Design & Arte

Le piante del benessere

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Attenzione alla salute e riscoperta di rimedi naturali sono due tra le più forti tendenze di oggi, presenti in tutto il mondo. A queste è dedicato l’incontro-dibattito “Le Piante del benessere” che si terrà martedì 5 giugno presso la Biblioteca di Crescenzago. Nell’incontro verrà presentato il libro di Domenico Diviccaro  “Piante del benessere e altri antichi rimedi naturali”. Parteciperanno al dibattito, introdotto da Lino Duilio del coordinamento redazionale  e moderato dall’editore Eugenio Costa , oltre all’autore, Mario Gennari, titolare dell’azienda agricola Gennari e Felipe Hernandez, ceo di Hexagro.

Il libro, pubblicato da Montabone (casa editrice fondata a Milano nel 1905, che coniuga tecniche di stampa antiche e moderne, producendo anche pregiate opere in tiratura limitata), sottolinea l’importanza delle cure con sostanze naturali, utili non soltanto per combattere diverse patologie, ma anche per prevenirle, creando tra corpo e mente abitudini di vita indispensabili soprattutto per chi vive a pieno ritmo nella frenetica vita post moderna. L’opera è improntata a un forte rigore scientifico, ma al tempo stesso è di piacevole lettura. Tratta dal punto di vista botanico delle principali piante medicinali e relative virtù. Anche i minerali da millenni utilizzati, vengono esaminati, sempre con un approccio rigoroso ma di facile comprensione, fornendo un’utile guida per orientarsi in quella ridda di proposte che le ditte farmaceutiche propinano sempre di più a proposito di integratori alimentari, complessi vitaminici eccetera. Il libro, al di là della veste grafica pregevole e accattivante, può con semplici informazioni aiutare a migliorare il benessere psicofisico ricordando che l’uomo è solo una parte della natura e deve ricominciare a riavvicinarla con rispetto

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“Dal bianco e nero alla luce”, mostra di cavalli nel segno dell’Art therapy

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Enrica GoverniWritten by:

Francesca,“Dal bianco e nero alla luce” collegata alla charity per la Casa pediatrica del Fatebenefratelli ha avuto un buon successo con grande affluenza di pubblico. Te lo saresti mai aspettata? Ripeterai in altra sede con altro soggetto?

La mostra al Brian&Barry Building, dove espongo 25 opere proseguirà fino al 9 aprile. Sono molto felice dei tanti apprezzamenti e della grande affluenza di pubblico che non mi aspettavo sinceramente così numeroso. Ho lavorato a questo progetto con cura e dedizione, e sono felice del bel risultato raggiunto.

Con “Dal bianco e nero alla luce” ho voluto sostenere il progetto “Arte come Terapia” della Casa Pediatrica dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano. Sono entrata in contatto con un’ importante realtà nel 2017, anno in cui il Direttore della Casa Pediatrica, il Prof. Luca Bernardo, mi ha contattata per portare la mia arte all’interno dell’ospedale. Si è instaurato subito un bel rapporto e la collaborazione è stata molto positiva, ho voluto coinvolgerli totalmente, in ogni passaggio, e portar loro il mio sostegno, finalmente, attraverso questa mia personale.

Sono felice del fatto che, durante la serata dell’inaugurazione, sia stata raccolta già una prima donazione, e tengo a precisare che parte del ricavato delle vendite delle opere sarà devoluto all’ospedale Fatebenefratelli reparto pediatrico.

Nel prossimo futuro sarò ben felice di ripetere un’esperienza simile a questa, creando nuovi bei momenti d’incontro tra arte e sociale.

Come è nata l’idea dell’ evento legata al soggetto dei cavalli?

Lo scorso novembre ho incontrato il titolare del Brian&Barry Building e abbiamo iniziato a pensare a come sviluppare il progetto. I miei cavalli ad olio in bianco e nero lo avevano particolarmente colpito, così decidemmo di proporre una esposizione dedicata al mondo equestre. Nella mia serie dedicata ai cavalli sono presenti, oltre ai dipinti olio su tela, anche alcune opere in bassorilievo realizzate con la tecnica mista insegnatami dall’artista internazionale Miro Persolja (una fusione tra scultura e pittura ricca di colore e luce). Il Prof Giorgio Grasso, critico  d’arte, si è reso disponibile per la presentazione delle mie opere.

