Design & Arte

Per Fran Bull sala personale alla Biennale

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Fran Bull, la grande artista americana, che ha debuttato in Italia lo scorso 4 ottobre inaugurando a Milano lo Spazio Loa, Laboratorio open art, è ora presente alla Biennale di Venezia con una sala personale, a Palazzo Zenobio, sede del Padiglione Armenia. L’ha voluta il critico Giorgio Grasso, curatore del padiglione armeno, che aveva incontrato Fran proprio allo Spazio Loa.

La pittrice e scultrice americana, che vive e lavora a Brandon, nel Vermont, ha portato tre grandi installazioni della serie Stations, caratterizzata da figure gigantesche, che ricordano la mitologia greca, più nel suo elemento di caos dionisiaco, che in quello di armonia classica apollinea. «Questa serie di lavori va letta come un libro, un romanzo, in cui descrivo realtà e sogni della mia vita», ha detto Fran Bull, in occasione della presentazione della mostra in Biennale, che resterà in cartelo sino alla conclusione della rassegna Veneziana, il 26 novembre.

A completare l’esposizione, nella sala personale dedicata dalla Biennale all’artista, verranno esposti nei prossimi giorni altri due lavori, due grandi monocromi (uno rosso e uno blu) attualmente allo Spazio Loa.

In Italia il Maestro Bull è rappresentata da ArtRelation di Milo Goj

 

 

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Le farfalle di Giuditta Rustica all’Umanitaria di Milano

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Si inaugura giovedì 1 giugno, presso il Chiostro della memoria e la Sala Cinema della Società Umanitaria di Milano, “Vanessa’s Room”, mostra personale della giovane artista messinese Giuditta Rustica, curata da Milo Goj.

Una raccolta di una ventina di disegn a matita e tecnica mista su carta che resterà in cartello sino al 15 giugno.

L’atmosfera della straordinaria mostra può ricordare le sensazioni gotiche e inquietanti della Mitteleuropa e della Germania tra le due guerre del secolo scorso. Tra chi ha visitato la mostra in anteprima non è mancato chi ha citato le pellicole del grande Fritz Lang.

Come scrive nel catalogo Mosé Previti: «Giuditta R è una giovane artista siciliana che vive fuori dall’Italia da diversi anni. Oggi risiede a Berlino dove lavora con l’attenzione della critica e dei collezionisti. La sua lontananza dalla città è un valore, per certi versi una garanzia del suo talento, e, forse, anche uno sprone per chi si occupa di arte nel piccolo mondo messinese. La  produzione di Giuditta   si articola intorno ad una ricerca ormai consolidata. Ricerca tematica intorno a uno specifico immaginario con una tecnica precisa. I suoi lavori potrebbero essere inseriti nella categoria del ritratto, ma non si tratta di effigi naturalistiche o leziose, e non sappiamo il nome delle persone che popolano le sue opere. L’umanità rappresentata è sottoposta a un principio di distorsione espressionista, quasi caricaturale, ma il presupposto di questo esito formale è una intensa volontà di interrogare la natura umana. Molti dei personaggi rappresentati sembrano dei bambini, o degli adulti divenuti inquietanti pupazzi».

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Collezioni private, parte bene l’asta di Charitystars

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Si chiama “Collezioni private”, è una nuova asta di arte moderna e contemporanea, lanciata da www.charitystars.com piattaforma specializzata nell’organizzare aste benefiche per associazioni non profit, con l’aiuto di vip di vari settori. L’auction, partita a fine novembre, si è conclusa appena prima di Natale, registrando un notevole successo. Il risultato migliore è stato ottenuto dal leader dell’azionismo viennese, Hermann Nitsch. Il suo “Schuttbild”, olio su tela del 2007, di cm. 100X80, è stato aggiudicato a quasi 18mila euro (diritti compresi). Al secondo posto, il type visual “M”, di Lorenzo Marini, una delle opere più contese che, dopo un appassionante batti e ribatti di offerte è stato venduto a poco meno di 6mila euro. Hanno ricevuto offerte anche altre opere presentate, come due tele anni Settanta di Tano Festa, una natura morta di Giovanfrancesco Gonzaga, un nudo di Guido Pajetta, un’installazione luminosa di Marco Lodola e un “Alfabeto” di Dadamaino.

L’asta presentava anche alcuni notevoli esempi di arte moltiplicata. Tra questi hanno trovato forte riscontro la scultura “moraviana” in legno “Lui” di Mario Ceroli e “America”, una rara grafica di Mimmo Rotella.

