Economy

Pmi: innovare nell’era digitale

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La rivoluzione digitale sta trasformando in maniera le aziende, Pmi incluse. In questo contesto si parla sempre più della necessità di innovare e trasformarsi. Ma cosa significa fare innovazione per una Pmi? Qual è il ruolo della tecnologia? Per rispondere a questa domanda Ricoh ha raccolto il parere di 3.300 manager di Pmi europee.

Dallo studio è emerso che per il 59% dei manager l’innovazione è una priorità assoluta e il 34% è addirittura convinto che la propria azienda potrà fallire entro il 2020 se non riuscirà trasformarsi per rispondere ai cambiamenti attualmente in atto nel mercato. Cosa intendono i manager per innovazione? Il 60% del campione cita lo sviluppo di nuovi prodotti, il 56% l’implementazione di nuove tecnologie negli ambienti di lavoro e il 54% l’introduzione di miglioramenti graduali nei processi.

Il 78% delle Pmi afferma che il settore in cui opera è cambiato molto negli ultimi cinque anni e il 75% ritiene che nei prossimi cinque è destinato a mutare ancora. Dalla ricerca è emerso come i fattori che hanno portato ai maggiori cambiamenti sono stati: evoluzione delle aspettative da parte dei clienti (31%), aumento della competizione (31%), automazione sempre maggiore delle attività (27%), nuovi requisiti normativi (27%) e incertezza economica (25%). Le tecnologie e la digital revolution stanno generando impatti in tutti i settori. Il 74% del campione afferma che la tecnologia aiuti ad innovare e ad aumentare la produttività e secondo il 46% un più ampio utilizzo delle tecnologie digitali consentirebbe di essere più innovativi.

Sebbene l’innovazione sia dunque considerata un elemento imprescindibile per competere, il 47% afferma di temere i cambiamenti rilevanti e il 30% ammette di non saper da che parte cominciare.

Le Pmi devono però essere ottimiste anche perché l’innovazione non deve avvenire a tutti i costi dall’oggi al domani. L’importante è focalizzarsi su ciò che è davvero importante, senza dimenticare che sono le persone a fare la differenza. Dalla ricerca Ricoh emerge infatti come nei prossimi cinque anni i dipendenti saranno sempre più parte integrante dei processi alla base del cambiamento. Il 45% dei manager delle Pmi vuole incoraggiarli a sviluppare nuove idee e ad essere più creativi.

 

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Ricoh riceve tre Buyers Lab Summer 2019 Pick Awards

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Due sistemi a colori e uno in bianco e nero della gamma multifunzione Ricoh sono stati premiati con i Summer 2019 Pick awards di Keypoint Intelligence – Buyers Lab (BLI).I riconoscimenti BLI Picks vengono assegnati due volte all’anno ai prodotti e ai sistemi per l’ufficio che hanno registrato le migliori prestazioni durante i rigorosi test di laboratorio condotti da Buyers Lab.

In particolare, a ricevere i riconoscimenti sono stati:

·       Ricoh IM C2000 – Outstanding 20-ppm Colour Copier MFP

·       Ricoh IM C2500 – Outstanding 25-ppm Colour Copier MFP

·       Ricoh IM 350F – Outstanding MFP per gruppi di lavoro di medie dimensioni  

Tra i multifunzione a colori di fascia low-end e mid-range, IM Ricoh C2000 e IM C2500 sono stati valutati molto positivamente per la user experience di elevata qualità, mentre la soluzione Ricoh IM 350F è stata definita la miglior scelta tra i multifunzione monocromatici per gruppi di lavoro di medie dimensioni. George Mikolay, Associate Director of Copiers/Production at Keypoint Intelligence – Buyers Lab, commenta: “Ricoh continua a sorprenderci grazie alle novità nella gamma multifunzione. Le soluzioni Ricoh IM C2000 e IM C2500, insieme al dispositivo IM C4500 che ha ricevuto il Winter 2019 Pick award, consentono all’azienda di distinguersi nel settore degli MFP a colori di fascia low-end e mid-range. La user experience è eccezionale grazie ad un ampio pannello touchscreen basato su Android. Lo Smart Operation Panel è intuitivo e personalizzabile sulla base delle specifiche esigenze. La qualità di stampa è ottima e questi dispositivi, integrando la tecnologia Ricoh Intelligent Scanning, si pongono come un punto di riferimento del settore per quanto riguarda la scansione”. Olivier Vriesendorp, Vice President Product Marketing, Ricoh Europe, afferma: “Questi premi attestano la nostra capacità di innovare e la nostra leadership nel mercato dei multifunzione. Ricoh vuole offrire ai clienti soluzioni sicure ed affidabili che consentano di realizzare ambienti di lavoro digitali. Aiutiamo le aziende ad entrare nell’era digitale grazie a dispositivi che mettono a loro disposizione tutti i vantaggi delle più recenti innovazioni tecnologiche”.

