli. 

Sabrina Ravanelli vantava già alcune battute presso la casa d’asta milanese Art-Rite, dove ha sempre superato le stime. Ospite alla Biennale di Venezia del 2017 presso il Padiglione Armenia, protagonista lo scorso anno di una mostra personale presso la storica Galleria Lattuada di Milano (che la rappresenta e dove è esposto Unidentity), è la caposcuola della brand art, corrente che consiste nel rappresentare immagini (soprattutto ritratti di imprenditori o top manager) che ricordano un’azienda, sovrapposta ai brand dell’azienda stessa attraverso un’elaborata tecnica materica. 

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Lorenzo Marini star all’ultima asta di Farsetti

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Al suo debutto a Farsetti, la più nobile auction house italiana, nel secondo weekend dello scorso dicembre, Lorenzo Marini, con Alphatype, 2020, ha registrato un autentico exploit.

L’opera, una tecnica mista su tela di cm. 100×100, è stata aggiudicata con i diritti a 16.250 euro, superando il precedente record dell’autore di 14.820 euro registrato nel novembre 2019 ad Art-Rite di Milano, con la tecnica mista su acciaio di cm. 80×80, Artabeth. Tra gli autori dell’ultima generazione di contemporary art, quelli impostisi sul mercato dopo il 2000, Marini ha avuto il miglior risultato nell’asta della “casa” di Prato.

Il 25 gennaio scorso, a Meeting Art di Vercelli, il Maestro di Monselice (in provincia di Padova), con un altro Alphatype aveva toccato quota 12.750 euro. La seduta di Farsetti porta due conferme per il mercato di Marini: l’ascesa dei prezzi è continua e le opere importanti superano ormai sempre, al martello, la cifra simbolo di 10 mila euro.  

di Lorenzo Goj

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Four Season hotel Milano chiude per ristrutturare, ma riapre entro primavera 2021

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Enrica GoverniWritten by:

Four Seasons Hotel Milano naugurato nel 1993, primo hotel della catena internazionale Four Seasons aperto nell’Europa continentale annuncia una chiusura temporanea per dare il via ad una completa ristrutturazione, a partire dal gennaio 2021.

Four Seasons Hotel Milano ha scelto l’architetto Patricia Urquiola. Spagnola di origini con una forte influenza italiana, laurea conseguita al Politecnico di Milano sotto la guida del grande designer Achille Castiglioni, è stata scelta per dare una nuova “veste” al prestigioso hotel che sorge in un ex convento del XV secolo nel quadrilatero della moda, e che si è imposto fin da subito nell’immaginario collettivo come icona dell’ospitalità di lusso.

 
L’hotel subirà un rinnovamento completo degli spazi: le aree comuni, il ristorante e il bar, le camere e le suite, e tutte le sale meeting che saranno interessate dai lavori si svolgeranno in differenti fasi suddivise per tutto l’arco del 2021, e verranno completati entro la fine dell’anno.

Questo è un nuovo entusiasmante capitolo per Four Seasons Hotel Milano. Abbiamo un’incredibile opportunità di reinventare quello che è già un hotel d’eccellenza nell’ospitalità, con un grande patrimonio storico in una delle migliori posizioni del mondo, e di renderlo il luogo più ammirato della città” – afferma Andrea Obertello, Direttrice di Four Seasons Hotel Milano.
Per far rivivere il proprio celeberrimo giardino interno, una vera oasi di relax nel centro della città, l’hotel si rivolgerà all’esperto architetto paesaggista e agronomo Flavio Pollano, intenditore di “verde verticale”, botanica e progettazione di giardini, che ha lavorato a progetti rinomati in tutto il mondo tra cui la componente paesaggistica del Padiglione Italia alla Dubai 2020 World Fair.
La finalità della prima fase di ristrutturazione comprenderà una nuova Lobby e una lounge, un nuovo ristorante e un nuovo bar. Il ristorante e i bar non solo saranno completamente ristrutturati, ma avranno un’identità completamente nuova. L’Executive Chef Fabrizio Borraccino rimarrà al timone della brigata di cucina, e la sua offerta di menu sarà completamente rielaborata per rispondere al meglio alle esigenze di una clientela cosmopolita ltre che milanese, con proposte nuove basate su ingredienti selezionati.
 
