Design & Arte

Con un’aggiudicazione da 1.875 euro, Karina Castorani Gosteva ad Art-Rite triplica la stima d’asta

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Lo scorso 12 ottobre, nella serata in cui Salvatore Garau, con quasi 28 mila euro, piazza il top lot e supera il proprio record d’asta, c’è gloria anche per una giovane firma. Karina Castorani Gosteva, una delle artiste italiane più rappresentative della generazione dei millennial, a 4-U new, Asta di arte contemporanea tenuta da Art-Rite a Milano, con “White fire Limpia”, triplica la stima. L’opera, una tecnica mista su dibond, di cm. 60×90,è stata venduta a 1.875 euro (compresi i diritti), a fronte di una stima di 600-800 euro. 

Federico Bianchi, head of department arte moderna e contemporanea dell’auction house milanese aveva dunque visto giusto, quando aveva messo l’opera di Karina come prima del catalogo. Una scelta coraggiosa, quella di Bianchi: collocare una giovane artista in una posizione delicata ed esposta come quella di apripista poteva sembrare un azzardo. Invece i collezionisti hanno dato ragione al capo dipartimento di Art-Rite, ingaggiando una strenua competizione per aggiudicarsi “White fire Limpia”. 

Classe 1999, laureata al Naba (Nuova Accademia di belle arti) di Milano, vincitrice assoluta, due anni fa, della 9a edizione del Premio Ricoh, Karina Castorani Gosteva sarà il prossimo 28 ottobre la protagonista di un evento al Loa, Laboratorio open art di Milano. Il suo lavoro “Music Dust”, sarà premiato dall’Avi, l’Associazione vinile italiana, come la più innovativa opera d’arte visiva ispirata al mondo della musica. 

Karina Castorani Gosteva
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Salvatore Garau, arriva la testa dell’Anguilla di Marte

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L’artista sardo Salvatore Garau, uno dei protagonisti della contemporary art internazionale, ha terminato un’installazione di 7 metri d’altezza e 3 tonnellate di ferro battuto, chiudendo un progetto iniziato 11 anni fa, quando aveva inaugurato a Santa Giusta (in provincia di Oristano), dove è nato, “Anguilla di Marte”, una scultura di 12 metri, che raffigurava appunto la coda del pesce. Ora all’anguilla spunterà la testa, che sarà collocata in un luogo ancora segreto, ma non lontana dal resto del corpo. E’ possibile, comunque, recarsi presso il laboratorio del fabbro Stefano Piga e vedere alcuni dettagli dell’opera tanto attesa.

La nuova scultura è stata realizzata in due parti che stanno per essere smaltate e saldate. Raffigura una bocca aperta che addenta due teste elleniche del II secolo avanti Cristo, perfette copie del Satiro scoperto sotto la laguna sarda durante gli scavi diretti nel 2009 da Del Vais e Sanna.  «La testa dell’anguilla ha vagato per 11 anni sotto una terra ricca di storia e civiltà», racconta il Maestro sardo, «adesso spunta nervosa, tenendo tra i denti tracce del nostro passato, quasi a voler metterci in faccia chi siamo stati e a ricordarci da dove veniamo: La nostra è stata terra di commercio, di ricchezza e di incontro di tanti popoli».

Garau aveva deciso di realizzare la testa solo quando, tre anni fa, si era trovato di fronte alla ceramica del Giovane Satiro. In quel momento è nata l’idea e il desiderio di realizzare la scultura, dandogli non solo un senso che rispetta il genius-loci, ma anche aprendo l’opera a una lettura che si presta a nuove interpretazioni. 

Conclude Garau: «l’Anguilla di Marte è un’opera che ha il compito di rammentarci che dimenticare le nostre origini è un’offesa al nostro presente che sta già diventando futuro».

