Economy

Ricoh Italia e Aruba Enterprise, in partnership per l’IT Transformation delle aziende

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Ricoh Italia, fornitore di soluzioni e servizi per l’IT Transformation, e Aruba Enterprise, divisione di Aruba che sviluppa progetti e soluzioni IT personalizzate per aziende e Pubblica Amministrazione, annunciano una collaborazione grazie alla quale Ricoh Italia potrà adottare e sfruttare tutte le potenzialità delle soluzioni cloud di Aruba e raggiungere un bacino clienti ancora più vasto con soluzioni sempre più mirate. Allo stesso modo, grazie a questa sinergia, Aruba Enterprise potrà ulteriormente ampliare i propri scenari di business, rendendo ancora più solido il rapporto con Ricoh Italia. Le aziende che vogliono intraprendere o potenziare il percorso verso la digital transformation possono ora contare sull’innovazione delle soluzioni cloud di Aruba messe a disposizione anche nel vasto portfolio di Ricoh Italia. La proposta include servizi sia standard che personalizzabili sulla base delle specifiche richieste. Questa novità arriva come risposta ad un’esigenza segnalata dagli stessi clienti di Ricoh. A guidare la trasformazione dell’offerta, infatti, sono state, da un lato l’evoluzione tecnologica e le nuove esigenze dei clienti verso soluzioni cloud-based e, dall’altro la grande flessibilità e continua esigenza di innovazione da parte del mercato.

Più nel dettaglio, il portfolio delle soluzioni cloud consolidato nell’offerta di Aruba è quindi ora proposto da Ricoh Italia ai propri clienti e comprende numerosi servizi che vanno dal Cloud backup alle soluzioni di Disaster recovery as a service, dalla Colocation al Private Cloud. Grazie alla sinergia con la divisione Enterprise e la capacità di realizzare soluzioni su misura, Ricoh Italia è ora in grado di sviluppare infrastrutture complesse, che necessitano, ad esempio, di requisiti di compliance specifici, dettati dal GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) o da altre normative. Ricoh si occupa di tutti gli aspetti del progetto: dal design della soluzione all’implementazione, al monitoraggio e gestione anche da remoto, grazie al Service Operation Center europeo, assicurando inoltre miglioramento continuo dell’efficienza e delle performance. Tra i principali vantaggi derivanti da questa collaborazione, l’integrazione tra le competenze di Ricoh Italia e di Aruba Enterprise per lo sviluppo e la gestione di infrastrutture IT apre nuovi scenari per le aziende che vogliono cogliere le opportunità dell’innovazione tecnologica. Grazie a questa collaborazione, inoltre, i clienti di Ricoh Italia potranno beneficiare di tutti i vantaggi derivanti da una rete di data center certificati e distribuiti in Italia e in Europa, ottenendo garanzie a livello di sicurezza e localizzazione dei dati.

Alberto Giacometti, Head of IT Services Line of Business di Ricoh Italia, spiega: “Vogliamo essere per i nostri clienti un partner capace di offrire elevati standard di qualità con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico delle infrastrutture. Scegliamo di collaborare con aziende che condividano la nostra stessa visione: l’offerta di Aruba Enterprise può contare su certificazioni in materia di sicurezza e continuità del servizio, tra cui ANSI/TIA 942-B, ISO 9001 e ISO 27001, oltre che su certificazioni ambientali come ISO 14001 in un’ottica di Green Data Center. Abbiamo ritrovato in Aruba Enterprise il nostro medesimo approccio al mercato ed è per questo che abbiamo deciso di avviare una partnership mettendo a fattor comune best practice ed esperienze”. 

Vincenzo Maletta, Head of Sales di Aruba Enterprise, aggiunge: “Grazie ad un approccio basato sul continuous improvement e a un monitoraggio costante della qualità dei servizi che forniamo, Aruba Enterprise vuole essere un partner di fiducia per Ricoh Italia supportando tecnologicamente l’azienda nell’ampliamento del portafoglio di soluzioni IT cloud-based. Ma non solo, questa collaborazione ci dà anche modo di mettere a frutto un importante scambio di competenze tra due realtà che, appartenendo a settori diversi, hanno saputo integrare know how ed expertise”. 

