Economy

Torna il “Ricoh Global Eco Action Month”

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Le chiamano “le 3 P”. Sono le iniziali di People, Profit e Planet. Sintetizzano l’approccio delle aziende più attente all’innovazione, che affiancano al proprio business il benessere delle persone, l’impegno verso la società e il rispetto dell’ambiente.Queste “tre P” sono il fulcro della filosofia d’impresa del Gruppo Ricoh. Per quanto riguarda l’ambiente, nel 2006 il Gruppo ha istituito il “Ricoh Global Eco Action Month” (GEAM). Da allora il mese di giugno è dedicato alla sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di diffondere il più possibile l’attenzione nei confronti di questa tematica mediante attività “green” che coinvolgono i dipendenti Ricoh di tutto il mondo. Particolari iniziative sono previste per il 5 giugno, il “World Environment Day” delle Nazioni Unite. Durante il “Common Action Day”, Ricoh tiene spente le insegne con il logo di tutte le filiali del Gruppo e i dipendenti sono invitati a indossare abiti di colore verde per promuovere la sostenibilità in ufficio.   Nel settembre 2015, le Nazioni Unite hanno annunciato i Sustainable Development Goals (SDG) che includono 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030 nel rispetto del principio fondamentale “no one is left behind”. Gli obiettivi ecosostenibili di Ricoh sono in linea con quanto definito dalle Nazioni Unite in relazione ai cambiamenti climatici e rappresentano un fattore chiave nelle strategie a lungo termine dell’azienda. Oltre a riaffermare il proprio impegno verso l’ecosostenibilità nel Piano di Medio Termine iniziato nel 2017, Ricoh è stata la prima azienda giapponese ad entrare a far parte del programma RE100 che incoraggia ad utilizzare esclusivamente energia rinnovabile. Aderendo al programma, Ricoh si impegna a soddisfare il 100% del proprio fabbisogno energetico attraverso fonti di energia rinnovabile entro il 2050.  Il GEAM rafforza l’impegno di Ricoh verso l’ambiente coinvolgendo gli oltre 100 mila dipendenti di tutto il mondo e invitandoli a rendere partecipi anche famiglie, amici, fornitori e clienti. Tra le iniziative europee volte alla riduzione delle emissioni di CO2 vi è la “Step it up Challenge”, una sfida a cui possono partecipare i dipendenti di tutta Europa: l’obiettivo è compiere il maggior numero di passi nel corso del mese di giugno. Ad ogni partecipante è richiesta una piccola quota di iscrizione e l’intero importo raccolto verrà donato ad Alzheimer’s Research, l’organizzazione che Ricoh sta supportando per la ricerca sull’Alzheimer. Oltre a coinvolgere i propri dipendenti nella “Step it up Challenge” e a spegnere l’insegna della sede di Vimodrone (Milano) come le altre filiali del Gruppo, Ricoh Italia ha organizzato per il 21 giugno una giornata a ‘km 0’ in collaborazione con la società di ristorazione della mensa aziendale per cui, ad esempio, verranno acquistati prodotti da aziende agricole del circondario e verranno privilegiati i prodotti di stagione. Come i dipendenti di tutto il mondo, anche quelli di Ricoh Italia sono invitati ad indossare il 5 giugno capi di colore verde e a condividere i propri comportamenti ecosostenibili mediante il database “Eco-pledge” creato da Ricoh Tokyo diventando così promotori del vivere green.

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Print4All: The Power of Colour