Una volta completata la prima fase di ristrutturazione entro la primavera del 2021, Four Seasons Hotel Milano riaprirà le proprie porte, proseguendo i lavori che interesseranno le camere, le suite e le sale meeting. I lavori di rinnovamento continueranno per tutto l’anno, ma il loro svolgimento – in fasi diverse – sarà tale da far sì che il soggiorno e l’esperienza degli ospiti non subisca alcuna interruzione.
 

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Campagna Ermanno Scervino P/E 2021, scattata in Toscana con le più belle top

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Enrica GoverniWritten by:

Ermanno Scervino ambienta la sua campagna P/E 2021 nella cornice di Bolgheri, nel cuore della Toscana, tra coltivazioni, macchia mediterranea e spiagge selvagge. Protagoniste tre top model d’eccezione, Irina Shayk, Natasha Poly e Joan Smalls simbolo della bellezza contemporanea. “Questa campagna, scattata da Luigi & Iango è un tributo al fascno e alla contemporaneità. Natasha, Joan e Irina rappresentano la mia idea di donna, protagonista della propria vita, internazionale e femminile. Le foto sono ambientate in una delle zone più belle e suggestive della Toscana, anche per sottolineare il forte legame con il mio territorio. Continuo la collaborazione con Luigi & Iango, con i quali condivido la passione per la bellezza e la moda”, ha dichiarato Ermanno Scervino. La campagna adv Ermanno Scervino primavera estate 2021 debutterà sulla stampa internazionale da Febbraio 2021.

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Fay Archive, iconico 4 Ganci senza tempo

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Enrica GoverniWritten by:

 È dal recupero dei valori autentici, delle tradizioni, della passione legata a professioni antiche e a persone vere che nasce  Fay Archive, il progetto che ben rappresenta la genuinità del workwear americano.

 E’ la metà degli anni 80 quando Diego e Andrea Della Valle rilevano l’azienda FAY nel Maine, in USA, specializzata in capi di abbigliamento tecnico per i pompieri americani.

Fay Archive ha deciso di riscoprire l’anima autentica del marchio, e il proprio DNA, con video e foto di lavoratori che hanno accettato di mettersi alla prova, testando resistenza e vestibilitù dei capi dell’omonimo brand.

Il fotografo-documentarista Davide Monteleone riprende situazioni di vita vera  con capi Fay Archive indossati da un pescatore sul fiume Don, dal tagliaboschi che vive una faticosa giornata immerso nella foresta, dall’allevatore di cavalli in Russia.

E poi ancora lo spazio di lavoro di un costruttore di barche in legno, di un affinatore di formaggi e infine di un affumicatore di aringhe sull’isola di Gotland, in Svezia.

Il capo simbolo di Fay Archive è l’iconico 4 Ganci in metallo galvanizzato, prodotto in cordura di cotone con dettagli in crosta prodotto con cotone,  panno e  lana nelle sfumature naturali o in rosso acceso e blu navy.

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Beach & Cashmere Monaco, dal mare al fashion

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Enrica GoverniWritten by:

Beach Cashmere Monaco è un brand monegasco fondato nel 2005 da Federica Nardoni Spinetta. Si tratta di capi di lusso all’interno di collezioni sostenibili di cui la prima è stata “Save the Ocean “creata con prodotti recuperati dal mare, come reti da pesca, vele usate che sarebbero state altrimenti buttate.

Altre capsule collection sono seguite, come” Save the reef”,” Save the nature”, e la “No waste”.