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L’Opera di Santa Maria del Fiore sceglie Ricoh per migliorare le comunicazioni con i visitatori

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Valorizzare il patrimonio artistico italiano nell’era digitale rappresenta una sfida, ma anche una grande opportunità che l’Opera di Santa Maria del Fiore ha deciso di cogliere. 

Nata nel 1296 per sovrintendere alla costruzione della nuova Cattedrale di Santa Maria del Fiore e del suo campanile, oggi questa istituzione si occupa della tutela, promozione e valorizzazione della Cattedrale e dei monumenti di Piazza del Duomo a Firenze a cui ogni anno accedono milioni di turisti. In questo contesto il ruolo delle tecnologie è fondamentale per migliorare l’esperienza dei visitatori anche mediante una efficace comunicazione delle informazioni relative a monumenti e opere d’arte. 

Nel 2018 l’Opera di Santa Maria del Fiore ha deciso di implementare un sistema di Digital Signage basato su monitor per migliorare la comunicazione verso i visitatori che si recano alle biglietterie. Tramite questi sistemi vengono trasmesse informazioni quali ad esempio la durata del biglietto, gli orari di apertura, le modalità dei controlli di sicurezza e la possibilità di visitare eventuali mostre temporanee. Prima dell’implementazione del sistema digitale, questi avvisi erano veicolati tramite il sito web, manifesti cartacei oppure schermi che non erano però collegati in rete e questo rendeva difficoltosa la gestione degli aggiornamenti.

Massimo Cortopassi, Coordinatore Ufficio Reti e IT di Opera di Santa Maria del Fiore, commenta: “Per farlo ci avvaliamo di sistemi all’avanguardia e aggiornati che ci consentono di raggiungere un pubblico sempre più ampio. In questi ultimi anni abbiamo quindi sviluppato progetti per migliorare l’infrastruttura di comunicazione secondo le logiche della digitalizzazione e della multimedialità. Avevamo necessità di una soluzione che offrisse flessibilità e consentisse di gestire i contenuti in modo dinamico. Per lo sviluppo del progetto ci siamo rivolti a Ricoh che ci ha proposto un sistema che è risultato vincente da tutti i punti di vista. Non è stata solo la qualità dei monitor a convincerci, ma anche la possibilità di gestirli centralmente mediante un sistema web-based che permette di distribuire e aggiornare i contenuti in modo semplice e veloce. I monitor, circa una ventina, sono collocati in diverse biglietterie e poter gestire e monitorare l’infrastruttura tramite un’unica interfaccia fa davvero la differenza. Le attività manuali prima necessarie per gli aggiornamenti sono state eliminate e la necessità di interventi IT è ridotta al minimo. Tutto avviene in tempo reale e con grande semplicità. Gli obiettivi che ci eravamo posti sono stati raggiunti, ma non ci fermeremo qui. Vogliamo migliorare ulteriormente l’esperienza dei visitatori grazie ad una comunicazione sempre più tempestiva ed integrata ad altri strumenti”. 

Conclude il coordinatore: “Apprezziamo molto l’approccio consulenziale di Ricoh e le competenze di system integrator che ha dimostrato nel progetto. Sulla base delle nostre esigenze, Ricoh è stata in grado di valutare le soluzioni più adatte tra quelle disponibili sul mercato e di integrarle nella nostra infrastruttura IT. Ricoh è il partner ideale nel nostro percorso di innovazione continua”.

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Ricoh sottoscrive lo statement “Uniting business and governments to recover better”

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Insieme ad altre 170 multinazionali, Ricoh ha firmato lo statement “Uniting Business and Governments to Recover Better” promosso dal Global Compact delle Nazioni Unite e dalla Science Based Targets initiative (SBTi).

Lo statement, parte dell’iniziativa SBTi per limitare l’aumento globale delle temperature al di sotto di 1,5° (rispetto ai livelli preindustriali), chiede ai Governi di tutto il mondo di allineare gli sforzi e i fondi economici stanziati in seguito alla pandemia agli obiettivi climatici. 