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Cuoio di toscana debutta alla Milano design week 2021 con la consolle “Love”

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 “Amore è scegliersi a scatola chiusa, avvolti da un alone di mistero. Amore è un fedele custode di sogni condivisi, un contenitore di possibilità.”  Cuoio di Toscana, il Consorzio leader assoluto del cuoio di qualità Made in Italy, annuncia la sua partecipazione alla Milano Design Week 2021 con 2 appuntamenti esclusivi che lo vedranno protagonista dal prossimo 5 al 9 settembre. Il Consorzio presenterà presso il Flagship Store Lavazza di Piazza San Fedele 2 a Milano il prossimo 8 settembre un’installazione dell’architetto Fabio Novembre. L’opera è un ideale totem all’amore per il pianeta composto da quattro consolle “Love” disegnate da Novembre per Driade, interamente rivestite in cuoio con i colori delle quattro stagioni. Una nuova prova di versatilità e creatività che continua a dar luce a collaborazioni esclusive sempre nel segno dell’eccellenza artigianale e della cura estetica. È da questi valori, uniti all’altrettanta eccellenza nel campo del design di Driade – dal 2013 parte di ItalianCreationGroup – che nasce un oggetto d’arredo esclusivo per una versione unica nel suo genere e completamente in cuoio. Un progetto che trova le sue radici anche nel concetto stesso di Love/Amore, quello che dà il nome alla consolle, e che diviene un simbolo di affetto, unione, empatia. La consolle Love diventa così un contenitore di amore, rivestito in uno dei materiali più eleganti e pregiati. “Questa collaborazione è il frutto di un incontro naturale tra due eccellenze italiane: Il design e l’artigianato. Siamo partiti dal logo di Cuoio di Toscana, un cuore, e abbiamo creato un vero e proprio manifesto d’amore rivestendo la consolle Love interamente in cuoio.”, commenta Fabio Novembre, direttore artistico di Driade. Una collaborazione quella con Fabio Novembre e Driade che vuole portare l’attenzione anche sul tema della sostenibilità e tutti quegli standard qualitativi ed etici del Consorzio che da sempre sono protagonisti delle sue produzioni. Un impegno già sottolineato attraverso il Sustanaibility Statement con il quale Cuoio di Toscana ha ufficializzato e definito le best practices di sostenibilità delle aziende consorziate, mettendo in luce, in primo luogo, che il cuoio è una risorsa 100% naturale, rinnovabile e di recupero, ossia recuperato da scarti dell’industria alimentare altrimenti destinati allo smaltimento, e trasformato in un materiale di qualità.

 Welfare e tracciabilità sono infatti priorità per Cuoio di Toscana, che impone che il pellame provenga da allevamenti non intensivi e che i metodi di macellazione siano cruelty free. Centrali nella visione di Cuoio di Toscana sono anche i concetti di inclusività e diversità, che divengono oggetto del claim della collaborazione sotto il nome di «No Boundaries». Il concetto di abbattimento dei confini sottolinea come anche un oggetto cult e parte dell’heritage di Driade, quale è la consolle “Love”, si sia arricchita dotandosi di una nuova pelle, quella del cuoio, dimostrando di avere eliminato i limiti di applicazione del materiale e aprendosi a nuovi contesti e mercati. L’esclusiva collaborazione sarà presente anche a HOMI, il più importante appuntamento dedicato agli oggetti e complementi di interior design, in scena dal 5 all’8 settembre.

 Cuoio di Toscana esprime l’eccellenza di un cuoio da suola unico, ottenuto con concia lenta al vegetale, un processo antico basato sull’utilizzo di tannini naturali ricavati dal legno di castagno, mimosa e quebracho. Il marchio nasce con l’obiettivo di farsi portavoce nel mondo di uno dei distretti leader della concia, le aziende che fanno parte del brand sono tutte in provincia di Pisa tra Santa Croce sull’Arno (Bonistalli e Stefanelli Spa) e San Miniato, località Ponte a Egola (Gruppo Conciario CMC International Spa, Conceria Gi-Elle-Emme Spa, Cuoificio Otello, Lamonti Cuoio Spa, Conceria 3S Srl e Volpi Concerie Srl.)

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Emanuela Montorro, e il progetto “Love life”

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Di Enrica Governi

Nata nel 1977 Emanuela comincia a dipingere fin dalla tenera età, 5 anni. E’ autodidatta, appassionata del proprio lavoro, e dopo le prime esperienze sceglie la pittura ad olio prediligendo la figura femminile.

