Design & Arte

Karina Castorani Gosteva vince il Premio Ricoh 9

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Si è conclusa la nona edizione del Premio Ricoh, con la consacrazione dei vincitori presso il Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano.

Karina Castorani Gosteva, 29 anni, laureata all’Accademia Naba di Milano, si aggiudica il traguardo di vincitrice assoluta con l’opera Meduse Quantiche, una stampa digitale su carta fotografica di cotone su “DI BOND” mm 3 con dettagli in effetto dorato.

Da nove anni, il Premio Ricoh si propone di dare una forte visibilità agli artisti under 40, i quali devono esprimere attraverso le loro opere i valori dell’azienda che si concentrano sull’innovazione e la responsabilità sociale d’impresa.

Tra oltre 500 candidature, sono state scelte 29 opere finaliste di cui solamente quattro (oltre il vincitore assoluto) hanno ottenuto un premio per la categoria di appartenenza.

Il “Ricoh”, infatti, viene suddiviso in: Pittura-disegno-grafica, scultura-installazione, fotografia-video-digital art e, ormai da due edizioni, la categoria “Pop Art”, la quale si differisce nell’essere trasversale tra le altre tre.

I vincitori della nona edizione del Premio Ricoh rispettivamente per le categorie elencate sono;

  • Melissa Marinozzi per la prima sezione, con un’opera senza titolo
  • Andrea Agati per la categoria scultura, opera anch’essa senza titolo sotto modello di scatola
  • Fabiola Vizzini con la fotografia “Amarcord”
  • Oriana Galopin per la categoria “trasversale”, con l’opera “Green Grass”
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”Inuman Anomalia” al ME Milan Il Duca

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Enrica GoverniWritten by:

 

”Inuman Anomalia”, una personale dedicata a Silvia Bertocchi, in mostra fino al 15 giugno al ME Milan Il Duca, 5 stelle lusso, nel cuore di Milano.  Prosegue il ricco programma culturale “The Culture Collective” che spazia tra varie discipline come pittura, recitazione, scrittura, danza e poesia. L’esposizione presenterà un percorso multidisciplinare tra elementi espressivi differenti, testimonanza di un mondo surreale che trae ispirazione dalla varietà della vita quotidiana, nato mescolando tecniche e materiali su tela e legno. Si racconta con la poesia, si spiega con la pittura, un’occasione preziosa anche per scoprire come la Sardegna, terra natale dell’artista, sia punto di riferimento importante e fonte di ispirazione costante, fonte e origine anche della sua passione per la pittura.

 

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Flavia Tibaldi, aste di arte visiva pro gatti abbandonati

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Londra, Flavia Tibaldi ha dato vita a un interessante progetto per finanziare gli istituti che si occupano di gatti abbandonati. Si basa sui proventi di aste di quadri e sculture e, in generale, di arte visiva.

In particolar modo, verrà coinvolto il Battersea Cats and Dogs, una struttura molto popolare in UK. Fondata nel 1860, ospita attualmente 220 cani e 260 gatti. In tutti questi anni ne ha curati, aiutati e dati in adozione oltre 3 milioni. Il suo successo è tale che anche la Famiglia reale è coinvolta nel finanziamento e in diverse iniziative del Battersea. L’istituzione conta 400 dipendenti, oltre a 1.200 volontari che si occupano degli animali sino al momento in cui vengono adottati o affidati.

Flavia Tibaldi organizzerà piccole aste tra privati, con opere d’arte che, possibilmente, abbiano un richiamo agli animali, con la partecipazione di Batteresea Cats and Dogs, cui andranno i proventi delle auctions.

Data prevista per la partenza del progetto. Il prossimo giugno.

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Acluofobia di Marco Bersanetti al Loa di Milano

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Si intitola Acluofobia. E’ la personale che l’artista di Parma Marco Bersanetti inaugura allo Spazio Loa (Laboratorio Open art) di Milano mercoledì 27 marzo.