Nicola Downing, COO di Ricoh Europe, commenta: “La sinergia tra i Governi e le imprese è fondamentale per realizzare una strategia post-pandemia che sia efficace dal punto di vista economico e ambientale. Ricoh non perde di vista il focus sul clima e vuole continuare a supportare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Anche in questo momento stiamo operando per diventare un’azienda a zero emissioni entro il 2050 e allo stesso tempo aiutiamo i nostri clienti a implementare pratiche sostenibili”. 

Lo scorso marzo, Ricoh ha definito nuovi obiettivi per il 2030, dal momento che gli esperti affermano che le azioni intraprese nei prossimi 10 anni saranno determinanti. Il nuovo target di Ricoh prevede una riduzione del 63% delle emissioni di gas serra rispetto ai valori del 2015, contribuendo così all’obiettivo di 1,5°C dell’iniziativa SBTi. Iniziativa congiunta di CDP, UN Global Compact (UNGC), World Resources Institute (WRI) e WWF che mira a mobilitare le aziende affinché definiscano obiettivi ambiziosi e significativi per la riduzione delle emissioni di gas serra. 

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Ricoh, un evento virtuale inaugurare la serie Ricoh Pro C5300

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Ideale per gli stampatori e per i centri stampa aziendali, la nuova serie Ricoh Pro C5300 offre stampa a colori di elevata qualità, flessibilità nella gestione dei supporti, prestazioni ottimali e un’ampia scelta di opzioni di finitura. La nuova stampante Ricoh rappresenta dunque l’evoluzione della tecnologia dell’azienda giapponese, riconfermando ancora una volta l’eccellenza nell’innovazione.

Per presentare al mercato italiano questa importante novità, Ricoh ha organizzato un evento virtuale per il 4 giugno 2020, alle ore 14.30. L’appuntamento sarà l’occasione per approfondire tutte opportunità garantite da Ricoh Pro C5300 e le caratteristiche che distinguono questa soluzione sul mercato. Inoltre, i professionisti di Ricoh proporranno consigli e best practice su come ottimizzare i flussi di lavoro, ridurre i costi e ottenere un rapido ritorno sull’investimento. 

Dopo l’emergenza Covid-19, il mondo della stampa non sarà più lo stesso. Le richieste dei clienti stanno cambiando. Flessibilità e innovazione saranno le parole d’ordine per affrontare il mercato. Le piccole tirature saranno sempre più diffuse, la personalizzazione diventerà uno standard e la flessibilità, soprattutto in termini di finitura, sarà un elemento distintivo. Ricoh Pro C5300 concretizza tutte queste possibilità ponendosi come la soluzione ideale per gli stampatori che voglio offrire nuovo valore ai clienti. 

Per registrarsi gratuitamente all’evento: https://www.ricoh.it/notizie/eventi/henkaku-live/index.html

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Il lavoro in team nell’era del remote working

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La gestione di un team rappresenta una grande sfida per tutti i manager, includendo aspetti come la condivisione efficace delle strategie di business, ma anche la capacità di motivare e incoraggiare le risorse. Il remote working pone ovviamente ulteriori sfide e necessita di un nuovo modo di gestire il lavoro di squadra. Chi coordina i team assume un ruolo ancora più chiave con il compito di riuscire, da remoto, ad “orchestrare” la collaborazione e il confronto e a promuovere il senso di appartenenza. Come raggiungere questi obiettivi in modo efficace? Ricoh propone alcuni consigli. 

La comunicazione è al centro 

Continuare a vedersi, anche se solo virtualmente, è il modo più semplice per mantenere il coinvolgimento e la collaborazione tra tutti i membri del team. Sono molte le piattaforme tecnologiche Ricoh che permettono di comunicare, di interagire, di condividere progetti e idee, anche se non si è seduti fianco a fianco. 

La giusta via di mezzo 

Molto spesso leggo articoli che incoraggiano i manager a organizzare più volte al giorno riunioni con i propri collaboratori per mantenere un contatto costante. Da un lato questo contribuisce ad aumentare il coinvolgimento, ma dall’altro non dobbiamo dimenticare che una comunicazione eccessiva e ridondante può risultare inefficace. A mio parere, è dunque opportuno mantenere un equilibrio e organizzare meeting di lavoro solo quando è davvero necessario. 