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Ricoh finalizza l’acquisizione di DocuWare, rafforzandosi così nel mercato del Digital Workplace

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Si è concluso il processo di acquisizione di DocuWare da parte di Ricoh, come annunciato lo scorso luglio. DocuWare è stata supportata nell’operazione da William Blair, azienda globale che si occupa di Investment Banking & Asset Management. La partnership tra i due leader di mercato è comunque di lunga data e Ricoh da tempo propone i software DocuWare ai propri clienti. David Mills, Corporate Senior Vice President, Ricoh Company Ltd, commenta: “Questa acquisizione ci consente di offrire al mercato ulteriore valore nella gestione dei documenti e dei contenuti aziendali. Ora siamo in grado di fornire nuove funzionalità agli attuali clienti e alle aziende che ci sceglieranno in futuro”. DocuWare opererà come sussidiaria dell’azienda giapponese. L’acquisizione di DocuWare è in linea con la strategia di Ricoh volta a consolidare l’offerta per la trasformazione degli ambienti di lavoro. Ricoh mira pertanto a rafforzare DocuWare attraverso tutti i canali attuali e futuri.

 

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Per cavalcare l’onda servono tecnologie smart

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I lavoratori di tutta Europa hanno grandi aspettative nei confronti della Digital Transformation e vorrebbero disporre di tecnologie innovative per lavorare meglio. A dirlo è la nuova ricerca Ricoh, “Workforce United”.

Dalla ricerca emerge come i dipendenti richiedano alle aziende tecnologie digitali che permettano di lavorare meglio e di risparmiare tempo. Il 72% del campione intervistato è ottimista nei confronti della Digital Transformation, convinti che essa aumenti la produttività e l’efficienza.

Grazie a Ricoh viene messo in evidenza ilfatto che i dipendenti siano pronti a cambiare il proprio modo di lavorare, riconoscendo però di non potercela fare da soli. Grazie al supporto della propria organizzazione, vorrebbero migliorare le competenze e utilizzare al meglio le tecnologie introdotte. Oltre due terzi del campione (69%) pensa che le migliori aziende siano quelle che investono in tecnologie digitali e in attività di formazione e di aggiornamento. Rispondere a queste esigenze rappresenta per un’impresa il primo passo per aumentare la produttività e ottenere un vantaggio competitivo.

David Mills, CEO di Ricoh Europe, commenta: “I manager delle aziende dovrebbero essere incoraggiati da quanto emerso dallo studio. All’unanimità i dipendenti vorrebbero ottenere risultati migliori ed essere più produttivi. Questo rappresenta il primo passo per superare le inefficienze che hanno ostacolato le aziende europee, in particolar modo dopo il crollo economico del 2008. Dalla ricerca emerge come l’enigma della produttività non si risolva perseguendo un’idea vaga di innovazione. La risposta all’enigma sta nella capacità delle aziende di introdurre tecnologie smart e di supportare i dipendenti nello sviluppo delle competenze necessarie a trarre da esse il massimo valore”.

 

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Still Grafix infrange il muro della stampa tradizionale

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Still Grafix è nota come un’azienda in grado di fornire diversi tipi di comunicazione: dalla progettazione grafica di loghi alla produzione digitale di un’ampia gamma di articoli.

Stefano Dotti, titolare dell’azienda, spiega: “Ci poniamo come punto di riferimento nell’intera area di Como, ma abbiamo molti clienti di altre zone, tra cui Milano. Per offrire servizi di qualità siamo molto attenti all’evoluzione tecnologica e Ricoh è un partner che ci aiuta a stare al passo con i trend e le nuove esigenze delle aziende”.