Classe 1986, finalista nel 2018 alla 8a edizione del Ricoh, uno dei più prestigiosi premi per giovani pittori, scultori e fotografi contemporanei, Bersanetti è uno degli artisti italiani più interessanti della sua generazione.

Qual è il modo migliore per combattere la paura del buio, se non quello di usare il colore…” Con questa frase Bersanetti, che predilige l’utilizzo di colori vivaci, vicini all’espressionismo astratto americano, spiega il titolo della sua personale (Acluofobia, dal greco aclus, oscurità e fobia, paura, significa appunto paura del buio).

Tra gli apprezzamenti ricevuti dal giovane maestro emiliano spicca quella di Vittorio Sgarbi, al quale in occasione di un suo incontro pubblico è stata donata un’opera. 

Quest’anno Bersanetti partecipa anche al premio Eccellenza Europea delle arti esponendo un’opera a Roma nel mese di febbraio, a Barcellona nel mese di aprile e a Parigi nel mese di giugno.

La mostra del Loa, organizzata in collaborazione con ArtRelation di Milo Goj, grazie anche all’intervento di tre aziende sponsor, Barbuti&Bertinelli, Bercella e Nuova Faber, viene presentata dal critico e storico dell’arte Giorgio Gregorio Grasso. Presidente della Fondazione Arte Contemporanea, Grasso è stato due volte curatore alla Biennale di Venezia, nel 2011 al Padiglione Italia e nel 2017 al Padiglione Armenia.

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Costituito l’Archivio Antonio Meneghetti

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Lo scorso 13 novembre è stato costituito l’Archivio “Opera Omnia Antonio Meneghetti”. E’ conservato a Lugano, presso la Fondazione di Ricerca Scientifica ed Umanistica Antonio Meneghetti.

L’Archivio si propone la tutela e la valorizzazione dell’opera di Antonio Meneghetti. Cura l’archiviazione delle opere artistiche e letterarie del materiale storico, pubblicazioni relative a mostre ed eventi, libri, rassegne stampa, materiale fotografico ed epistolari. L’Archivio recepisce anche le opere artistiche già catalogate nella raccolta in tre volumi dal titolo “Antonio Meneghetti opere 1965-2012”, stampata nel mese di Novembre 2012.

Nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1936 e scomparso a Faxinal do Soturno, Rio Grande do Sul, in Brasile, nel 2013, Meneghetti è stato uno studioso attivo in diversi campi, dalla formazione alla sociologia, dal management all’arte. E’ stato insignito tre volte del Premio Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana (1980, 1987 e 1989).

Ha creato una corrente di pensiero chiamata Ontopsicologia, la cui declinazione nell’arte visiva ha preso il nome OntoArte.

Convinto sostenitore della lezione dell’umanesimo fiorentino (i cui quattro pilastri fondamentali sono: Vita attiva, Socialità, Libertà e, soprattutto, Dignità dell’uomo), contrariamente al pensiero dominante della seconda metà del Novecento, che enfatizza gli aspetti concettuali della contemporary art, privi di ogni vincolo e aspirazione estetica, Meneghetti teorizza invece la riscoperta della bellezza e dell’armonia quale presupposto fondamentale di un’opera d’arte. Secondo l’insegnamento dell’umanesimo fiorentino, Antonio Meneghetti considera, come motivo ispiratore del suo percorso artistico, l’uomo posto al centro dell’esistenza. La sua ricerca artistica lo ha portato a cimentarsi nella pittura, nella scultura, nel design e nella realizzazione di gioielli. Arrivando a esplorare forme artistiche rivolte anche al mondo della moda e della progettazione architettonica.

Le sue opere sono state esposte in numerosi Paesi di tutto il mondo, tra cui, oltre all’Italia: Austria, Cina, Russia, Brasile. In Italia, è stato protagonista di mostre a Milano, Napoli, Venezia, Roma e Torino. Proprio nella città sabauda è stata allestita nel 2017 l’ultima personale italiana di Meneghetti “Scolpire la luce”, a cura di Ermanno Tedeschi, nella quale sono stati messi in mostra lavori di design, oggetti e sculture per la maggior parte realizzati in vetro a Murano. Mentre l’ultima personale al di fuori dall’Italia, si è tenuta dal 27 settembre al 31 dicembre 2018 allo Shangai Yue Museum of Art.