Produttività e fiducia vanno di pari passo 

E’ stato ampiamente dimostrato come con il lavoro da remoto la produttività delle persone aumenti e questo va a vantaggio delle performance globali dell’azienda. Ecco perché i manager dovrebbero evitare di chiedere al proprio gruppo di fornire aggiornamenti e riscontri sui risultati più frequentemente di quanto abbiano prima fatto in ufficio. La fiducia, insomma, rimane un aspetto chiave che si lavori in ufficio oppure no. 

Il cammino è tracciato

Alcune aziende stanno pensando che, una volta terminata la pandemia, potranno finalmente abbandonare per sempre lo smart working. Il mio consiglio è: non fatelo! Il lavoro da remoto, anche se introdotto a causa dell’emergenza sanitaria, rappresenta un passo importante nel cammino verso la trasformazione digitale, un cammino da cui non si può e non si deve tornare indietro. Questo nuovo modo di lavorare diventa dunque l’emblema di un workplace moderno, agile e flessibile che per le aziende si traduce in opportunità e innovazioni senza precedenti. 

A cura di Nicola Downing, COO di Ricoh Europe

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Santo Stefano Spa Relais riapre i battenti

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Una ripartenza fortemente voluta per dare un segnale di vicinanza ai clienti e ai dipendenti, ma soprattutto per rilanciare il fantastico territorio del Biellese, che nei prossimi mesi si candida a diventare meta ideale per un turismo di prossimità. Perseguendo queste finalità, Santo Stefano Spa Relais, il resort di Sandigliano, in provincia di Biella che è anche la prima ed unica Spa Nuxe in Italia, riapre i battenti, mettendo a disposizione dei clienti che hanno ripreso le attività, la sua meravigliosa struttura con le camere e gli ampi spazi, interni ed esterni, ed i relativi servizi annessi (tra cui la ristorazione), atti a soddisfare le esigenze della clientela.

Per il momento i servizi della Spa saranno fermi, in attesa di riattivare quelli di estetica di base insieme all’utilizzo delle nuove aree sportive della struttura. Dopo l’arrivo del protocollo di sicurezza e conformità che proporrà il Governo, oltre alla piscina esterna estiva e alla palestra Technogym della struttura, saranno infatti attivi tre nuovissimi campi da padel di cui due coperti ed uno scoperto, e due campi da tennis (coperti nel periodo invernale). Insieme a essi, è attesa anche la riapertura del New Resort Wellness CASCINA ERA E’, la meravigliosa struttura “sorella”, che ha visto rinnovare le antiche scuderie del Castello della Rocchetta, per divenire un luogo raffinato con camere Superior e 11 Suite Spa in corso di realizzazione, al cui interno sarà possibile concedersi il relax di una SPA personale, con vasca idromassaggio di coppia, sauna e una splendida doccia Wellness con bagno turco. Il turismo, tra i settori più schiacciati dall’effetto Covid, è infatti anche quello che prima di altri deve reinventarsi e pertanto, si iniziano a muovere i primi passi in tal senso per arrivare pronti al grosso banco di prova della prossima stagione estiva (ovviamente attenendosi scrupolosamente alle regole da rispettare nelle fasi 2 e 3) dove, a fronte di un fronte calo di presenze straniere, si punterà su clientela italiana, allungamento della stagione, offerte promozionali, innovativi dispositivi di sicurezza e massima flessibilità.