 Anche la “performance” di sabato sempre da Brian&Barry in cui dipingevi in vetrina è stata un’ottima cosa. Idea tua?

L’idea è nata durante una riunione con la responsabile del piano gioielleria, dove si sviluppa la rassegna di opere, ed è stata poi studiata in successivi incontri. Avere la vetrina allestita per me e per la mia arte è un segno di grande fiducia e stima da parte dei responsabili del Building e di questo sono onorata. La “vetrina vivente” era una novità per loro del Building e un’ottima sfida e opportunità per me come artista. La performance ha raccolto molti consensi incuriosendo e avvicinando all’arte tante persone e tanti turisti che passeggiavano nel centro di Milano, a San Babila. Nelle due opere realizzate ho voluto fare un omaggio al Brian&Barry Building, al piano della gioielleria (attraverso l’inserimento di elementi oro) e, naturalmente, ai protagonisti della mia mostra: i cavalli!

Progetti futuri?

Ho già in cantiere una nuova serie dedicata ai ritratti e sto lavorando a nuovi progetti e nuove proposte. Invito tutti i lettori a visitare il mio sito www.francescaprovettiart.it per rimanere informati sulle diverse tappe del mio percorso artistico.

 

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Fran Bull al D Studio di Milano, via della Spiga

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Inaugurata venerdì 15 dicembre presso D Studio di Milano la mostra collettiva “Natale con l’arte in via della Spiga”. L’iniziativa, organizzata da Giorgio Grasso, uno dei curatori ufficiali della Biennale di Venezia recentemente conclusasi, proponeva lavoro di pittrici.
Guest star, il Maestro americano Fran Bull, presente con una piccola scultura/bassorilievo rossa.
Bull, una delle più importanti artiste americane, conosciuta come “abstract neoexpressionism Queen” si sta imponendo anche in Europa.
Dopo aver debuttato lo scorso 4 dicembre allo Spazio Loa di Milano, è stata contattata da Grasso, che l’ha ospitata presso Palazzo Zenobio, sede del Padiglione Armenia alla Biennale di Venezia, con una personale.
Fran Bull è rappresentata in Italia da ArtRelation (info@artrelation.it)

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Lorenzo Marini guest star al Macro con il Talent Prize

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Si è tenuta martedì 12 dicembre al Macro, il Museo di arte contemporanea di Roma, la proclamazione dei risultati della decima edizione del Talent Prize. Vincitore assoluto del Premio, organizzato da Inside Art, la rivista di Guido Talarico e tenuto quest’anno a battesimo dal Maestro Lorenzo Marini, è stato Davide Monaldi, con Carta da parati, trompe l’oeil, che conferisce tridimensionalità a un elemento bidimensionale, esplorando le potenzialità di un materiale appartenente alla tradizione. La ricerca dell’artista ruota intorno alla trasposizione scultorea di oggetti del quotidiano, analizzando l’impiego della ceramica nell’arte contemporanea. Monaldi, con i vincitori delle edizioni precedenti e i finalisti di quest’anno è protagonista di una mostra al Macro,  in cartello per tutto dicembre.

Ed ecco chi sono i nove finalisti della decima edizione, rappresentanti delle diverse categorie artistiche. Con un’installazione sono arrivati in finale Davide Allieri con Billdor, Marco Strappato con Untitled (Ground), Jacopo Rinaldi con Circuito chiuso. Estratti da Harald Szeemann nel suo archivio, Luca Resta con Superposition. A rappresentare la sezione scultura insieme al vincitore Monaldi è Simona Andrioletti che arriva in finale con l’opera Belvedere, mentre due gli artisti selezionati nella categoria fotografia: Cosimo Veneziano con The Monument in the age of Berlusconi e Alberto Sinigaglia con Cloud#Teapot. Due sono anche i portavoce della sezione video: Simone Cametti con l’opera Tina e il tedesco Patrik Thomas con Hotel Desterro mentre non compare nessun artista a rappresentare la sezione pittura.