Antonio Meneghetti è stato protagonista di mostre personali anche al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, a Milano; al Palazzo della Civiltà Italiana (Roma Eur), con il |patrocinio di Comune di Roma, Provincia di Roma e Regione Lazio; all’Arsenale di Venezia; all’Hubei Province Museum, Beijing World Art Museum, Cina; al Museo del Vittoriano, a Roma.

Ha poi tenuto conferenze al Museo d’Arte do Estado de San Paolo e al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.

Clicca QUI per essere indirizzati all’Archivio

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Flavia Tibaldi, Lucio Fontana a New York

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Scrive Flavia Tibaldi da New York: è stata inaugurata il 23 gennaio scorso al Met ( Metropolitan Museum Art)  una mostra dedicata al grande artista italo- argentino (era nato a Rosario, nel 1899) Lucio Fontana , intitolata “Lucio Fontana on the Threshold”.

La retrospettiva -la prima dopo più di quaranta anni- comprende sculture, ceramiche, dipinti e disegni dal Maestro dello Spazialismo, eseguiti tra il 1931 e il 1968 (l’anno della scomparsa dell’artista).

Oltre ai classici “tagli” si possono ammirare le prime serie delle sue tele perforate ( “Buchi” o “Crateri”) come anche dipinti con vetri di Murano incastonati.

La mostra sottolinea quindi ancora una volta la grande attività di multiforme sperimentazione dell’artista in tutte le forme di arte visiva.

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Arte e moda per la fashion week milanese

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Martedì 19 febbraio, in occasione dell’avvio della settimana della moda milanese (inverno 2019), Lorenzo Marini ha presentato “Fashion Type”, presso la Fabbrica del Vapore, la grande sede espositiva del Comune di Milano, dove l’artista ha in corso la  personale “Alphatype (in cartello dal 15 febbraio al 3 marzo).

Si tratta di un lavoro pittorico che, per materiali e realizzazione, evoca un vestito, nella logica della contaminatio, visione molto cara a Marini e di grande attualità nella contemporary art.

Con Alphatype, l’artista padovano (ma milanese d’adozione, noto anche come uno dei più apprezzati art director italiani) ha fatto un ulteriore passo avanti nella Type Art, il movimento da lui lanciato nel 2016 e teorizzato nel “Manifesto per la liberazione delle lettere”, che poneva l’attenzione sull’estetica dei segni grafici.  Marini infatti, è arrivato a creare cinque nuovi alfabeti, rielaborando cinque modelli di lettere (ad esempio, cinque a) . Le lettere, nella mostra della Fabbrica del Vapore, vengono riunite in quadri, che non seguono l’ordine tradizionale, dalla a alla zeta, bensì sequenze dettate dall’ispirazione artistica, dalla creatività, dell’emozione dell’autore.

E, in una logica di mixed media, vengono unite più tecniche. Quelle tipiche dell’arte moltiplicata, gli interventi pittorici e di disegno, il collage e l’applicazione materica. Delle 10 opere esposte, tre erano già state presentate a Los Angeles, mentre le altre 7 sono un’anteprima mondiale.

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International contemporary art alla Fabbrica del Vapore

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E’ destinata a prendere il posto lasciato da Spazio Oberdan, la storica sede espositiva milanese di Viale Vittorio Veneto, chiusa con l’abolizione della Provincia.Fabbrica del Vapore, mega location polifunzionale, si sta guadagnando velocemente un posto di primo piano anche nell’arte visiva. La mostra “Inside Magritte, emotion exibition” (9 ottobre 2018-10 febbraio 2019), omaggio al Maestro del surrealismo, è uno dei successi della stagione autunno/ inverno 2018/19.