Un ulteriore salto tecnologico è stato compiuto con l’adozione di Ricoh Pro™ C7200X, soluzione a foglio dotata della quinta stazione colore per la stampa di colori speciali come ad esempio il bianco e il trasparente.

Per quanto riguarda il grande formato, Still Grafix ha scelto la soluzione latex Ricoh Pro™ L4160 che le ha consentito di ampliare l’offerta all’ambito della comunicazione visiva. Viene inoltre apprezzata la qualità degli inchiostri AR, composti da materiali completamente ecosostenibili.

Dotti conclude: “Il commercio elettronico è un’altra frontiera che vorremmo esplorare, magari creando offerte e prodotti verticali per crearci uno spazio in questo mercato. Ci affidiamo a Ricoh per le tecnologie performanti, ma anche per la qualità del supporto e dell’assistenza tecnica e per la sua capacità di individuare le soluzioni più adatte ad agevolare una crescita nel lungo termine. Possiamo così concentrarci sui nostri obiettivi di business e sulle esigenze dei nostri clienti”.

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Ricoh-DocuWare, è fatta!

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Ricoh, azienda leader giapponese nel settore delle stampanti, rafforza la propria offerta per il Digital Workplace acquisendo DocuWare, impresa che fornisce soluzioni per il document e workflow management, in modalità cloud e on premise, a oltre 12.000 clienti in 90 Paesi del mondo avvalendosi di una rete di 600 partner. 

David Mills, Corporate Senior Vice President, Ricoh Company Ltd, commenta: “Il nostro obiettivo è rafforzare l’offerta dedicata alle aziende che vogliono realizzare ambienti di lavoro digitalizzati. C’è una forte richiesta da parte dei nostri clienti di massimizzare il valore dei documenti e dei contenuti aziendali per supportare la crescita del business. L’accordo con DocuWare rappresenta un passo molto significativo per riuscire a soddisfare sempre meglio queste esigenze. Ora siamo in grado di fornire ulteriori funzionalità agli attuali clienti e alle aziende che ci sceglieranno in futuro”.Ricoh investe nei servizi per il Digital Workplace sia attraverso una crescita organica sia attraverso acquisizioni. DocuWare è in linea con la strategia di Ricoh volta a rafforzare l’offerta per la trasformazione degli ambienti di lavoro. La fine della trattativa dovrebbe perfezionarsi nel corso dell’estate 2019, appena ottenuta l’autorizzazione delle autorità garanti della concorrenza di Germania ed Austria e una volta completate le procedure previste.

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Montenegro, la produzione diventa più “lean”

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Il Gruppo Montenegro, leader di mercato indiscusso che vanta brand storici nel settore alimentare e degli alcolici, pone l’innovazione come priorità per crescere.

La forza dell’azienda, in attività dal 1885, sta infatti nel rinnovarsi continuamente senza mai stravolgere i propri valori originali. 

Il Gruppo, però, non si limita all’innovazione di prodotto, cioè al lanciare continuamente nuovi marchi, bensì anche a quella di processo. Attualmente ha sposato una filosofia di “lean production”, basata sul minimizzare qualsiasi forma di spreco fino ad annullarlo e riuscire a porre una base per l’Industria 4.0. Fondata, quest’ultima, a sua volta sull’introduzione di tecnologie innovative, puntando al miglioramento del processo lavorativo in ufficio. 

Roberto Mozzillo, Responsabile Security e Infrastruttura di Networking del Gruppo Montenegro interviene: «Il mio team ha il compito di promuovere l’innovazione mediante l’Information Technology. Il management del Gruppo ha sempre accolto positivamente le proposte migliorative e noi ci siamo tenuti al passo coi tempi, talvolta anticipandoli per non farci cogliere impreparati».

Questo leader di mercato, per intraprendere il viaggio nell’innovazione tecnologica, ha scelto Ricoh.

I risultati ottenuti sono importanti, soprattutto sul fronte della Collaboration, come evidenzia Mozzillo: «Sono rimasto davvero molto colpito dai proiettori verticali di Ricoh. Si tratta di dispositivi portatili che occupano pochissimo spazio, per cui sono ideali quando ad esempio capita di dover organizzare un incontro urgente in una sala non attrezzata. Tutti i colleghi hanno apprezzato moltissimo queste tecnologie e la nostra collaborazione con Ricoh si è subito allargata anche ad altri proiettori, sempre portatili, utilizzati dai nostri brand ambassador».