Eugenio Rosano, A.D. del Relais Santo Stefano e del New Resort Wellness Cascina Era E’, afferma: “Si deve essere pronti a comunicare agli italiani che si muoveranno nel Bel Paese che in Italia sarà sicuro viaggiare. Nelle nostre strutture saranno attive procedure di sicurezza ad hoc, come la sanificazione degli ambienti e norme per il distanziamento sociale con sistemi certificati. Sicuramente gli ampi spazi che abbiamo a disposizione in entrambe le strutture ci daranno un grande aiuto, in un anno particolare dove, forse dovremo fare a meno di americani, asiatici e russi mentre svizzeri, tedeschi e francesi, magari arriveranno con auto propria per riscoprire le bellezze del nostro Paese e, nella fattispecie, di Biella e del suo meraviglioso territorio. Proponiamo del resto servizi di alta qualità, curati in tutti i dettagli e studiati per rispondere ad una richiesta crescente che non scende a compromessi: dalla scelta dei materiali e delle coperture agli accessori, per un ambiente accogliente e stimolante che una struttura sportiva moderna deve poter offrire oggi. Questo Territorio perché ha un potenziale di crescita enorme e grazie alla nascita della nuova Fondazione B(i)ellezza le iniziative ed i progetti turistici e culturali del Biellese si amplieranno tantissimo. Vi aspettiamo!”.

 

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Stampa di produzione, in arrivo la serie Ricoh Pro C5300

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Ideale per gli stampatori medio-piccoli e per i centri stampa aziendali, la serie Ricoh Pro 5300 coniuga caratteristiche di qualità, flessibilità e affidabilità.

Tra i principali vantaggi: qualità, grazie alla tecnologia VCSEL da 2400 x 4800 dpi di Ricoh e a un nuovo sistema di controllo dell’effetto gloss che soddisfano le esigenze degli stampatori tradizionali; velocità fino a 80 ppm, anche con supporti pesanti; flessibilità, grazie ad un cassetto carta a grandi capacità con alimentazione pneumatica anche per i supporti più particolari; gestione dei supporti fino a 360 g/m2, inclusi texture e buste e, infine, i sistemi di finishing con cui è possibile stampare opuscoli di 30 pagine (80 g/m2). La serie è dotata di un pannello di controllo touchscreen da 10” per una configurazione semplice e rapida. Ricoh Pro C5300 sarà disponibile in Europa a partire da maggio 2020.

Giorgio Bavuso, Direttore Commercial and Industrial Printing di Ricoh Italia, ha dichiarato: “Ricoh Pro C5300 rappresenta l’evoluzione della tecnologia Ricoh, riconfermando ancora una volta l’eccellenza nell’innovazione. La soluzione è stata pensata per fornire un efficace strumento di sviluppo del business nel settore light production. Le caratteristiche che da sempre distinguono la gamma a colori foglio singolo Ricoh e l’integrazione di nuove funzionalità danno vita a un sistema che offre vantaggi oggi fondamentali come flessibilità, produttività e facilità d’uso”.

 

 

 

 

 

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Ricoh propone tre strategie per aumentare il coinvolgimento dei dipendenti

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L’impegno delle imprese deve essere sempre più rivolto al benessere dei propri dipendenti. Questo significa fare in modo che le persone siano soddisfatte delle attività che svolgono e, più in generale, dell’ambiente lavorativo. Focalizzarsi esclusivamente sui processi non è sufficiente per raggiungere questo obiettivo e, secondo Ricoh, è necessario sviluppare un approccio che tenga conto di tre aspetti fondamentali.

La Collaboration per un ambiente di lavoro agile e flessibile

Un’organizzazione a silos ostacola la collaborazione, frenando la creatività e la realizzazione di un workplace aperto e flessibile. Abbattere le barriere è fondamentale per favorire un modo di lavorare integrato che incoraggi le persone a interagire e a confrontarsi con i propri colleghi e con altri team di lavoro. La ricerca Ricoh “The future of work” evidenzia come il 78% dei dipendenti europei si aspetti che la propria azienda metta a disposizione gli strumenti necessari a collaborare con i propri colleghi, ovunque ci si trovi. Ciò significa, ad esempio, introdurre tecnologie per lo smartworking.

Cultura aziendale e ambienti multigenerazionali

Creare un luogo di lavoro in cui le persone si sentano rispettate e ascoltate è il modo migliore per coinvolgerle affinché diano un contributo positivo allo sviluppo e al successo del business. È importante ascoltare le aspettative dei dipendenti in modo da allineare i loro obiettivi di crescita con quelli dell’azienda. Le tecnologie possono fungere da elemento di coesione favorendo la collaborazione di persone con approcci e modi di lavorare differenti.