Lorenzo Marini, ospite d’onore della manifestazione, ha presentato una sua opera in uno spazio personale. Si tratta di un’installazione a forma cubica, che, seguendo i dettami della Type art, la corrente artistica di cui Marini è caposcuola, ha tradotto in contemporary art i “caratteri” simbolo dell’evento. T, P, 1 e 0 (Talent Prize 10 ma edizione).

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Per Fran Bull sala personale alla Biennale

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Fran Bull, la grande artista americana, che ha debuttato in Italia lo scorso 4 ottobre inaugurando a Milano lo Spazio Loa, Laboratorio open art, è ora presente alla Biennale di Venezia con una sala personale, a Palazzo Zenobio, sede del Padiglione Armenia. L’ha voluta il critico Giorgio Grasso, curatore del padiglione armeno, che aveva incontrato Fran proprio allo Spazio Loa.

La pittrice e scultrice americana, che vive e lavora a Brandon, nel Vermont, ha portato tre grandi installazioni della serie Stations, caratterizzata da figure gigantesche, che ricordano la mitologia greca, più nel suo elemento di caos dionisiaco, che in quello di armonia classica apollinea. «Questa serie di lavori va letta come un libro, un romanzo, in cui descrivo realtà e sogni della mia vita», ha detto Fran Bull, in occasione della presentazione della mostra in Biennale, che resterà in cartelo sino alla conclusione della rassegna Veneziana, il 26 novembre.

A completare l’esposizione, nella sala personale dedicata dalla Biennale all’artista, verranno esposti nei prossimi giorni altri due lavori, due grandi monocromi (uno rosso e uno blu) attualmente allo Spazio Loa.

In Italia il Maestro Bull è rappresentata da ArtRelation di Milo Goj

 

 

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Le farfalle di Giuditta Rustica all’Umanitaria di Milano

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Si inaugura giovedì 1 giugno, presso il Chiostro della memoria e la Sala Cinema della Società Umanitaria di Milano, “Vanessa’s Room”, mostra personale della giovane artista messinese Giuditta Rustica, curata da Milo Goj.

Una raccolta di una ventina di disegn a matita e tecnica mista su carta che resterà in cartello sino al 15 giugno.

L’atmosfera della straordinaria mostra può ricordare le sensazioni gotiche e inquietanti della Mitteleuropa e della Germania tra le due guerre del secolo scorso. Tra chi ha visitato la mostra in anteprima non è mancato chi ha citato le pellicole del grande Fritz Lang.

Come scrive nel catalogo Mosé Previti: «Giuditta R è una giovane artista siciliana che vive fuori dall’Italia da diversi anni. Oggi risiede a Berlino dove lavora con l’attenzione della critica e dei collezionisti. La sua lontananza dalla città è un valore, per certi versi una garanzia del suo talento, e, forse, anche uno sprone per chi si occupa di arte nel piccolo mondo messinese. La  produzione di Giuditta   si articola intorno ad una ricerca ormai consolidata. Ricerca tematica intorno a uno specifico immaginario con una tecnica precisa. I suoi lavori potrebbero essere inseriti nella categoria del ritratto, ma non si tratta di effigi naturalistiche o leziose, e non sappiamo il nome delle persone che popolano le sue opere. L’umanità rappresentata è sottoposta a un principio di distorsione espressionista, quasi caricaturale, ma il presupposto di questo esito formale è una intensa volontà di interrogare la natura umana. Molti dei personaggi rappresentati sembrano dei bambini, o degli adulti divenuti inquietanti pupazzi».