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Nel comparto della stampa l’innovazione passa anche dal colore. La quadricromia, a volte, non è sufficiente e, per differenziarsi ed essere davvero creativi, servono colori speciali. Ricoh ha portato a Print4All 2018 (29 maggio-1° giugno, Fiera Milano Rho) “The Power of Colour”, mostrando tutte le potenzialità che bianco, clear, neon yellow, neon pink e invisible red regalano al mondo della comunicazione e del printing.In uno spazio (Pad. 20 Stand B32-C35) che si ispirava al Padiglione Breda, ideato dall’architetto Luciano Baldessari per la Fiera Campionaria di Milano del 1952, Ricoh ha condiviso la bellezza delle immagini e il potere dei colori. Si è trattato di un progetto reso possibile da partner istituzionali quali CASVA-Comune di Milano, Fondazione Fiera Milano e Archivi storici Politecnico di Milano, grazie al cui contributo Ricoh ha potuto allestire presso lo stand una mostra fotografica che riporta alla luce il progetto originale e mette in evidenza alcuni parallelismi con la strategia Ricoh. I visitatori erano guidati in uno spazio esperienziale e interattivo all’interno del quale potevano trovare spunti e idee per realizzare applicazioni innovative su molteplici supporti, anche mediante effetti e colori speciali. Locandine, brochure, leaflet, banner, supporti colorati per il fluo e per il white, capi d’abbigliamento e supporti rigidi utilizzati in ambito visual e industrial decoration, sono alcune delle applicazioni unite dal minimo comune denominatore “The Power of Colour”. Tutte possibilità che consentono ai fornitori di servizi di stampa di differenziare la propria offerta proponendo valore aggiunto al mercato.  Oltre a tecnologie ed applicazioni, Ricoh  ha opsitato presso il proprio stand due momenti d’incontro:

30 maggio 2018 ore 14.30
Le potenzialità del fluo nella comunicazione
Approfondimento di Piergiuseppe Molinar- Docente Politecnico Torino e Consulente IED Torino

31 maggio 2018 ore 14.30
Ricoh Pro T7210 e Beepag al lavoro
La tecnologia Ricoh Flatbed UV raccontata dal primo stampatore italiano ad averla scelta
Approfondimento di Matteo Pinzauti, titolare di Beepag

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La nuova “stampa” all’attenzione dei manager europei

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Tradizionalmente le attività di stampa sono relegate dalle aziende in secondo piano e associate ad ingombranti dispositivi posizionati agli angoli degli uffici. Con l’evoluzione delle tecnologie di stampa, che diventano una componente fondamentale dei processi produttivi e manifatturieri, questa percezione sta rapidamente cambiando. Dalla ricerca “The Future of Print” commissionata da Ricoh è emerso come secondo i decision maker delle aziende europee le nuove tecnologie di stampa siano fondamentali per la flessibilità del business (aspetto citato dal 77% del campione) e per l’innovazione (69% del campione). Lo studio, che ha coinvolto 3.150 manager di tutta Europa, mette inoltre in evidenza come: ·         il 69% delle aziende pensa che le tecnologie di stampa porteranno ad un incremento del fatturato;·         il 67% è convinto che esse rappresentino un importante vantaggio competitivo; Quanti sono “passati ai fatti”? Il 51% ha già investito nelle nuove tecnologie di stampa e un ulteriore 36% ha in programma di farlo nei prossimi 5 anni. Spiega David Mills, CEO di Ricoh Europe: «Spesso si dice che la stampa abbia finito il proprio tempo, mentre questa affermazione è tutt’altro che vera, come dimostrano i dati della nostra ricerca. Le nuove tecnologie aiutano le aziende a trasformare il business. In ambito sanitario, ad esempio, le aziende farmaceutiche stanno producendo arti artificiali su misura avvalendosi della stampa 3D. Le aziende del mondo retail utilizzano queste tecnologie per realizzare modelli di scarpe su richiesta, riducendo così le giacenze di magazzino. Nel settore dell’istruzione, invece, gli studenti – grazie alla stampa on demand – possono acquistare libri di testo personalizzati che facilitano lo studio».Le imprese stanno utilizzando le nuove tecnologie per migliorare la customer experience. Marketing (ambito citato dal 79% del campione), sviluppo prodotti (79%) e reparto produttivo (76%) sono le aree a cui vengono indirizzati i maggiori investimenti. In relazione all’ultimo aspetto: la necessità di velocizzare lo sviluppo dei prodotti (80% del campione) e di renderli sempre più personalizzati per gli utenti finali (69%) porta le aziende ad investire nell’Additive Manufacturing. Conclude Mills: «Grazie alle nuove frontiere del printing, le aziende possono migliorare le relazioni con i clienti, rispondere più prontamente alle loro esigenze e offrire prodotti personalizzati. È significativo il fatto che il 78% degli intervistati ritenga che la stampa sia indispensabile per mantenere la fiducia dei clienti. I risultati della ricerca mostrano come senza la flessibilità e l’innovazione rese possibili dalle nuove tecnologie di stampa, le aziende faticheranno a rimanere competitive».