Grazie a Ricoh si possono proiettare presentazioni e video in modo semplice ed efficace. Queste tecnologie sono fondamentali per la promozione del Gruppo Montenegro nei locali di tendenza, dove operano i migliori bartender.

Nel 2018 il Gruppo ha abbracciato il Progetto Industria 4.0, rinnovando la gestione delle informazioni, passando da documenti cartacei a tablet muniti di Wi-Fi per la gestione in tempo reale delle attività.

Il Gruppo Montenegro si è interessato anche ad aumentare la produttività dei meeting, scegliendo le lavagne interattive Ricoh, mentre in passato gli schemi organizzativi, la distribuzione dei compiti e i promemoria venivano condivisi mediante documenti cartacei con tutti i rischi connessi alla perdita delle informazioni. Oggi non è più così, come spiega Roberto Mozzillo: «Utilizziamo le lavagne interattive Ricoh grazie alle quali possiamo inviare tali informazioni direttamente ai tablet wi-fi oppure archiviarle sul nostro cloud aziendale. Interessante è anche la possibilità, sempre tramite questi dispositivi, di scambiare dati e documenti tra i differenti siti produttivi. I miei colleghi del Team Quality Assurance si avvalgono delle lavagne interattive Ricoh anche per connettere gli operatori del controllo qualità e, considerati i vantaggi, l’utilizzo verrà senza dubbio esteso anche ad altri reparti».

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Ambiente, al via il Global SDG Action 2019

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Da tempo giugno è il mese che Ricoh dedica all’ambiente. Da quest’anno il focus si allarga per abbracciare i Sustainable Development Goals (SDG) definiti dalle Nazione Unite. In particolare, Ricoh si concentra su dieci dei diciassette SDG (“Salute e Benessere”, “Istruzione di Qualità”, “Parità di Genere”, “Energia Pulita e Accessibile”, “Lavoro Dignitoso e Crescita Economica”, “Imprese, Innovazione e Infrastrutture”, “Città e Comunità Sostenibili”, “Consumo e Produzione Responsabili”, “Lotta contro il Cambiamento Climatico”, “Partnership per gli obiettivi”). Ricoh vuole contribuire allo sviluppo sostenibile promosso a livello globale dalle Nazioni Unite e per questo ha integrato dieci obiettivi nella propria strategia di business e nella gestione ambientale delle proprie attività. 

Con il Global SDG Action 2019 Ricoh incoraggia i propri dipendenti in tutto il mondo a riflettere e agire a favore dell’ambiente, della lotta ai cambiamenti climatici e della risoluzione di importanti questioni sociali. 

Tra le iniziative europee previste per il mese di giugno vi è la “Step it up Challenge”, una sfida a cui possono partecipare i dipendenti di tutta Europa: l’obiettivo è compiere il maggior numero di passi nel corso del mese di giugno. Ad ogni partecipante è richiesta una piccola quota di iscrizione e l’intero importo raccolto verrà donato ad enti di beneficienza. 

Oltre a coinvolgere i propri dipendenti nella “Step it up Challenge” e a spegnere l’insegna delle sedi di Vimodrone (Milano) e Padova, Ricoh Italia ha organizzato una giornata a ‘km 0’ in collaborazione con la società di ristorazione della mensa aziendale per cui, ad esempio, verranno acquistati prodotti da aziende agricole del territorio e verranno privilegiati i prodotti di stagione. Inoltre, Ricoh Italia organizza per le proprie persone un contest fotografico i cui temi si riallacciano agli obiettivi delle Nazioni Unite. Infine, anche i dipendenti italiani sono invitati a condividere i propri comportamenti in linea con gli SDG mediante il database “Eco-pledge” creato da Ricoh Tokyo diventando così promotori dell’impegno verso la sostenibilità. 