Federica Nardoni Spinetta ha recentemente lanciato “Underfull sails” in collaborazione con “Classe smeralda 888” dello Yacht club di Monaco che ha fornito le vele rotte e dismesse, in cui si vuole in qualche modo recuperare l’idea del riciclo.

”La classe smeralda 888” progettata da German Frers, è una barca di 8,88 metri con 3 membri di equipaggio e timoniere S.A.R. Il principe Carlo di Borbone delle due Sicilie, vincitore di diversi campionati di serie.

La collezione “Under fullsails” è completa e utilizza vele comefossero tessuti “haute couture”, soprattutto quelle in teflon o dacron, perché danno la possibilità di essere dipinte. E’ costituita da abiti, top, gonne, ogni outfit è unico e possiede nomi ispirati al mare come Rosa dei Venti, Tramontana, Libeccio,  etc., ed è stata prodotta interamente in lockdown1 Il filo conduttore è chiaramente l’etica e la eco-consapevolezza per l’ambiente.

Federica Nardoni Spinetta ha lanciato di recente il movimento #sustainabletogheter’.

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Arrigoni, angurie e meloni protetti in modo ecologico anche fuori stagione

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Oggi, melone e cocomero sono tra i frutti più coltivati al mondo. I produttori professionali, però, devono fronteggiare diversi ostacoli per ottenere risultati soddisfacenti, in primis le elevate temperature estive e gli attacchi di parassiti, primi fra tutti gli afidi. Arrigoni, realtà leader a livello internazionale nella produzione di agrotessili per l’agricoltura con sede a Uggiate-Trevano, nel Comasco, propone due innovative soluzioni, particolarmente adatte per queste due colture: la gamma di agrotessili termo riflettenti Prisma® e gli schermi anti-insetti Biorete®. 

Test in campo condotti con Prisma presso un’azienda produttrice italiana hanno dimostrato efficacia nel controllo della temperatura, con conseguente riduzione del consumo idrico e migliore resa della pianta. Prisma®, una gamma di schermi protettivi che ottimizzano la diffusione della luce, garantendo al contempo la gestione del calore, è ideale per il controllo delle temperature in serra. Come hanno dimostrato test in campo condotti presso l’azienda agricola “La Palazzina” di Gualtieri (RE), specializzata in meloni, angurie e zucche, l’impiego di tali schermi permette di produrre il melone tardivo. Così, grazie alla riduzione della temperatura sotto copertura, questa soluzione si è dimostrata in grado di ridurre enormemente lo stress delle piante di melone durante i periodi più caldi. 

Il risultato è stata una spiccata uniformità delle piante e quindi nella qualità generale e nella pezzatura dei frutti, tutto a beneficio anche delle operazioni di raccolta e di selezione. Il tnt (tessuto-non-tessuto, protezione da mettere sopra le piante), infatti, viene lasciato sulle coltivazioni anche in estate fino al momento ritenuto adatto per l’impollinazione e con il duplice scopo di evitare la diffusione di virosi.
Inoltre, l’impiego di questi agrotessili consente di coltivare, senza la necessità di imbiancare durante l’estate, il film plastico evitando che si imbratti per i cicli invernali. L’imbiancamento, peraltro, che non è mai perfettamente uniforme, comporta il rischio di scottature. Prisma®, invece, va adagiata sui tunnel e può essere agevolmente fissata e rimossa grazie all’utilizzo di specifiche placchette fornite da dalla stessa azienda comasca.