Charitystars.com ha deciso che Collezioni private diventi un appuntamento fisso. La prossima asta è prevista per il prossimo febbraio. Un vantaggio per i collezionisti: a differenza delle aste tradizionali, che impongono all’acquirente un costo aggiuntivo a quello di battuta (la cosiddetta buyer commission) che si aggira sul 30%, la commissione di “Collezioni private” di Charitystars è pari soltanto al 15% (più Iva).

 

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Lorenzo Marini, da Art Basel Miami alla Permanente di Milano

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«Il cambio del paradigma dell’alto che diventa basso (pop) vale anche col

suo opposto, cioè nell’innalzare il quotidiano a livello artistico. In

questo caso il quotidiano è il type, liberato dalla sua componente

ossessivamente funzionale e riproposto nella sua area visual

desemantizzata». Queste, secondo le parole dell’autore, le premesse concettuali di “Type visual”, la personale di Lorenzo Marini che si inaugura giovedì 6 ottobre, presso il Palazzo della Permanente di Milano, in via Turati 34, con cui il Maestro presenta l’ultima evoluzione del suo percorso creativo: l’esaltazione della ricerca dell’alfabeto e più specificamente delle font dei caratteri grafici. Marini, che oltre a essere un artista è uno dei più noti art director a livello internazionale, continua cosi: «L’intenzione estetica soggiacente riemerge con energia dal territorio delle grammatica. Gli spazi di una singola lettera diventano pretesto per meditare, approfondire, reinterpretare ogni singola lettera. Un intero alfabeto seguito dove ogni singola lettera occupa un metro per un metro di tela e viene celebrata, illustrata, rielaborata secondo il solo criterio

dell’architettura degli spazi. Ricerca presente in tutto il mio lavoro artistico. Qui la mappatura dei pieni e dei vuoti si rivolge dentro il cerchio, il triangolo e il

quadrato, che sono le macro geometrie cataloganti il font tipografico.

Per la prima volta uso il colore, ma poi lo ricopro con la neve del

bianco. Per frapporre tra l’opera e lo sguardo del pubblico una sorta di

silenzio preservante».

La personale di Marini, presentata dal critico e conduttore televisivo Giorgio Grasso, già co-curatore della Biennale di Venezia del 2011, proseguirà per tutto il mese d’ottobre.

Marini vanta una apprezzata presenza anche negli States. Lo scorso dicembre ha esposto 8 opere a Miami nella settimana di Art Basel, la più importante fiera d’arte americana. Tra le sue ultime attività spicca una personale in contemporanea, lo scorso aprile, presso gli spazi eventi dei Megastore Mondadori Duomo e Marghera, a Milano (nell’ambito del Progetto St-Art, l’artista del mese) e la Gallery Center Soho di New York. Mentre in luglio è stato presente, unico autore italiano, con 7 dipinti in una collettiva presso la George Bergèr Gallery New York, la galleria che lo rappresenta negli Stati Uniti.

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L’Aura di Alberto Di Fabio illumina l’autunno milanese

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Milo GojWritten by:

Inizio autunno all’insegna degli acrilici di Alberto di Fabio per la “Luca Tommasi Arte contemporanea”. La galleria milanese ha inaugurato lo scorso 22 settembre “Aura”, personale del 50enne artista abruzzese, che sarà in cartello sino al 19 novembre. In mostra una decina di recenti acrilici su tela, di medio e grande formato e una selezione di piccole opere su carta.

Pur poco presente alle aste (meno di una ventina, finora, le opere dell’artista battute nelle principali case d’auction), Di Fabio può contare su collezionisti importanti. Del resto vanta esposizioni prestigiose: Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, Estorick Collection di Londra, Cern di Ginevra, Mart di Rovereto; Macro di Roma. Fa parte inoltre della scuderia di Larry Gagosian a New York, città dove vive e lavora per gran parte dell’anno (per la restante fa capo a Roma).