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Collezioni private, parte bene l’asta di Charitystars

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Si chiama “Collezioni private”, è una nuova asta di arte moderna e contemporanea, lanciata da www.charitystars.com piattaforma specializzata nell’organizzare aste benefiche per associazioni non profit, con l’aiuto di vip di vari settori. L’auction, partita a fine novembre, si è conclusa appena prima di Natale, registrando un notevole successo. Il risultato migliore è stato ottenuto dal leader dell’azionismo viennese, Hermann Nitsch. Il suo “Schuttbild”, olio su tela del 2007, di cm. 100X80, è stato aggiudicato a quasi 18mila euro (diritti compresi). Al secondo posto, il type visual “M”, di Lorenzo Marini, una delle opere più contese che, dopo un appassionante batti e ribatti di offerte è stato venduto a poco meno di 6mila euro. Hanno ricevuto offerte anche altre opere presentate, come due tele anni Settanta di Tano Festa, una natura morta di Giovanfrancesco Gonzaga, un nudo di Guido Pajetta, un’installazione luminosa di Marco Lodola e un “Alfabeto” di Dadamaino.

L’asta presentava anche alcuni notevoli esempi di arte moltiplicata. Tra questi hanno trovato forte riscontro la scultura “moraviana” in legno “Lui” di Mario Ceroli e “America”, una rara grafica di Mimmo Rotella.

Charitystars.com ha deciso che Collezioni private diventi un appuntamento fisso. La prossima asta è prevista per il prossimo febbraio. Un vantaggio per i collezionisti: a differenza delle aste tradizionali, che impongono all’acquirente un costo aggiuntivo a quello di battuta (la cosiddetta buyer commission) che si aggira sul 30%, la commissione di “Collezioni private” di Charitystars è pari soltanto al 15% (più Iva).

 

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Lorenzo Marini, da Art Basel Miami alla Permanente di Milano

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«Il cambio del paradigma dell’alto che diventa basso (pop) vale anche col

suo opposto, cioè nell’innalzare il quotidiano a livello artistico. In

questo caso il quotidiano è il type, liberato dalla sua componente

ossessivamente funzionale e riproposto nella sua area visual

desemantizzata». Queste, secondo le parole dell’autore, le premesse concettuali di “Type visual”, la personale di Lorenzo Marini che si inaugura giovedì 6 ottobre, presso il Palazzo della Permanente di Milano, in via Turati 34, con cui il Maestro presenta l’ultima evoluzione del suo percorso creativo: l’esaltazione della ricerca dell’alfabeto e più specificamente delle font dei caratteri grafici. Marini, che oltre a essere un artista è uno dei più noti art director a livello internazionale, continua cosi: «L’intenzione estetica soggiacente riemerge con energia dal territorio delle grammatica. Gli spazi di una singola lettera diventano pretesto per meditare, approfondire, reinterpretare ogni singola lettera. Un intero alfabeto seguito dove ogni singola lettera occupa un metro per un metro di tela e viene celebrata, illustrata, rielaborata secondo il solo criterio

dell’architettura degli spazi. Ricerca presente in tutto il mio lavoro artistico. Qui la mappatura dei pieni e dei vuoti si rivolge dentro il cerchio, il triangolo e il

quadrato, che sono le macro geometrie cataloganti il font tipografico.

Per la prima volta uso il colore, ma poi lo ricopro con la neve del

bianco. Per frapporre tra l’opera e lo sguardo del pubblico una sorta di

silenzio preservante».

La personale di Marini, presentata dal critico e conduttore televisivo Giorgio Grasso, già co-curatore della Biennale di Venezia del 2011, proseguirà per tutto il mese d’ottobre.

Marini vanta una apprezzata presenza anche negli States. Lo scorso dicembre ha esposto 8 opere a Miami nella settimana di Art Basel, la più importante fiera d’arte americana. Tra le sue ultime attività spicca una personale in contemporanea, lo scorso aprile, presso gli spazi eventi dei Megastore Mondadori Duomo e Marghera, a Milano (nell’ambito del Progetto St-Art, l’artista del mese) e la Gallery Center Soho di New York. Mentre in luglio è stato presente, unico autore italiano, con 7 dipinti in una collettiva presso la George Bergèr Gallery New York, la galleria che lo rappresenta negli Stati Uniti.