Negli anni consolida la sua tecnica, continuando a dare rilievo a emozioni riflesse su corpi e volti delle donne, ricevendo molti consensi da parte di galleristi ed esperti d’arte, ed è così che cominciano ad arrivare ordini da collezionisti, esperti d’arte e privati.

Molti anni dopo, al seguito dell’attentato di Manchester del 2017 rimane particolarmente colpita e decide di ritrarre le donne piangenti, utilizzando un colore scuro, cupo ed incisivo, arricchito da un dettaglio in più: veri bossoli sparati direttamente da lei, con regolare porto d’armi, e applicati poi sulle tele.

Dopo un po’ di tempo Emanuela riporta il colore nelle sue opere, aggiungendo resina mista a colori ad olio e in più crea una nuova collezione all’acqua.

Nel 2019 espone le sue opere a Palazzo Zenobio durante la 58 esima Biennale di Venezia e a Milano durante la Biennale curata dal critico Vittorio Sgarbi e a SCOPE International Contemporary art Show a Miami Beach in Florida (USA) durante Art Basel 2019.

Nel 2020 è stata aperta un’esposizione a Londra presso la Fitzrovia Gallery con il suo progetto Love for life, dove si sono potute ammirare per la prima volta decolletè dipinte a mano in una performance live, con la presenza di altri artisti di rilievo internazionale, per poi proseguire a Dubai (UAE) durante la Emirates Art Connection e ad Abu Dhabi (UAE) all’Art Hub. 

Per saperne di più leggete l’intervista:

Ciao Emanuela, parlami di “The street art directory” a Londra, a cui parteciperai, quali prospettive future?
The Street Art Directory è un’associazione Londinese che censisce e certifica gli Street Artist in Londra e, nello specifico, nel quartiere Street Art per eccellenza che è Brick Lane.
Dopo aver iniziato le mie attività nel quartiere lo scorso anno, ed essere stata riconosciuta, con mio grande piacere, come “Artista Ufficiale” della zona, le prospettive future sono quelle di continuare a lasciare il mio contributo alla città londinese e, pian piano, espanderla anche in altre città europee.

Sei un’artista ormai affermata, quale la mostra o l’evento che ti ha dato piu’ soddisfazione negli anni, e quale a cui vorresti ancora partecipare?

L’evento che mi ha dato più soddisfazione in assoluto è la partecipazione a SCOPE di Miami (USA) durante ArtBasel 2019. E’ stato per me un’emozione senza paragoni poter esporre le mie opere oltre oceano. Lo è stato anche per la Biennale di Milano con Sgarbi o la Biennale di Venezia, ma andare negli Stati Uniti e accogliere critiche positive e complimenti, mi ha gratificato e dato la spinta e l’energia per spingere sempre di più. Un energia che è stata necessaria per affrontare il 2020 con tutte le sue difficoltà.

Sei specializzata in volti di donne, ma da qualche anno si sono viste anche decolletè e giubbini jeans dipinti…hai messo un piede nel fashion? Quale il prossimo step?

Più che un piede nel fashion, la tela non mi bastava più… e così ho cercato nuovi supporti su cui dipingere e ho trovato nelle decolletè il supporto perfetto per realizzare opere d’arte indossabili che portino non solo gratificazione al collezionista, ma anche a chi ha la possibilità di indossarle e sentirsi al meglio di se’ grazie alla carica energetica con cui le realizzo. Credo molto in questo progetto e mi ci sto dedicando con tuta me stessa. Sto organizzando una comunicazione mirata e un evento esclusivo per il lancio di questo progetto. E ovviamente sarai invitata per saperne di più.

Cosa ti piace di piu’del tuo lavoro e cosa ti da’ valore aggiunto?

La cosa che amo di più del mio lavoro è la possibilità di regalare emozioni alle persone che si innamorano delle mie opere. E’ bello vedere che le mie creazioni sono in grado di toccare l’anima delle persone e suscitare sentimenti e vibrazioni positive.
Non saprei dirti cosa da valore aggiunto alle mie opere, posso dirti che le faccio con il cuore e che provo una forte emozione nel realizzarle. Sono opere emozionali e sincere. Cerco di puntare al cuore delle persone per farle stare bene.