Racconta Davide Oriani, ceo di Ricoh Italia: «Il Global SDG Action 2019 conferma ancora una volta il nostro impegno verso la responsabilità e l’innovazione sociale. Puntiamo da sempre alla realizzazione di un business sostenibile. Indirizziamo la nostra attenzione alle comunità in cui operiamo per contribuire concretamente al loro sviluppo, con una particolare attenzione alle nuove generazioni. In merito a questo ultimo aspetto, vorrei citare il ‘Premio Ricoh per giovani artisti contemporanei’, una iniziativa culturale che da ormai nove anni aiuta i giovani a farsi strada e ad emergere nel mondo dell’arte».

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Karina Castorani Gosteva vince il Premio Ricoh 9

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Si è conclusa la nona edizione del Premio Ricoh, con la consacrazione dei vincitori presso il Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano.

Karina Castorani Gosteva, 29 anni, laureata all’Accademia Naba di Milano, si aggiudica il traguardo di vincitrice assoluta con l’opera Meduse Quantiche, una stampa digitale su carta fotografica di cotone su “DI BOND” mm 3 con dettagli in effetto dorato.

Da nove anni, il Premio Ricoh si propone di dare una forte visibilità agli artisti under 40, i quali devono esprimere attraverso le loro opere i valori dell’azienda che si concentrano sull’innovazione e la responsabilità sociale d’impresa.

Tra oltre 500 candidature, sono state scelte 29 opere finaliste di cui solamente quattro (oltre il vincitore assoluto) hanno ottenuto un premio per la categoria di appartenenza.

Il “Ricoh”, infatti, viene suddiviso in: Pittura-disegno-grafica, scultura-installazione, fotografia-video-digital art e, ormai da due edizioni, la categoria “Pop Art”, la quale si differisce nell’essere trasversale tra le altre tre.

I vincitori della nona edizione del Premio Ricoh rispettivamente per le categorie elencate sono;

  • Melissa Marinozzi per la prima sezione, con un’opera senza titolo
  • Andrea Agati per la categoria scultura, opera anch’essa senza titolo sotto modello di scatola
  • Fabiola Vizzini con la fotografia “Amarcord”
  • Oriana Galopin per la categoria “trasversale”, con l’opera “Green Grass”
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Il 14 e 15 giugno a Piana di Sorrento appuntamento con la prima edizione dell’Italian Export forum

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Dal Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, al Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, all’Amministratore delegato e direttore generale di SACE Alessandro Decio, da Pasquale Salzano, ambasciatore italiano in Qatar a Ernesto Lanzillo, Senior Partner di Deloitte e Private & Family Business Leader dell’area Central Mediterranean a Matteo Zoppas, del Gruppo Acqua San Benedetto e Mario Gasbarrino, presidente e amministratore delegato di Unes Supermercati a Beniamino Quintieri, Presidente di SACE.

Sono oltre 40 i top manager e i rappresentanti istituzionali che animeranno il 14 e 15 giugno, nella splendida Villa Fondi de Sangro a Piano di Sorrento (Napoli), la prima edizione dell’Italian Export Forum, il primo forum specificamente pensato per riunire il mondo dell’export italiano, che avrà SACE SIMEST (Gruppo Cdp) come main partner tecnico ed il supporto di ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, Deloitte, Edelman e la Lega del Filo d’Oro come Charity partner.

L’Italian Export Forum sarà una vera e propria “Cernobbio dell’export”, nata da un’idea dell’imprenditore campano Lorenzo Zurino attivo da oltre dieci anni nella distribuzione di prodotti food negli Usa e premiato a marzo scorso dalla NIAF – la più importante fondazione degli italo-americani come miglior imprenditore under 35, finalizzata a creare uno spazio di analisi, discussione proposta concreta per un settore che nel 2018 in Italia ha pesato per circa 463 miliardi di euro (fonte: MISE). Lo IEF porterà per la prima volta nel Mezzogiorno alcuni tra i più importanti attori legati all’export Made in Italy ed impegnati nei più svariati settori, da quello bancario a quello della moda, dalle fiere all’ enogastronomia.

I numerosi top manager e rappresentanti istituzionali presenti si confronteranno tra loro in sessioni plenarie, tavoli tematici, focus di approfondimento e incontri bilaterali sui principali temi che caratterizzano la promozione del Made in Italy all’estero e sulle criticità affrontate dalle aziende esportatrici. Al forum potranno iscriversi gratuitamente aziende interessate a migliorare la loro proiezione all’estero o quelle che intendono affacciarsi sui mercati internazionali.