La sua pittura si potrebbe, genericamente definire astratta, ma si basa su precisi spunti iconografici e tematici. In un dialogo serrato tra macro e microcosmi, la proliferazione di forme che caratterizza le sue tele fa riferimento al mondo della fisica e dell’uomo, mettendoli in relazione con lo spazio cosmico. Tra gli spunti che si sono succeduti nei recenti cicli dell’artista, i paesaggi montuosi come simbolo di elevazione mentale (nella mostra alla Fondazione Menegaz di Castelbasso, 2014); il cosmo e l’ambizione sublime di poterlo percorrere (Macro, Roma, 2015); il dialogo con la cultura umanistica del Rinascimento (nella mostra Cosmic gate, diffusa in vari luoghi storici di Ferrara – giugno-luglio 2016).

 

Nelle opere presenti alla Luca Tommasi, l’artista si concentra sul soggetto umano: lo spunto poetico sono «le potenzialità della mente, la sua aura e il suo magnetismo!, come dice lo stesso Di Fabio. Riferendosi simbolicamente a discipline tanto diverse come scienza, matematica, religione, filosofia e poesia, «i dipinti invocano una riconciliazione tra pensiero razionale e attività istintiva e creativa, tra emisfero sinistro e destro del cervello».

Sul piano stilistico, i lavori esposti rappresentano un’ulteriore evoluzione nella poetica di Di Fabio: il segno si inserisce armonicamente in una trama pittorica ancor più sviluppata e lavorata che in passato. Ma lo slancio creativo è sempre sostenuto da una struttura rigorosa: i contrasti di cui vive la sua pittura -tra pieni e vuoti, luce e buio, segno incisivo e gesto pittorico – danno vita infatti a un linguaggio sistematico, come un alfabeto da decifrare che ricorre di dipinto in dipinto.

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“Mantova da colorare”, il primo progetto editoriale di Federica Aiello Pini  

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Enrica GoverniWritten by:

E’ in uscita  il primo progetto editoriale di Federica Aiello Pini, “Mantova da colorare. Colouring Book” – pubblicato da Il Rio Edizioni -, una raccolta di illustrazioni che sarà in libreria poco prima del Festivaletteratura e  che ha ottenuto i loghi di “Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016”, “Comune di Mantova”, “UNESCO”  e “Mantova e Sabbioneta Patrimonio Mondiale”.

Questo libro di Federica, giovane pittrice nata a Parma ma vissuta a  Mantova, e che ora vive e lavora tra Italia e Panama, farà parte di una collana che toccherà diverse città nel mondo (Panama è già in lavorazione) riproponendone in maniera giocosa luoghi, paesaggi, edifici storici, personaggi, piante e cibi tipici.

E’ pensato per chi ama dedicarsi ad attività creative o beneficiare dell’effetto rilassante dell’atto di colorare, ma anche per chi vuole semplicemente un ricordo della città: le sue pagine sono infatti cartoline staccabili, che il lettore può incorniciare oppure spedire a qualcuno.

Per saperne di più: www.federicaaiellopini.com

 

 

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Lorenzo Marini in mostra a New York

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Milo GojWritten by:

Un altro traguardo per l’arte visiva di Lorenzo Marini negli Stati Uniti. A poche settimane dalla sua mostra alla Gallery Center di Manhattan, in contemporanea con St-Art Mondadori Milano come artista del mese (Aprile), i suoi lavori sono stati notati da uno dei più grandi e importanti galleristi di contemporary art di Soho, George Bergèr. Così, per tutto il mese di luglio, sette dipinti del maestro saranno esposti al 462 West Broadway: Marini sarà l’unico artista italiano a essere rappresentato da questo famoso gallerista che ha come obiettivo quello di connettere collezionisti, investitori e artisti.

Le opere esposte sono state realizzate nello studio di Los Angeles di Marini. Rispetto ai lavori con cui si è presentato al pubblico italiano, la monocromia del bianco lascia lo spazio a campiture cromatiche vibranti e vivaci. Sempre alla ricerca del concetto dietro la forma e dunque scavando nelle architetture degli spazi, Lorenzo Marini si interroga sui temi della dualità universale, della dinamica delle forze naturali. Ma continua anche la ricerca degli Advisual, dove la pubblicità viene spogliata da ogni semantica per apparire nella sua forma scheletrica di catalogazione spaziale.

Dopo dieci esibizioni in Musei e spazi pubblici e la presenza all’ultima ArtBasel Miami, il tutto nello spazio di soli due anni(da quando cioè Lorenzo Marini ha deciso di rendere pubblico il suo lavoro silenzioso di un ventennio) la mostra alla George Bergèr Gallery New York rappresenta un traguardo importante.