Si parla tanto di sostenibilità. In cosa il tuo lavoro è sostenibile?

Sono molto attenta alla salute e all’ambiente. Per contribuire al rispetto dell’ambiente cerco sempre di non avere sprechi di materiale o eccessi di prodotti che possano inquinare.
Penso di non aver mai buttato una tela in vita mia… anche quando un’ opera non mi gratifica, piuttosto viene rielaborata o ricoperta per dare nuova vita a un’altra. Non uso solventi o diluenti e a parte i colori a olio che uso in maniera molto poco materica e senza aggiunta di olii, per il resto uso tinte all’acqua affinché anche nell’uso quotidiano, il mio lavoro non sia un contributo all’inquinamento.
In parallelo, assieme a mio marito, ci divertiamo a realizzare complementi d’arredo di design utilizzando materiali di recupero, in modo da trasformare ciò che viene buttato in qualcosa di bello e utile,  che abbia l’opportunità di far felice qualcuno piuttosto che inquinare il pianeta.

Progetti futuri?

Sicuramente il mio progetto “Love for Life” è quello su cui sto puntando maggiormente, oltre che a consolidare e affermare il mio nome all’estero.
A dicembre 2020 abbiamo aperto una Galleria d’Arte a Londra , Secret Art Gallery, 28, Cheshire Street, Brick Lane E2 6EK, London,  e sicuramente ci concentreremo sul farla crescere per dare l’opportunità a nuovi e giovani talenti di trovare la loro strada cercando di semplificare le difficoltà che ho incontrato io in passato e permettendo agli artisti di dire la loro e portare il loro messaggio al mondo.

Se non ci aiutiamo tra noi artisti… siamo una grande famiglia e tutti ci meritiamo di essere felici!

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Garau rinnova l’Archivio per tutelare il mercato

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Il successo planetario delle sue sculture immateriali ha rivitalizzato il mercato di Salvatore Garau, portandolo ai vertici degli interessi dell’art community. Ricordiamo che, lo scorso maggio, “Io sono”, scultura immateriale collocabile in un’ambiente coperto, all’interno di una superficie di circa un metro quadrato, è stata aggiudicata ad Art-Rite Auction di Milano per 15.000 euro (compresi i diritti d’asta). La scultura immateriale partiva da euro 6.000 di base d’asta. Dopo una strenua battaglia tra collezionisti, è stata aggiudicata al doppio. 

La stampa internazionale, di settore e non, si è buttata sulla notizia tanto che, probabilmente, Salvatore Garau è l’artista più menzionato dai media nell’ultimo mese. Di fronte a una rivitalizzazione così clamorosa di un artista, è logico che cresca il pericolo di falsi. Garau aveva già costituito un Archivio nel 2013, e ora questo è stato rinnovato, proprio in occasione della battuta d’asta (vedi qui). 

Ricordiamo che le leggi, sia internazionali sia italiane, consentono la circolazione di un quadro nei circuiti professionali soltanto se provvisto delle dovute certificazioni. Per restare in Italia, il decreto 1062 del 25 gennaio 1971, articolo 2, recita: “Chiunque esercita una delle attività previste dall’articolo 1 (n.d.r, operatori del mercato dell’arte) deve mettere a disposizione dell’acquirente gli attestati di autenticità e di provenienza delle opere e degli oggetti ivi indicati, che comunque si trovino nell’esercizio o nell’esposizione. All’atto della vendita, il titolare dell’impresa o l’organizzatore dell’esposizione è tenuto a rilasciare all’acquirente copia fotografica dell’opera o dell’oggetto con retroscritta dichiarazione di autenticità e indicazione della provenienza recante la sua firma”. 

Da parte sua, l’articolo 64 codice beni culturali cdlgs42/2004, afferma: “Chiunque eserciti l’attività di vendita al pubblico, di esposizione a fine di commercio o di intermediazione finalizzata alla vendita di opere di pittura, di scultura e di grafica […] o chiunque venda le opere o gli oggetti medesimi, ha l’obbligo di consegnare all’acquirente la documentazione attestante l’autenticità o, almeno, la probabile attribuzione e la provenienza”. In sintesi, quando esiste un Archivio ufficiale, gli intermediari professionali hanno l’obbligo di fornire la relativa documentazione. 