Non dimentichiamo la responsabilità sociale

Dallo studio Ricoh emerge come il 65% dei dipendenti si aspetti che le aziende contribuiscano attivamente alla risoluzione di questioni sociali come ad esempio i cambiamenti climatici e le disuguaglianze. Le imprese devono quindi riuscire a dare un contributo positivo alla collettività. Coinvolgere attivamente i dipendenti nelle attività di responsabilità sociale è senza dubbio un modo per farli sentire parte integrante di valori che guardano oltre i confini dell’azienda.

A cura di David Mills, CEO di Ricoh Europe

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Pellegrini mette al sicuro i propri ristoranti con l’aiuto di Burioni e Life Net Health Care

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Iniziativa senza precedenti, per il settore della ristorazione collettiva, all’insegna dell’innovazione e della responsabilità sociale da parte della Pellegrini Spa. L’azienda milanese leader nel comparto, con 640 milioni di fatturato e 9.300 dipendenti, ha messo a punto con l’ausilio di Life Net Health Care e la consulenza scientifica del virologo RobertoBurioni, un protocollo relativo all’attività di ristorazione. La società, fondata da Ernesto Pellegrini (noto anche per essere stato presidente dell’Inter per un decennio, impreziosito dallo scudetto dei record e da due Coppe Uefa) nel 1965, ha messo in sicurezza i propri 600 ristoranti presso aziende, ospedali, comunità religiose e case di riposo. Alcuni dei quali sono rimasti aperti negli ultimi due mesi, mentre altri riapriranno il 4 maggio.

La società, in cui il presidente Ernesto è affiancato dalla figlia Valentina, vicepresidente, lo ha fatto a modo suo, unendo il proprio know-how (ricco di 55 anni di esperienza nella ristorazione e 30 nella sanificazione di ospedali e aziende) alle competenze scientifiche dei massimi esperti. Ne è risultato, appunto, un protocollo in presenza del Coronavirus con regole e raccomandazioni per i dipendenti e i commensali. L’azienda riceverà dal Professor Burioni e da Life Net Health Care supporto e assistenza sulla base dell’evoluzione del contagio, e realizzerà sessioni di formazione dedicate al proprio personale interno, a partire dai responsabili operativi e dai direttori di servizio. Il protocollo comprende alcune regole essenziali che vanno dal distanziamento sociale all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, cui si aggiungono tutti quegli accorgimenti in grado di rendere la mensa un luogo il più possibile sicuro, in cui trascorrere la pausa pranzo con sufficiente serenità. All’interno di ogni mensa è stato creato anche il ruolo di Covid Manager che opera per un preciso controllo del rispetto delle regole.

 

“La Pellegrini vuole tutelare nel modo più innovativo possibile i propri 9.300 collaboratori e le 200 mila persone che ogni giorno pranzano o cenano nei nostri ristoranti”, racconta Ernesto Pellegrini. Aggiunge il Professor Burioni: “Collaborare con la Pellegrini è stato un piacere sia umano che professionale. Sarò lieto di continuare a collaborare fino alla fine della pandemia, perché si possano aggiornare le regole e raccomandazioni del protocollo alla luce dello sviluppo delle ricerche sul Virus, a beneficio del personale, degli utenti e della collettività”.

 

Del resto, la storia di Ernesto Pellegrini, cavaliere del lavoro, è tutta improntata all’innovazione e alla responsabilità sociale. Ha introdotto in Italia il concetto moderno di ristorazione collettiva, diventandone il leader. Sul versante dell’impegno sociale, nel 2013, ha creato la Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus, il cui primo atto è stato la creazione di Ruben, ristorante solidale che ogni sera offre una cena a 350 persone in temporanea difficoltà economica e sociale al prezzo simbolico di 1 euro. Attenzione alla social responsibility che Pellegrini mette anche nella scelta dei fornitori e nella qualità e sicurezza del cibo.