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L’Aura di Alberto Di Fabio illumina l’autunno milanese

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Milo GojWritten by:

Inizio autunno all’insegna degli acrilici di Alberto di Fabio per la “Luca Tommasi Arte contemporanea”. La galleria milanese ha inaugurato lo scorso 22 settembre “Aura”, personale del 50enne artista abruzzese, che sarà in cartello sino al 19 novembre. In mostra una decina di recenti acrilici su tela, di medio e grande formato e una selezione di piccole opere su carta.

Pur poco presente alle aste (meno di una ventina, finora, le opere dell’artista battute nelle principali case d’auction), Di Fabio può contare su collezionisti importanti. Del resto vanta esposizioni prestigiose: Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, Estorick Collection di Londra, Cern di Ginevra, Mart di Rovereto; Macro di Roma. Fa parte inoltre della scuderia di Larry Gagosian a New York, città dove vive e lavora per gran parte dell’anno (per la restante fa capo a Roma).

La sua pittura si potrebbe, genericamente definire astratta, ma si basa su precisi spunti iconografici e tematici. In un dialogo serrato tra macro e microcosmi, la proliferazione di forme che caratterizza le sue tele fa riferimento al mondo della fisica e dell’uomo, mettendoli in relazione con lo spazio cosmico. Tra gli spunti che si sono succeduti nei recenti cicli dell’artista, i paesaggi montuosi come simbolo di elevazione mentale (nella mostra alla Fondazione Menegaz di Castelbasso, 2014); il cosmo e l’ambizione sublime di poterlo percorrere (Macro, Roma, 2015); il dialogo con la cultura umanistica del Rinascimento (nella mostra Cosmic gate, diffusa in vari luoghi storici di Ferrara – giugno-luglio 2016).

 

Nelle opere presenti alla Luca Tommasi, l’artista si concentra sul soggetto umano: lo spunto poetico sono «le potenzialità della mente, la sua aura e il suo magnetismo!, come dice lo stesso Di Fabio. Riferendosi simbolicamente a discipline tanto diverse come scienza, matematica, religione, filosofia e poesia, «i dipinti invocano una riconciliazione tra pensiero razionale e attività istintiva e creativa, tra emisfero sinistro e destro del cervello».

Sul piano stilistico, i lavori esposti rappresentano un’ulteriore evoluzione nella poetica di Di Fabio: il segno si inserisce armonicamente in una trama pittorica ancor più sviluppata e lavorata che in passato. Ma lo slancio creativo è sempre sostenuto da una struttura rigorosa: i contrasti di cui vive la sua pittura -tra pieni e vuoti, luce e buio, segno incisivo e gesto pittorico – danno vita infatti a un linguaggio sistematico, come un alfabeto da decifrare che ricorre di dipinto in dipinto.

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“Mantova da colorare”, il primo progetto editoriale di Federica Aiello Pini  

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Enrica GoverniWritten by:

E’ in uscita  il primo progetto editoriale di Federica Aiello Pini, “Mantova da colorare. Colouring Book” – pubblicato da Il Rio Edizioni -, una raccolta di illustrazioni che sarà in libreria poco prima del Festivaletteratura e  che ha ottenuto i loghi di “Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016”, “Comune di Mantova”, “UNESCO”  e “Mantova e Sabbioneta Patrimonio Mondiale”.

Questo libro di Federica, giovane pittrice nata a Parma ma vissuta a  Mantova, e che ora vive e lavora tra Italia e Panama, farà parte di una collana che toccherà diverse città nel mondo (Panama è già in lavorazione) riproponendone in maniera giocosa luoghi, paesaggi, edifici storici, personaggi, piante e cibi tipici.

E’ pensato per chi ama dedicarsi ad attività creative o beneficiare dell’effetto rilassante dell’atto di colorare, ma anche per chi vuole semplicemente un ricordo della città: le sue pagine sono infatti cartoline staccabili, che il lettore può incorniciare oppure spedire a qualcuno.

Per saperne di più: www.federicaaiellopini.com

 

 

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