In foto, dettaglio del certificato di autenticità che accompagna l’opera

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Archivio Salvatore Garau

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Per archiviare e autenticare un’opera di Salvatore Garau è necessario inviare, tramite posta, tre fotografie del fronte, a colori e di formato cm. 18×24, una foto del retro, l’immagine dell’opera ad alta risoluzione su supporto digitale, nonché l’eventuale documentazione relativa all’opera.

Si raccomanda di allegare ai materiali elencati la ricevuta del bonifico effettuato a titolo di rimborso forfettario per le spese e per le attività relative alla consulenza e i dati fiscali per la fatturazione. L’Archivio potrà avviare la valutazione della documentazione solo se in possesso dei documenti completi.

Anche nel caso in cui le opere non siano ritenute in possesso dei requisiti necessari all’inserimento nell’Archivio di Salvatore Garau, il versamento non è rimborsabile.

I costi per l’archiviazione sono:

-2.000 euro più IVA per i dipinti di misura pari o superiore a cm. 90×90 (o comunque opere la cui somma di base e altezza è pari o superiore a cm.180);

-1.000 euro più Iva per i dipinti di formato minore;

-500 euro più IVA per le opere su carta, di formato inferiore a cm. 100×100 (o comunque la cui somma di base e altezza è inferiore a cm. 200);

-1.500 euro più Iva per le opere su carta intelata, di formato pari o superiore a cm. 100×100 (o comunque opere la cui somma di base e altezza è pari o superiore a cm.200); 

-Riguardo alle sculture immateriali, queste vengono già tutte vendute con il certificato dell’archivio.

Spedizione:

Il materiale va inviato ad ArtRelation di Milo Goj (procuratore del Maestro Salvatore Garau e responsabile dell’Archivio), via Sardegna 9, 20146 MILANO. 

Il bonifico, intestato ad ArtRelation, causale, archiviazione opera di Salvatore Garau va accreditato sul seguente Iban.

 IBAN IT16A0306909458100000000372

Soltanto le opere provviste dell’autenticazione da parte dell’Archivio possono essere messe di commercio. 

L’Archivio Salvatore Garau è stato costituito il 30 giugno 2013.
Ha sede a Milano, presso ArtRelation, in Via Sardegna, 9, CAP 20146.
L’Archivio si propone la tutela e la valorizzazione dell’opera di Salvatore Garau. Cura l’archiviazione delle opere e del materiale storico, pubblicazioni relative a mostre ed eventi, libri, rassegne stampa, materiale fotografico ed epistolari. Provvede alla conservazione del suddetto materiale rendendolo anche consultabile a fini di studio.
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Venduta per la prima volta in un’asta un’opera che non esiste. Protagonisti Art-Rite e Garau

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Se 15mila euro vi sembran pochi…Questa la cifra raggiunta per “Io sono”, scultura immateriale di Salvatore Garau, in una recente contemporary art auction. L’asta si è tenuta presso Art-Rite, la maison aux enchères, milanese, di Attilio Meoli e Federico Bianchi, dove “l’opera che non esiste”, partita da 6.000 euro, ha raddoppiato la base d’asta raggiungendo quota 12mila euro al martello (15.000 con i diritti d’asta). Ma di cosa si tratta?

Esasperando il concetto espresso oltre 100 anni fa da Marcel Duchamp, per cui arte è ciò che un’artista dice sia arte, Salvatore Garau è arrivato a “creare” una scultura fatta d’aria. L’unica cosa fisica venduta all’asta è il certificato di garanzia firmato dall’autore e controfirmato dal procuratore del suo Archivio, Milo Goj. Chi pensava che le opere virtuali dell’arte digitale, anch’essi privi di fisicità, fossero il massimo dell’avanguardia si è dovuto ricredere. Le sculture immateriali di Garau non hanno nemmeno un’immagine virtuale che possa essere riprodotta sulla rete. 