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Sicurezza informatica per Pmi

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La sicurezza dei documenti e delle informazioni che transitano dai dispositivi di stampa e multifunzione è un aspetto importante in un’ottica di conformità al GDPR e di Data Protection. Basti pensare, ad esempio, alla possibilità che documenti dimenticati sui vassoi dei dispositivi finiscano in mani sbagliate oppure a tutte le informazioni sensibili archiviate negli hard disk dei sistemi da dismettere alla fine di un contratto di noleggio.  Con l’obiettivo di aiutare le Pmi ad indirizzare questi aspetti, Ricoh ha sviluppato un’offerta specifica per garantire confidenzialità, integrità e disponibilità dei documenti nelle varie fasi del loro ciclo di vita: produzione, archiviazione e distruzione. Sono ad esempio incluse nella proposta Ricoh soluzioni per la stampa riservata e il controllo dell’accesso ai dispositivi multifunzione con autenticazione mediante badge o password, funzionalità per la crittografia dei dati archiviati e servizi di Data Cleansing per la rimozione sicura delle informazioni contenute negli hard disk.  Spiega Laura Venturini, Product Marketing Manager di Ricoh Italia: «La sicurezza informatica  deve estendersi a tutte le tecnologie utilizzate in azienda, dispositivi multifunzione inclusi. Alla luce del GDPR, è necessario cambiare il modo di gestire i dati, introducendo soluzioni allo stato dell’arte. Ricoh ha sviluppato funzionalità di sicurezza per ogni prodotto e servizio offerto ed ha le competenze necessarie per aiutare le aziende ad adeguarsi ai nuovi scenari normativi».  A completamento dell’offerta tecnologica, Ricoh supporta le piccole e medie imprese con servizi di consulenza, analizzando l’infrastruttura documentale per individuare le eventuali vulnerabilità, di formazione agli utenti e di gestione del change management.

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Schermo Biofeld, un’alternativa verde ai pesticidi

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La tendenza è forte: gli italiani sono sempre più attenti ai modi in cui vengono coltivati frutti e ortaggi. Tanto che, proprio per stare più tranquilli, secondo una ricerca condotta da Anne Pearson, marketing manager di FoodSaver, su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, il 25,9% degli italiani possiede un orto domestico. E chi non lo possiede ancora, in grande maggioranza ( il 72,9% del campione) lo vorrebbero comunque. Tra le paure dei consumatori, quella degli antiparassitari chimici.

Ma quali sono a oggi i prodotti più coltivati dagli italiani con le loro mani? Secondo la ricerca, il 30,7% insalate e verdure crude, per il 27,6% erbe aromatiche, per il 22,8% frutta e per il 18,9% verdure da cuocere.

Naturalmente, non tutto può essere coltivato con il “fai da te” e la gran parte della produzione viene ancora comprata dai consumatori.

Aziende all’avanguardia e fortemente orientate alla csr (corporate sociale responsibility) si fanno carico di rispondere a questa richiesta di “cibo sano”. Arrigoni spa ne rappresenta uno dei più apprezzati esempi. Per garantire cibo sicuro e tutelare l’ambiente, l’azienda di Uggiate Trevano (Como) propone un’alternativa ai pesticidi: gli schermi antiinsetto. Ad esempio, sulla base di approfonditi studi sulle dimensioni degli insetti nocivi alle carote e ai cavoli, Arrigoni spa ha creato lo schermo Biofield 80, provvisto di una caratura del foro adatta per proteggere dalle specie più nocive. Come, nella produzione di carote, Psilla Apicalis, Trioza Apicalis e Lygus Rugulipennis. Mentre, nella cabbage production, Delia Radicum, Plutella xylostella, Philotreta, Eurydema oleracea, Mamestra brassicae, Pieris rapae e Pieris brassicae.