Per quanto riguarda l’anguria, invece, una delle maggiori minacce proviene dagli afidi (o pidocchi delle piante). Per una protezione totale, Arrigoni propone la gamma Biorete Air Plus®, innovativi schermi antinsetto con monofilo di piccolo diametro e alta resistenza. Diversi sono i vantaggi che assicura tale soluzione: migliore ventilazione con un alto livello di protezione, temperature ridotte all’interno delle serre, ridotta occorrenza di malattie crittogamiche, migliore allegagione dei frutti e sviluppo vegetale e migliori qualità e proprietà sensoriali delle piante. “Un’agricoltura sempre più sostenibile e dove il risparmio idrico abbia un ruolo centrale sono le sfide che oggi si pongono davanti a noi”, commenta Paolo Arrigoni, nipote del fondatore Achille e attuale CEO del Gruppo. “Le soluzioni che proponiamo su melone e anguria, così come su diverse altre colture ortofrutticole, vanno proprio in questo senso, riducendo l’uso di sostanze di sintesi e garantendo un ambiente più fresco e ideale per la crescita delle piante, che, se protette, possono assorbire la forza più autentica della natura e con un minor consumo idrico”.

Oggi, il primo posto nella produzione di meloni e angurie a livello internazionale è saldamente in mano alla Cina, che da sola rappresenta oltre il 40% della produzione di anguria e il 35% di quella del melone. A grande distanza, Turchia e Iran si contendono la seconda e terza posizione di questa speciale classifica, rispettivamente con il 2,05% e 2,03% per l’anguria e l’8,17% e 8,27% per il melone. Seguono poi altri Paesi caldi, tutti extraeuropei, quali Marocco, Egitto, Messico e Brasile. Riguardo l’anguria, l’Italia occupa poco meno dello 0,3% della produzione mondiale, dietro a Spagna e Grecia per quanto concerne l’Europa. Più importante risulta invece la coltivazione del melone, dove il Belpaese detiene una quota dell’1,23% e si colloca all’undicesimo posto a livello internazionale, sempre alle spalle della Spagna (fonte: FAO).

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“A taste of Italy”apre la Milano Wine Week di Pasqua Vigneti e Cantine

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Enrica GoverniWritten by:

Un evento con sette installazioni multimediali la cui direzione creativa è stata affidata all’ art director di Vacades Timo Helgert, allestite nella Sala Bonaparte di Palazzo Serbelloni a Milano, risultato della collaborazione tra Pasqua vini (quasi 100 anni di storia), e il giovane artista tedesco specializzato in installazioni digitali e 3D, apre la MILANOWINEWEEK.

E’il progetto “The Return of Nature”, dove l’artista ripropone contesti urbani con flora e fauna. Le suggestioni visive elaborate da Helgert hanno a tal punto conquistato Pasqua Vini che la cantina ha affidato a lui il compito di raccontare la rinascita del nostro Paese, attraverso una nuova e sorprendente narrativa in cui antico e digitale dialogano costantemente. L’artista ha figurativamente attraversato l’Italia e creato immagini evocative e potenti, realizzando sette opere che vogliono rendere omaggio alla bellezza del nostro bel paese, sempre sorprendente anche per chi lo conosce e che ci invitano a riflettere sul comportamento di una natura che, giorno dopo giorno, si è riappropriata di spazi e ambienti dei quali l’uomo si era impadronito nel corso dei secoli. Luoghi conosciuti e segreti, attraverso la creatività dell’artista, si animano di elementi naturali, in una visione futuristica e metaforica in cui il genio dell’uomo e la forza generatrice della natura ritrovano l’armonia un nuovo Rinascimento, reale e onirico, che parte dall’Italia che ne è stata la culla. Due delle sette installazioni sono dedicate a Verona e alla Valpolicella, dove la cantina ha il suo cuore produttivo. Helgert ha realizzato due installazioni che vedevano, da un lato, una carrellata dall’alto sulla barricaia della cantina di Pasqua Vini a San Felice, su cui si apriva un prato fiorito. Nella seconda filari a perdita d’occhio conquistavano il parterre dell’Arena di Verona, monumento simbolo della città scaligera, dove solitamente si ospitano grandi concerti operistici e non…un omaggio evidente alla vocazione vinicola dell’area di Verona.