E ora è la volta del contemporaneo: presso il Lotto 11 C (V&A), dal 1 al 14 febbraio si tiene la mostra “International Contemporary Art”, rassegna di artisti contemporanei curata dal critico e storico dell’arte Giorgio Gregorio Grasso e promossa anche dalle associazioni culturali Milano Vapore e Corte Sconta, con il patrocinio del Comune di Milano.

La mostra propone opere di Fran Bull, la pittrice e scultrice newyorkese nota come “Neo abstract espressionism queen”, presente con la personale “Libera nel mondo”. Per l’occasione, i lavori della Bull sono stati “prestati” da Scm-Sim, nella cui sede milanese si sta tenendo una grande mostra dell’artista americana, inaugurata lo scorso novembre e in cartello sino a marzo, quando verrà spostata negli uffici romani della multinazionale.

Alla mostra, curata da Grasso, partecipano anche Sabrina Ravanelli, Emanuela Montorro, Rayan Lynch, Karina Castorani Gosteva ed Edoardo Aguzzi. Quest’ultimo, classe 1999, vincitore nel 2017, a soli 17 anni, della sezione Scultura/Installazione del Premio Ricoh (uno dei più prestigiosi riconoscimenti per giovani pittori e scultori contemporanei), è considerato uno degli artisti più promettenti della Z generation.

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Flavia Tibaldi, Ashurbanipal al British Museum

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Scrive Flavia Tibaldi da Londra: è in corso al British Museum la mostra su Ashurbanipal, Re dell’ antica Assiria. Non molti sanno che  è stato l Sovrano più potente del mondo per quarant’ anni, ( dal 669 al 631 avanti Cristo) , quando l’ Assiria comprendeva gli attuali Libano, Israele, Giordania, Siria,  Iraq e parte della Turchia, dell Egitto dell ‘ Iran  e dell Arabia Saudita. Era un personaggio eclettico: colto, atleta, grande soldato molto amato dal popolo anche in quanto promosse la cultura e l arte nel Paese.

La mostra racconta la storia del Re  attraverso una magnifica collezione di arte : sculture, mobili, dipinti,  illustrazioni provenienti da papiri antichissimi. SI può anche ammirare una ricostruzione della capitale dell Assiria, Ninive (sita  nell odierno Iraq) , sita sulla riva sinistra del fiume Tigri  . Ashurbanipal la aveva ingrandita e abbellita, soprattutto di aree verdi:  i giardini si estendevano per  50 chilometri  dalla pianura alle montagne, con un sistema di irrigazione molto complesso che si avvaleva di  un grande acquedotto che drenava acqua da oasi vicine. Addirittura alcuni studiosi sostengono che la città di  Babilonia, famosa anche essa per i suoi  bellissimi giardini e le terrazze pensili, fosse in realtà Ninive. In effetti gli scavi di Babilonia non hanno mai dato alla luce resti di una città grande ed articolata; sono stati gli antichi scrittori che l hanno così descritta e raffigurata.  Pertanto, vi è tra gli studiosi chi pensa che la città fosse una sola, per l appunto Nininve. Un fitto mistero avvolge la fine dell’ avventurosa vita di Ashurbanipal, che fu trovato morto nel Palazzo della capitale per motivi non chiari.

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A Napoli, la personale di Raffaele Zenga

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Enrica GoverniWritten by:

 

Nei tuoi occhi”, la personale di Raffaele Zenga, potrà essere ammirata domani, venerdì 14 dicembre 2018, nella bella e magica Napoli, dalle ore 16:00 in poi, in Via Calabritto 20, presso lo studio notarile associato Coppa di Lorenzo Zampaglione. Un’iniziativa benefica, durante la quale potrete godere della bellezza di più di venti opere che saranno vendute al pubblico nella stessa serata, e il cui ricavato andrà interamente devoluto alla fondazione Santobono Pausilipon Onlus. Le opere, realizzate in tecnica mista, vernice, acrilici e materiali metallici, interpretazione personale dell’artista riguardo a ciò che lo circonda e cattura la sua attenzione, affrontano tematiche diverse.

 

 

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