Lo schermo è di tessuto leggero e morbido, in monofilo in Hope di notevole tenacità (foro di mm. 0,77×1,44). Consente, per queste caratteristiche, di coprire le piante di carote direttamente in campo aperto, con il vantaggio che, senza ostacoli, si possono portare avanti altre operazioni di coltivazione. Lo schermo protegge, inoltre, contro grandine, uc

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Arrigoni, così si salvano i piccoli frutti dalle intemperie

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Oltre 9 milioni di persone. Tanti sono gli italiani che cercano nell’alimentazione sana una soluzione che renda sempre meno necessario il ricorso alle “medicine”. Un dato addirittura in crescita rispetto al 2016. Questa tendenza verso i rimedi naturali si accompagna, anche a livello internazionale, a un giudizio fortemente negativo verso l’etica del settore chimico-farmaceutico. Riporta Affaritaliani.it  che il 77% dei cittadini della Ue (gli italiani sono allineati con il 76%) crede nell’esistenza di Big Pharma, cioè di una specie di cartello farmaceutico che controlla il mercato, ispirato non dal bene pubblico, ma dal profitto. E non è solo un fenomeno europeo. Sempre secondo Affaritaliani.it. “Soltanto il 9% degli americani crede che le aziende farmaceutiche e di biotecnologie mettano il paziente davanti ai profitti. Ma anche il resto delle figure del sistema sanitario non se la passa meglio. Appena il 16% degli intervistati ha fiducia nelle assicurazioni sanitarie e solo il 23% è convinto che gli ospedali tengano effettivamente alla salute dei pazienti. Un po’ migliore è la considerazione di medici e infermieri, ma anche qui siamo sotto la metà; il 36% ha fiducia in questi professionisti. E’ quanto emerge da un sondaggio fatto dall’agenzia di comunicazione americana Harris Poll sulla considerazione del sistema salute negli USA. Dunque continua il declino della reputazione del settore farmaceutico registrata negli ultimi quattro anni”.

Tra i rimedi naturali, negli ultimi anni è cresciuto l’atteggiamento favorevole verso i cosiddetti piccoli frutti. A questi, Arrigoni spa (società di Uggiate Trevano, Como, leader negli agrotessili innovativi, che con i suoi prodotti consente, ad esempio, di ridurre l’uso di pesticidi, garantendo una protezione “verde” alle coltivazioni), dedica particolare attenzione.

L’azienda comasca, in prima fila nell’impegno verso la Csr (Corporate social responsibility) ha sviluppato alcune gamme di prodotti per proteggere mirtilli, lamponi, more e altri frutti da condizioni meteorologiche sfavorevoli, fornendo al tempo stesso condizioni climatiche che favoriscono lo sviluppo di piante e culture.

Un esempio interessante è Protecta, un nuovo concept nella produzione di piccoli frutti, che riduce significativamente il passaggio della pioggia e allo stesso tempo ripara contro la grandine. Questa copertura viene realizzata con monifilo Arlene HT ad alta tenacità, che contiene additivi speciali per aumentare la durata (tre volte più del film plastico) e lo scivolamento dell’acqua all’esterno della coltivazione. Come riporta il sito della società: “Una buona dispersione della luce sotto la copertura e una moderata ombreggiatura del 22% stimolano la fotosintesi e il raccolto. Con il sistema Protecta, le temperature giornaliere sono leggermente inferiori a quelle esterne, ma durante la notte sono più alte. Questo crea un clima moderato e condizioni favorevoli alo sviluppo delle piante e alla crescita dei frutti. Buone condizioni di luce, seguite da un flusso d’aria ottimale, influenzano positivamente la colorazione, la compattezza e il gusto dei piccoli frutti”.

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Beepag sceglie Ricoh per ampliare la gamma servizi

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Beepag, per stare al passo con i tempi e rispondere prontamente alle nuove esigenze del mercato, sceglie Ricoh Pro T7210, soluzione flatbed UV per la comunicazione visiva e l’Industrial Decoration.

Nata nel 2014, Beepag investe costantemente in innovazione tecnologica per fornire servizi completi e personalizzati in ambito “visual” durante tutte le fasi produttive, dall’idea creativa al prodotto finito.

Racconta Matteo Pinzauti, titolare dell’azienda: «Vent’anni fa ho cominciato la mia esperienza lavorativa nel mercato della stampa, in un momento fondamentale della sua evoluzione: l’introduzione della tecnologia digitale. Negli anni ne ho seguito il trend, vedendola crescere e diventare protagonista nel mondo dei servizi di stampa».