Dopo la pausa estiva Marini presenterà in anteprima a Milano la sua nuova tematica TypeVisual, una ricerca sulla bellezza dell’alfabeto, con una personale dal 3 al 30 ottobre alla Permanente di via Turati a Milano. I collezionisti di attimi sono avvisati.

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Mercato dell’arte, da Christie’s semaforo verde

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Milo GojWritten by:

L’asta milanese del 5/6 aprile ha lanciato segnali positivi. Ma cosa c’è dietro il risultato monstre di Festa?

Un osservatore superficiale, che si limitasse a leggere le aride cifre, potrebbe dedurre che l’ultima asta milanese (e unica asta italiana per il moderno e contemporaneo del 2016) di Christie’s sia andata male: 4 lotti invenduti (o ritirati) contro il 100% di venduto del corrispondente appuntamento del 2015, che aveva realizzato un totale di aggiudicazioni superiore a 18 milioni di euro, contro i 13,6 milioni  scarsi di quest’anno.
Ma se la matematica non è un’opinione, le cifre, come diceva Enrico Cuccia a proposito delle azioni, non vanno contate, bensì pesate. Innanzitutto, considerando le opere in asta, il risultato è soddisfacente. Ogni seduta fa storia a se, non è che due aste presentino gli stessi lotti. Un confronto strettamente aritmetico rischia di essere poco significativo.
Quello che conta, è il segnale lanciato.
Diciamo le cose come stanno. In Italia da qualche anno il mercato del moderno si è spaccato in due. Da una parte il figurativo è crollato, con autori che fino a poco tempo fa erano considerati delle star e che oggi faticano a essere accettati dalle regine dell’auction, la stessa Christie’s e Sotheby’s. Basti pensare a  Mario Sironi e allo stesso Giacomo Balla. Dall’altro le avanguardie informali (in senso lato e a volte improprio, mettiamoci dentro, ad esempio, la Scuola di Piazza del Popolo che, come tutta la pop art in senso stretto è per lo più figurativa) hanno registrato exploit incredibili, che hanno tenuto alto l’interesse e il giro d’affari del settore. A fianco di maestri consolidati, che sono continuati a crescere (il sommo Lucio Fontana, Enrico Castellani) ve ne sono stati altri che hanno moltiplicato i propri prezzi in breve tempo. Primo tra tutti, Paolo Scheggi.
Lo scorso novembre, l’asta milanese di Sotheby’s aveva segnato però un rallentamento per alcuni autori che nei mesi precedenti avevano messo il turbo. Per restare a Scheggi, l’artista fiorentino scomparso a soli 30anni, nel 1971, aveva deluso. Ci si aspettava un ulteriore salto in avanti, e invece  le sue opere in asta hanno faticato molto. L’appuntamento primaverile di Christie’s rappresentava quindi un banco di prova che è stato superato da Scheggi e da altri nostri autori degli anni ’50, ’60 e ’70.

Insomma, al di là delle aride cifre, l’asta ha ridato ottimismo, mostrando che il trend di crescita continua.
A sorprendere è stato però un autore di Piazza del Popolo, Tano Festa. L’artista aveva già destato scalpore a Sotheby’s novembre 2015, quando il suo lavoro “Al livello del mare. Studio numero 2”, proposto con una stima tra 50 e 70.000 euro, era stato aggiudicato per 145.000 euro  (177.000 con  i diritti.), segnando un nuovo record per l’artista. Record polverizzato a Christie’s: “Via Veneto 2” maxi opera in legno, carta e tempera su tela del 1961 di cm. 150X180, è arrivata a 410mila euro. L’acquirente, quindi, con i diritti d’asta, ha speso 517.800 euro. Da notare che la stima andava da 60 a 90mila euro. Ma come ha fatto un artista che fino a un anno fa faticava a essere venduto a qualche decina di migliaia di euro a raggiungere questa vetta? Senz’altro Festa ha goduto di una rivisitazione critica fortemente positiva, insieme ad altri autori del pop italiano. Ma questo non basta certo a giustificare un exploit di mercato, che molti hanno visto come frutto di un movimento speculativo organizzato a tavolino. In altre parole, un’azione concertata per portare alle stelle le opere di Festa. Meg-Portrait si propone di andare a fondo su questa vicenda. Per il momento possiamo anticipare che si vocifera che a puntare pesantemente su Festa sia stato uno dei più noti operatori del settore, il cui head quarter si trova a New York, con sedi in città di tutto il mondo, Italia compresa.

 

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