Sardo di Santa Giusta (Oristano), sessantenne, più volte presente alla Biennale di Venezia, Salvatore Garau è uno dei massimi interpreti della contemporary art internazionale. Il suo talento si è espresso, oltre che nell’arte visiva, in diverse altre forme creative. Per anni è stato il batterista degli Stormy Six, storica band di progressive rock. Autore di libri, ha al suo attivo anche esperienze video. Nei prossimi giorni un’altra scultura immateriale di Garau sarà inaugurata, sotto l’egida dell’Italian Cultural Institute di New York, nei pressi di Wall Street.

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La contemporary art di Sabrina Ravanelli interpreta la perdita d’identità da Covid

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Si chiama “Unidentity” l’ultimo lavoro di Sabrina Ravanelli.

L’artista milanese ha voluto, con quest’opera, rappresentare lo stato di smarrimento che molte persone stanno vivendo dallo scoppio della pandemia. Si tratta, appunto, di una perdita d’identità, intesa non strettamente nel senso fisico, bensì nella caduta dei punti di riferimento cui erano ancorati sino un anno fa i nostri valori, comportamenti e stili di vita. 

Una delle missioni della contemporary art è proprio quella di rappresentare la realtà del tempo, come ha voluto fare la pittrice. Il lavoro, di cm. 110×90, è sviluppato su una moltitudine di mascherine, proprio quelle distribuite in questi mesi dal Comune di Milano. Questo dispositivo di protezione individuale (dpi) è assurto, nel bene e nel male, a icona di questo tragico periodo.  Pur senza contestarne l’utilità, Sabrina Ravanelli che, oltretutto, è nota anche come ritrattista, trova in uno strumento che nasconde mezzo volto un simbolo visivo di questa spersonalizzazione. Nota come “material queen” per la sua abilità nel trattare i materiali, l’artista tornerà in asta il prossimo febbraio con “Attenzione, maschicidi in corso”, un’opera singolare sviluppata su una tela triangolare di cm. 60×60 presso Meeting Art di Vercelli. 

Sabrina Ravanelli vantava già alcune battute presso la casa d’asta milanese Art-Rite, dove ha sempre superato le stime. Ospite alla Biennale di Venezia del 2017 presso il Padiglione Armenia, protagonista lo scorso anno di una mostra personale presso la storica Galleria Lattuada di Milano (che la rappresenta e dove è esposto Unidentity), è la caposcuola della brand art, corrente che consiste nel rappresentare immagini (soprattutto ritratti di imprenditori o top manager) che ricordano un’azienda, sovrapposta ai brand dell’azienda stessa attraverso un’elaborata tecnica materica. 

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Lorenzo Marini star all’ultima asta di Farsetti

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Al suo debutto a Farsetti, la più nobile auction house italiana, nel secondo weekend dello scorso dicembre, Lorenzo Marini, con Alphatype, 2020, ha registrato un autentico exploit.

L’opera, una tecnica mista su tela di cm. 100×100, è stata aggiudicata con i diritti a 16.250 euro, superando il precedente record dell’autore di 14.820 euro registrato nel novembre 2019 ad Art-Rite di Milano, con la tecnica mista su acciaio di cm. 80×80, Artabeth. Tra gli autori dell’ultima generazione di contemporary art, quelli impostisi sul mercato dopo il 2000, Marini ha avuto il miglior risultato nell’asta della “casa” di Prato.

Il 25 gennaio scorso, a Meeting Art di Vercelli, il Maestro di Monselice (in provincia di Padova), con un altro Alphatype aveva toccato quota 12.750 euro. La seduta di Farsetti porta due conferme per il mercato di Marini: l’ascesa dei prezzi è continua e le opere importanti superano ormai sempre, al martello, la cifra simbolo di 10 mila euro.  

di Lorenzo Goj

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“A taste of Italy”apre la Milano Wine Week di Pasqua Vigneti e Cantine

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Un evento con sette installazioni multimediali la cui direzione creativa è stata affidata all’ art director di Vacades Timo Helgert, allestite nella Sala Bonaparte di Palazzo Serbelloni a Milano, risultato della collaborazione tra Pasqua vini (quasi 100 anni di storia), e il giovane artista tedesco specializzato in installazioni digitali e 3D, apre la MILANOWINEWEEK.