Beepag è un’azienda giovane e dinamica che in questi anni è cresciuta molto e per farlo ha scelto un partner a 360° come Ricoh. Le tecnologie grande formato Ricoh Pro L4100 adottate fino ad oggi sono state utilizzate per offrire applicazioni quali carta da parati e promozionale per il retail e l’allestimento di negozi.

La società non si è fermata alla tecnologia latex e ha deciso di ampliare il parco installato con una soluzione per proporre nuove applicazioni di stampa su supporti rigidi. Personalizzazione, velocità e qualità, grazie alle gocce da 7 picolitri, sono le parole chiave per descrivere Ricoh Pro T7210. L’azienda di stampa fiorentina ha scelto la soluzione flatbed UV di Ricoh per realizzare applicazioni personalizzate nell’ambito della Visual Communication, della cartotecnica, del PoP (Point of Purchase) e dell’Interior Decoration.

 

Aggiunge Pinzauti: «Abbiamo sempre apprezzato la qualità delle tecnologie Ricoh e l’efficienza del servizio. Dopo un’attenta analisi delle tecnologie flatbed disponibili sul mercato, abbiamo deciso di rinnovare la fiducia in Ricoh scegliendo Pro T7210. In particolare, tra le caratteristiche che ci hanno guidato nella decisione citerei prima di tutto la flessibilità dei supporti su cui può stampare andando oltre lo standard di mercato dei 5 cm di spessore. La soluzione Ricoh permette infatti di gestire supporti fino a 11 cm – inclusi legno, alluminio, vetro, plexiglas e cartone».

Con un’unica soluzione Beepag è dunque in grado di stampare porte e altri componenti di arredo, ma anche applicazioni in cartone – grazie al piano fisso di aspirazione – e in forex, utilizzate per la comunicazione visiva, la cartotecnica e il PoP. Tra le altre caratteristiche messe in evidenza vi è la resistenza degli inchiostri Ricoh che, grazie al fatto di essere inodore, possono essere utilizzati con successo per applicazioni di interni e a diretto contatto con il pubblico.

«L’installazione è recente», conclude Pinzauti, «ma le idee da proporre ai nostri clienti sono già tante e siamo convinti che la tecnologia Ricoh ci consenta di fare la differenza».

 

La soluzione scelta da Beepag è a disposizione dei fornitori di servizi di stampa a Fespa (Messe Berlin, 15-18 maggio 2018) e a Print4All (Fiera Milano Rho, 29 maggio-1 giugno 2018).

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Omniserver, innovazione by Ricoh

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Creata nel 1989 da un gruppo di professionisti nel campo dei servizi grafici, Omniserver è un’azienda  dinamica con sede a Novara che garantisce servizi di stampa professionale a 360°. L’offerta di Omniserver è rivolta a tipografie offset che hanno necessità di realizzare lavori in digitale, ad agenzie pubblicitarie oppure ad aziende di tutti i settori di mercato, tra cui quello della moda e il farmaceutico. Per offrire ai propri clienti innovazione e qualità, Omniserver si innova in modo costante, sempre attenta ai nuovi trend e alle possibilità tecnologiche nell’ambito, ad esempio, della personalizzazione e dei supporti.

Afferma Paolo De Gregori, titolare di Omniserver: «Quando siamo nati il nostro focus era la fotocomposizione, poi abbiamo seguito l’evoluzione del mercato fino ad arrivare al mondo digitale. Ogni due o tre anni aggiorniamo le nostre tecnologie per rispondere alle esigenze dei clienti e cogliere opportunità sempre nuove. In questo percorso di innovazione tecnologica è molto importante il confronto con Ricoh, azienda di cui apprezzo molto l’approccio, l’efficienza dell’assistenza tecnica e la capacità di consigliarci non solo le tecnologie ma anche come utilizzarle al meglio».