 “Da 95 anni ci piace volgere lo sguardo al futuro” dice Umberto Pasqua, presidente di Pasqua Vini “e il futuro è rappresentato dai giovani, oggi più che mai principali interpreti di quella voglia di cambiamento necessaria per costruire un domani migliore, per tutti. Sono sempre stato affascinato dal talento, dalla creatività e dalla determinazione che dimostrano e che sanno tradurre in gesti e opere d’arte. Non è un caso che, da quattro anni, la nostra azienda sostenga il lavoro di giovani talenti attraverso iniziative come #talentnevertastedbetter, la campagna che coinvolge nei nostri progetti figure creative provenienti da tutti gli ambiti. I nostri investimenti, in questo senso, non si sono mai arrestati, anzi, proprio a Timo Helgert una delle voci più giovani e innovative del panorama digital abbiamo chiesto di raccontare questo periodo ”. “A lui abbiamo affidato la realizzazione di A Taste of Italy perché i suoi codici espressivi, tra arte digitale e virtual reality, offrono una visione innovativa della bellezza del nostro Paese” prosegue Riccardo Pasqua, AD della cantina. “Condividiamo anche lo sguardo di speranza che Timo offre attraverso le sue opere, che al contempo invita alla riflessione sul patrimonio inestimabile che è l’Italia, fonte inesauribile di ispirazione”.  Timo Helgert è un direttore creativo tedesco, che ha deciso di concentrare la propria arte sull’esplorazione della potenzialità della realtà aumentata. La sua recente serie di digital installations “The Return of Nature” è stata concepita come un messaggio di speranza per chi è stato colpito dal lockdown da Covid-19. Invece di creare paura, come succede spesso quando si parla di questo tema, Timo ha deciso di riportare l’attenzione sulla bellezza delle cose semplici, per apprezzare la natura e creare speranza, anche nei momenti difficili. Pasqua Vigneti e Cantine è una storica azienda di produzione di vini veneti e italiani di qualità. In quasi 100 anni di storia, l’azienda si è consolidata sullo scenario internazionale con i suoi prodotti, soprattutto vini rossi, quale sinonimo di grande tradizione vitivinicola. Tradizione, innovazione, qualità, ricerca, passione sono i valori tramandati di generazione in generazione dalla famiglia Pasqua.

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Design City 2020, Milano riparte con il fuorisalone

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Enrica GoverniWritten by:

La grande Milano, capitale indiscussa della finanza, della moda e dell’arte rialza ancora una volta la testa. Dopo averlo fatto con il fashion, (il Milano Collezioni organizzato dalla CNMI e appena concluso, in parte digitale e in parte in presenza (sfilate) ha ottenuto un enorme successo), lo fa di nuovo con Milano Design City: più di 350 appuntamenti sparsi in tutta la città nelle giornate dal 28 settembre al 10 ottobre 2020.

Organizzata dal Comune di Milano, nasce da esigenze diverse, uno causato dall’esito del periodo di crisi seguito alla pandemia ancora in corso, il fondamentale, e poi perché, a inizio dell’anno era stato annullato il Salone del mobile causa pandemia Covid-19 e non meno importante, la perdita, per tutte le imprese del settore, di un guadagno medio di 300 milioni ed un’affluenza di più di 500 mila persone. E in più quello di un momento importante per tutto il mondo del design.

Milano Design City rappresenta oggi più che mai il tentativo di ripresa del settore del design e quello di una grande e importante città come Milano. Dodici giorni di eventi, presentazioni installazioni, incontri, nuove aperture incentrati soprattutto sulla cultura e l’innovazione, con un’attenzione alla riprogettazione degli spazi urbani, alla sostenibilità e all’economia circolare.

ALCUNI dei marchi che presentano

Bisazza in zona Brera

Iris Ceramica Group

Paolo Castelli la nuova esposizione

The Cassina Prospective visitabile anche con un virtual tour

Lago home office

Visionnaire beauty ispirata all’art design, nuova collezione di Visionnaire home

Capital in un uno show room privato in via Tortona

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