Tra i temi trattati, “Opportunità e passaggi essenziali per i mercati esteri nel settore food”, un comparto che vale il 7% dell’export italiano, ma con un tasso di crescita negli ultimi 10 anni di oltre il 70% e una brillante performance anche negli anni della crisi economica. Interessante anche “Strumenti di posizionamento del Made in Italy e del Made in Campania legati al mondo della moda”, un focus curato da SACE SIMEST su come concludere un affare di successo all’estero. Non mancherà una sessione plenaria dedicata alla “Diplomazia economica nella conoscenza e nell’approccio a nuovi mercati”. Ogni sessione plenaria e workshop di approfondimento vedrà la creazione di un libro bianco redatto dall’ISPI.

Lo IEF punta ad aiutare concretamente le aziende italiane a migliorare la penetrazione del Made in Italy sui mercati e sarà una sintesi tra un “ecosistema” di concezione inedita ed un think-tank, composto da un grande evento annuale, un osservatorio permanente ed una piattaforma web di scambio virtuale, il tutto destinato a sviluppare analisi, confronti, discussioni dedicate specificamente all’export Made in Italy e ai suoi attori principali.

Al progetto hanno aderito realtà quali il Ministero degli affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso la Direzione Sistema Paese, Confindustria, CNA, l’Ambasciata d’Italia in Qatar tutte con grande esperienza sui mercati internazionali e con le quali le aziende potranno interagire direttamente.

Obiettivo del forum è la costituzione di una grande alleanza finalizzata a dare alla promozione del Made in Italy l’attenzione che merita da parte dei decisori e dell’opinione pubblica del paese ed un contributo qualitativamente elevato in termini di analisi e soluzioni concrete alle aziende che esportano e a quelle che intendono farlo.

Racconta Lorenzo Zurino, presidente dello IEF e fondatore e CEO di The One Company : «L’export costituisce un settore strategico e trainante per l’economia italiana, ma nel nostro paese manca attualmente un momento di confronto dal respiro nazionale tra soggetti pubblici e privati, sia italiani che internazionali, per analizzare i problemi e indicare soluzioni concrete legate alla promozione delle aziende italiane all’estero. L’Italian Export Forum è nato per colmare questo vuoto e costituisce quindi un inedito assoluto nel panorama economico e istituzionale italianoLa scelta del Sud non è casuale perché credo che il Mezzogiorno possa trovare nell’export una chiave fondamentale per la propria crescita e per la valorizzazione delle sue tante eccellenze»,

Continua il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: «L’Italia è la seconda manifattura d’Europa dopo la Germania ed esporta beni e servizi in tutto il mondo per complessivi 550 miliardi di euro. Non a caso la nostra industria è prima, seconda o terza in otto settori su dodici a livello internazionale: il che la dice lunga sulla qualità delle produzioni nazionali perché dove c’è equilibrio, bellezza e tecnologia entra in gioco l’Italia. Fare un punto su un fenomeno così importante per l’economia del Paese è molto utile e per questo guardiamo con favore alla nascita dell’Italian Export Forum e all’avvio della sua prima edizione a Sorrento. Una scelta emblematica che premia il nostro Mezzogiorno chiamato a partecipare con sempre maggiore convinzione alla crescita del Paese».

Aggiunge Pasquale Salzano, Ambasciatore italiano in Qatar: «Ho accettato con piacere l’invito degli organizzatori della prima edizione dell’Italian Export Forum che si terrà a Piano di Sorrento perché ritengo sia un’iniziativa utile, anzi preziosa soprattutto per le piccole e medie aziende italiane che costituiscono la spina dorsale della nostra economia. I mercati esteri rappresentano delle opportunità uniche di crescita e sviluppo per la piccola impresa e istituzioni come Simest e SACE sono essenziali per accompagnare e rafforzare tali processi di presenza coordinata all’estero. È necessario tuttavia che le scelte di internazionalizzazione da parte degli attori economici vengano operate con consapevolezza e conoscenza non solo delle opportunità e dei vantaggi esistenti, ma anche delle difficoltà e delle problematiche potenzialmente presenti in mercati spesso molto competitivi e selettivi. Le nostre imprese e i nostri artigiani costituiscono nella maggior parte dei casi delle autentiche eccellenze ma ciò di per sé non basta; per vincere bisogna essere in grado di comprendere le specificità dei mercati ai quali ci si rivolge e adattarsi e prepararsi per centrare l’obiettivo. Iniziative come questa dell’IEF sono particolarmente utili perché consentono di mettere insieme esperienze e visuali diverse e complementari, con un taglio pratico e concreto che permette alle imprese di operare scelte consapevoli e ponderate e quindi, in ultima analisi, vincenti». 