In ambito grande formato, Omniserver ha utilizzato in passato differenti tecnologie, dagli inchiostri a base acqua ai solventi, dagli ecosolventi all’UV, fino a scegliere il latex di Ricoh.  Ricoh Pro L4160 consente la stampa su un’ampia gamma di media tra cui vinile, supporti tessili come canvas e tela, pellicole trasparenti. Tra le principali applicazioni realizzate vi sono vetrofanie, calpestabili, carta da parati e, più in generale, elementi per l’interior decoration e la riqualificazione degli interni.

Aggiunge De Gregori: «Tra gli aspetti che apprezziamo maggiormente ci sono gli inchiostri latex che hanno un’ottima tenuta e possono essere utilizzati su numerosi materiali per interni ed esterni. Questi inchiostri, inoltre, sono inodori e si asciugano rapidamente. Abbiamo valutato molto positivamente le performance della soluzione Ricoh Pro L4160, tanto che dopo qualche tempo abbiamo installato un secondo dispositivo per aumentare la produzione».

 

Per quanto riguarda la stampa digitale a foglio singolo, Omniserver ha scelto Ricoh Pro C7100X dotata della quinta stazione colore. «Stiamo per installare una seconda postazione produttiva», continua Paolo De Gregori, «in modo che la quinta stazione di una verrà utilizzata per la stampa del bianco e quella dell’altra per il trasparente. Questi colori speciali portano nuove possibilità. Il bianco è stato utilizzato nella produzione di cartoncini oppure di calendari, mentre con il trasparente abbiamo realizzato numerosi folder e la copertina di un catalogo ad impressione tramite matrice, solo per fare alcuni esempi. Le applicazioni sono infinite. La nostra attenzione al cliente va “oltre la stampa”: ascoltiamo le sue esigenze, troviamo l’applicazione più adatta e partecipiamo anche al processo creativo per realizzarla. Per i nostri clienti siamo un consulente, un partner di valore che può aiutarli davvero a migliorare l’impatto delle comunicazioni stampate».

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Gli anni ’50 a Print4All

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Arte, creatività e applicazioni dal forte impatto visivo. Questo è, in sintesi, lo stand (pad. 20, stand B32-C35) che Ricoh propone per la prima edizione di Print4All, fiera dedicata al mondo del printing che si svolgerà in Fiera Milano dal 29 maggio al 1° giugno 2018.

 

Spiega Giorgio Bavuso, Direttore Commercial and Industrial Printing di Ricoh Italia: «Il nostro stand prende spunto da uno dei più grandi esempi di architettura moderna, il Padiglione Breda ideato dall’architetto Luciano Baldessari per la Fiera Campionaria di Milano del 1952. Ricoh ha scelto di accogliere i visitatori in un’installazione che riprende un’opera visionaria, all’interno della quale verranno messe in mostra le potenzialità delle immagini e nuove prospettive per il mondo della stampa. Innovazione e creatività verranno reinterpretate dalla tecnologia Ricoh».

I visitatori saranno guidati in un percorso esperienziale dove troveranno spunti e idee per realizzare applicazioni innovative su molteplici supporti mediante effetti e colori speciali.

Per quanto riguarda le tecnologie verrà presentata per la prima volta al mercato italiano Ricoh Pro C7200X, soluzione foglio singolo dotata della quinta stazione colore. Ricoh Pro C7200X integra una nuova funzionalità per la stampa del bianco e del CMYK in un singolo passaggio per un maggiore impatto ad esempio su supporti colorati. Il toner pink neon lanciato di recente, il toner bianco e il giallo neon completano la gamma di possibilità. A fianco di Ricoh Pro C7200X si troverà la nuova Pro C9200 che offre produttività e qualità per altissimi volumi.

Inoltre, sotto i riflettori allo stand Ricoh vi saranno Pro T7210 – soluzione di Industrial Decoration per la stampa su materiali rigidi e pesanti come vetro, legno, acciaio, composti di alluminio e metallo – e RICOH Ri 3000 (Direct to Garment) per la stampa diretta su capi d’abbigliamento quali t-shirt, felpe, maglie e calze.

 

Durante tutte le giornate della manifestazione verranno organizzati presso lo stand Ricoh momenti di incontro e confronto con i visitatori durante i quali esperti di settore faranno il punto sui più recenti trend del printing e della comunicazione visiva.