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Arrigoni lancia Delimita, la barriera anti Virus per il social distancing all’aperto

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La convivenza con il Covid-19 implicherà limitazioni nella vita di tutti i giorni. In particolar modo, oltre all’uso delle mascherine, si dovrà tenere conto della distanza sociale. In diversi casi saranno utili degli autentici divisori. Arrigoni Spa, headquarters a Uggiate Trevano (Como), leader europeo negli schermi agrotessili per il controllo climatico e biologico delle coltivazioni, ha lanciato Delimita, un nuovo prodotto che, sulla base del know-how dell’azienda, viene incontro a questa esigenza, garantendo una sicurezza e un comfort superiori a quelli di altre barriere, come, ad esempio, il plexiglass.

Nel settore agricolo, Arrigoni, con i suoi schermi protettivi, oltre a difendere le coltivazioni dai parassiti, senza l’uso della chimica, le fa vivere in un ambiente favorevole, protette da condizioni atmosferiche avverse. Si creano microclimi adeguati che consentono alle coltivazioni di concentrarsi sul proprio benessere. Per questo, le piante sono più vigorose e resistenti, con una conseguente resa produttiva più ampia e migliore qualitativamente. Il principio che sta alla base di Delimita è trasferire questa sicurezza e questa situazione confortevole anche alle persone, negli spazi delimitati da barriere. Il progetto individua soluzioni semplici basate su evidenze sperimentali che sfruttano l’esperienza del gruppo di ricerca e sviluppo Arrigoni Spa, in particolare, quella di interazione delle reti con i fluidi (aria e acqua). I tessuti tecnici dell’azienda comasca, installati a doppio strato in barriere verticali su apposite palificazioni, individuano uno spazio sicuro all’aperto. Il sistema è facilmente installabile, lavabile e sanificabile e garantisce una lunga durata e ha un aspetto elegante.

Vantaggi in sintesi

1) Protezione dai droplets, forte di un’esperienza di prodotto già concepito per bloccare anche i vettori di virus delle piante. Le reti bloccano il passaggio dei droplets scatenati da colpi di tosse e starnuti di chi sta all’esterno, o portati dal vento.

2) Comfort per chi vi usufruisce. Come per le piante, la protezione Arrigoni crea un microclima assolutamente gradevole per il fruitore, senza i problemi di surriscaldamento e di bagliori accecanti, caratteristici delle barriere in vetro e plastica.

3) Resistenza alle intemperie. A differenza del plexiglass che subisce l’effetto vela e che, quindi, in caso di vento può cadere, anche con conseguenze sulle persone, le reti Arrigoni sono concepite per proteggere anche nelle più estreme condizioni atmosferiche.

4) Prezzo. È inferiore di circa dieci volte rispetto altre protezioni, tipo plexiglass, proposte sul mercato.

5) Reputazione aziendale. L’azienda comasca, fondata nata nel 1936 da Achille Arrigoni, nonno dell’attuale ceo, Paolo, è leader europeo negli schermi protettivi per le coltivazioni. Vanta anche esperienze di protezione umana: al tempo dello scandalo delle polveri sottili, l’Ilva venne interamente cintata da reti Arrigoni che riduceva fortemente l’uscita di polveri ferrose dalla fabbrica, ma al tempo stesso consentivano il passaggio di aria e luce per i lavoratori dello stabilimento.

6)Leadership nella ricerca. L’azienda ha investito negli ultimi cinque anni 2,2 milioni di euro.

R&D costituiscono per il Gruppo Arrigoni un elemento fondamentale per il miglioramento delle conoscenze, delle caratteristiche e delle prestazioni dei propri prodotti e della crescita dell’efficienza produttiva degli impianti. Il Gruppo Arrigoni dispone di un proprio avanzato laboratorio di ricerca, dotato di strumentazioni avanzate e appositamente progettate per la conduzione di test in laboratorio e in campo aperto ritagliati sulle esigenze della propria produzione; conta su di un proprio gruppo di ricercatori che hanno sviluppato conoscenza e competenza nei settori serviti dall’azienda; collabora con primari Istituti universitari e di ricerca italiani ed esteri per sviluppare (dal concept sino alla pratica applicazione in campo) idee innovative che risolvono i problemi legati alla produzione e all’utilizzo dei prodotti tessili di propria fabbricazione.

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