E’il progetto “The Return of Nature”, dove l’artista ripropone contesti urbani con flora e fauna. Le suggestioni visive elaborate da Helgert hanno a tal punto conquistato Pasqua Vini che la cantina ha affidato a lui il compito di raccontare la rinascita del nostro Paese, attraverso una nuova e sorprendente narrativa in cui antico e digitale dialogano costantemente. L’artista ha figurativamente attraversato l’Italia e creato immagini evocative e potenti, realizzando sette opere che vogliono rendere omaggio alla bellezza del nostro bel paese, sempre sorprendente anche per chi lo conosce e che ci invitano a riflettere sul comportamento di una natura che, giorno dopo giorno, si è riappropriata di spazi e ambienti dei quali l’uomo si era impadronito nel corso dei secoli. Luoghi conosciuti e segreti, attraverso la creatività dell’artista, si animano di elementi naturali, in una visione futuristica e metaforica in cui il genio dell’uomo e la forza generatrice della natura ritrovano l’armonia un nuovo Rinascimento, reale e onirico, che parte dall’Italia che ne è stata la culla. Due delle sette installazioni sono dedicate a Verona e alla Valpolicella, dove la cantina ha il suo cuore produttivo. Helgert ha realizzato due installazioni che vedevano, da un lato, una carrellata dall’alto sulla barricaia della cantina di Pasqua Vini a San Felice, su cui si apriva un prato fiorito. Nella seconda filari a perdita d’occhio conquistavano il parterre dell’Arena di Verona, monumento simbolo della città scaligera, dove solitamente si ospitano grandi concerti operistici e non…un omaggio evidente alla vocazione vinicola dell’area di Verona.

 “Da 95 anni ci piace volgere lo sguardo al futuro” dice Umberto Pasqua, presidente di Pasqua Vini “e il futuro è rappresentato dai giovani, oggi più che mai principali interpreti di quella voglia di cambiamento necessaria per costruire un domani migliore, per tutti. Sono sempre stato affascinato dal talento, dalla creatività e dalla determinazione che dimostrano e che sanno tradurre in gesti e opere d’arte. Non è un caso che, da quattro anni, la nostra azienda sostenga il lavoro di giovani talenti attraverso iniziative come #talentnevertastedbetter, la campagna che coinvolge nei nostri progetti figure creative provenienti da tutti gli ambiti. I nostri investimenti, in questo senso, non si sono mai arrestati, anzi, proprio a Timo Helgert una delle voci più giovani e innovative del panorama digital abbiamo chiesto di raccontare questo periodo ”. “A lui abbiamo affidato la realizzazione di A Taste of Italy perché i suoi codici espressivi, tra arte digitale e virtual reality, offrono una visione innovativa della bellezza del nostro Paese” prosegue Riccardo Pasqua, AD della cantina. “Condividiamo anche lo sguardo di speranza che Timo offre attraverso le sue opere, che al contempo invita alla riflessione sul patrimonio inestimabile che è l’Italia, fonte inesauribile di ispirazione”.  Timo Helgert è un direttore creativo tedesco, che ha deciso di concentrare la propria arte sull’esplorazione della potenzialità della realtà aumentata. La sua recente serie di digital installations “The Return of Nature” è stata concepita come un messaggio di speranza per chi è stato colpito dal lockdown da Covid-19. Invece di creare paura, come succede spesso quando si parla di questo tema, Timo ha deciso di riportare l’attenzione sulla bellezza delle cose semplici, per apprezzare la natura e creare speranza, anche nei momenti difficili. Pasqua Vigneti e Cantine è una storica azienda di produzione di vini veneti e italiani di qualità. In quasi 100 anni di storia, l’azienda si è consolidata sullo scenario internazionale con i suoi prodotti, soprattutto vini rossi, quale sinonimo di grande tradizione vitivinicola. Tradizione, innovazione, qualità, ricerca, passione sono i valori tramandati di generazione in generazione dalla famiglia Pasqua.

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