Da parte sua, Vincenzo De Luca, Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha detto: «Il processo di internazionalizzazione delle nostre imprese è fondamentale, ma si presenta come un cammino complesso, su cui pesano scenari geopolitici ed economici non sempre facilmente prevedibili. Questa complessità richiede una strategia coordinata da parte delle istituzioni preposte all’internazionalizzazione del Paese. La Farnesina e la rete diplomatico-consolare contribuiscono a questa strategia, aiutando le imprese nel loro percorso grazie a un importante lavoro di sostegno istituzionale e market intelligence».

«Siamo molto felici di essere partner tecnici di questo primo Italian Export Forum, una nuova iniziativa ad alto valore strategico che sono certo offrirà un’importante occasione di confronto per dare voce e sostegno al mondo dell’export, motore fondamentale dell’economia del nostro Paese, che da solo contribuisce a quasi un terzo del Pil», ha convenuto Alessandro Decio, Amministratore Delegato e direttore generale di SACE, «Come SACE SIMEST siamo in prima linea in questa direzione, con oltre 28 miliardi di euro mobilitati a sostegno delle imprese italiane sui mercati esteri nell’ultimo anno, in crescita a due cifre per il terzo anno consecutivo. Siamo pronti a fare ancora di più e siamo certi che iniziative come questa dell’Italian Export Forum e lo stimolo continuo delle tante eccellenti imprese italiane ci aiuterà a fare sempre di meglio».

Paolo Magri, Vice Presidente Esecutivo e Direttore dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, dichiara: «Nato 85 anni fa proprio grazie al supporto di un gruppo di imprenditori e oggi forte di una membership che conta oltre 70 aziende associate, tra cui le principali imprese italiane, ISPI da sempre dedica un’attenzione significativa – che lo contraddistingue fra i think tank italiani ed è tipica invece di quelli anglosassoni – all’elaborazione di analisi e scenari a supporto dell’internazionalizzazione del Sistema Paese L’obiettivo è di offrire alle imprese una chiave di lettura geopolitica e geoeconomica per un mondo in continuo e rapido cambiamento. Per far questo è cruciale la partnership con istituzioni come Sace e iniziative come l’Italian Export Forum che, mettendo insieme competenze e approcci diversi ma tra loro strettamente complementari, aiutano le aziende italiane ad aprirsi ancora di più al mondo».

«L’internazionalizzazione è una sfida e un fattore di crescita e sviluppo fondamentale per la competitività delle nostre imprese, in particolare della PMI. In questo momento storico, ‘aprire i propri confini all’estero’ può rappresentare un’alternativa alla stagnazione del mercato interno; ciononostante, considerato anche il contesto internazionale incerto, il percorso di internazionalizzazione non può prescindere da un’analisi mirata dello scenario globale. Il nostro studio -Le fiere come strumento di internazionalizzazione del Made in Italy – rappresenta una testimonianza della grande attenzione che dedichiamo alla tematica e infatti ha avuto anche un risvolto pratico importante, contribuendo alla introduzione di una specifica norma nel “Decreto Crescita”, che prevede l’agevolazione fiscale del credito d’imposta per la partecipazione delle PMI alle manifestazioni fieristiche internazionali di settore», ha dichiarato Ernesto Lanzillo, Senior Partner di Deloitte e Private & Family Business Leader dell’area Central Mediterranean (Italia, Grecia, Malta).

Conclude Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro: «Ringrazio Lorenzo Zurino, Presidente dell’IEF e amico della Lega del Filo d’Oro, per averci dato l’opportunità di essere Charity Partner di questo importante evento dedicato al settore dell’export Questa è una preziosa occasione per accreditare l’Associazione presso un qualificato panel di stakeholder istituzionali ed economici di livello internazionale e promuovere l’attività della Lega del Filo d’Oro a supporto delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e delle loro famiglie».

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