 

Conclude Bavuso: «per i fornitori di servizi di stampa che vogliono restare competitivi in un mercato in costante cambiamento come quello del printing è importante essere sempre aggiornati e al passo con le nuove tendenze. A Print4All vogliamo mostrare in che modo il corretto abbinamento di tecnologie, materiali e colori può davvero fare la differenza portando risultati assolutamente nuovi».

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Pmi, le tre vie per la flessibilità

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Velocità e  complessità del mercato di oggi rendono necessario per le Pmi riuscire a cogliere nuove opportunità e a gestire in maniera proattiva i cambiamenti che, se ignorati, potrebbero minare la loro sopravvivenza.

In particolare, per mantenere il business in salute, le Piccole e medie imprese devono puntare alla flessibilità. Mantenendo un approccio agile, queste aziende possono trasformare il proprio modello di business e invertire rapidamente rotta. Ad esempio, interrompendo la commercializzazione dei prodotti di scarso successo per introdurne di nuovi, oppure aggiornando i servizi proposti affinché rispondano alle nuove aspettative dei clienti.

Da una nuova ricerca commissionata da Ricoh, è emerso come per il 75% dei business leader delle Pmi europee (percentuale che in Italia sale al 90%) il miglioramento della flessibilità sia in cima all’agenda di quest’anno. Si tratta di un’ottima notizia. Ci sono però alcuni aspetti da considerare.

 

  1. Processi interni: è ora di mettere ordine. Se non correttamente gestiti, i processi interni rischiano di porre le aziende di fronte ad un vicolo cieco. Il 73% dei business leader coinvolti nella ricerca Ricoh non ha citato i flussi di lavoro tra i fattori da considerare nel miglioramento dell’agilità, dimenticandosi quindi che questo aspetto e la flessibilità dei processi vanno di pari passo. Ciò significa che i workflow interni non vengono monitorati come dovrebbero. I manager delle Pmi devono invece considerare i processi e valutare nuove modalità lavorative basate ad esempio sulla digitalizzazione.

 

  1. Budget IT: istruzioni per l’uso. I manager delle aziende del campione d’indagine sono consapevoli dell’importanza che l’Information Technology ricopre nell’innovazione, ma il 37% afferma di non disporre delle risorse economiche necessarie per investire in nuove tecnologie. Quando i budget sono limitati, è fondamentale comprendere quali siano le priorità e investire nelle tecnologie più adatte agli obiettivi e allo specifico ambiente di lavoro. A volte capita invece che le aziende effettuino investimenti sulla base delle “mode tecnologiche” del momento, anziché per ciò che serve davvero. Secondo i dipendenti europei l’utilizzo di tecnologie non più aggiornate è il più grande freno per lo sviluppo del business. Per i manager delle Pmi è dunque importante dare precedenza alle tecnologie che possono portare vantaggi ai dipendenti anche a lungo termine, piuttosto che a quelle che garantiscono esclusivamente una riduzione dei costi nel breve periodo.

 

  1. Abitudini radicate: dure a morire, ma è fondamentale dare spazio al nuovo. Di solito nelle aziende si tende a privilegiare strutture e modi di lavorare predefiniti. Questo può funzionare per un certo periodo, ma alla lunga non lascia libertà di espressione ai dipendenti particolarmente innovativi che potrebbero generare idee creative a vantaggio del futuro dell’azienda. La rigidità di questo modello non consente quindi di stare al passo con i cambiamenti del mercato. Inoltre, i manager devono riuscire a guardare nel lungo periodo, sostituendo l’organizzazione gerarchica con un ambiente più flessibile che incoraggi modi di pensare innovativi e consenta ai dipendenti di prendere decisioni rapide. La flessibilità, dopo tutto, è un lavoro di squadra.

 

L’agilità non deve essere vista come un progetto delimitato da un inizio e una fine, ma come un processo continuo nel tempo fatto di interazione e di collaborazione. Questo processo ha molto a che fare con l’apprendimento e il miglioramento, perché solo in questo modo è possibile cambiare e portare nuovo valore ai clienti. I manager delle aziende devono assumere un ruolo attivo, aprendosi al cambiamento e a nuovi modelli di leadership.

 

A cura di Javier Diez-Aguirre, Vice President, Corporate Marketing, Ricoh Europe

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