Design & Arte

Lorenzo Marini crea un’opera in omaggio a Lucio Del Pezzo e la porta alla Bevilacqua La Masa

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Per una volta ha abbandonato l’idea creativa su cui ha fondato la propria corrente, la Type art. Lorenzo Marini, l’artista autore del Manifesto per la liberazione delle lettere, per omaggiare il grande Lucio Del Pezzo, scomparso pochi giorni fa a 86 anni, ha realizzato un’opera, ispirata ai visual box “delpezziani”, sostituendo ai tipici oggetti di consumo le lettere.

La novità per Marini è che, questa volta, i type non sono in libertà, non vivono di luce propria, ma compongono una frase a senso compiuto: “Ciao e grazie Lucio”.

D’altronde, qualcosa accomuna i due Maestri: il senso dell’oggetto singolo e l’attenzione verso i riti della società di massa. Non si può dimenticare che Marini, oltre che maestro dell’arte visiva, è anche uno dei più noti art director a livello mondiale. Ciao e grazie Lucio sarà esposta nella mostra “Dal silenzio alla parola”, che avrebbe dovuto tenersi dal 21 marzo al 10 maggio presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, e che è stata rinviata, per colpa del Coronavirus, a data da destinarsi.

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Miart Milano : appuntamento a settembre 2020 con il mondo dell’arte

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Enrica GoverniWritten by:

 

 

Miart venticinquesima edizione, fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano – inizialmente prevista dal 17 al 19 aprile – si terrà nei padiglioni di fieramilanocity dall’11 al 13 settembre 2020 (preview 10 settembre).  E con lei, in parallelo, la Milano ArtWeek,  dal 7 al 13 settembre.

In relazione all’evolversi della diffusione del Covid-19, e preso atto delle nuove norme restrittive varate dal governo, è stato deciso di posticipare fiera ed eventi per tutelare la salute di pubblico, espositori e cittadini.

Miart e la Milano ArtWeek  lavorano intensamente e con resilienza,  insieme a tutti gli stakeholder per riprogrammare i vari eventi in città e per garantire che si attui in modo ottimale la manifestazione, caratterizzata dall’eccellenza nel mondo dell’arte da sempre.

Le nuove date offrono a Miart e alla Milano ArtWeek l’occasione di essere uno dei primi appuntamenti della nuova stagione artistica e culturale, contribuendo a far ripartire la città di Milano, sull’onda del motto “Milanononsifermamai” riportandola alla sua meritata dimensione  internazionale.

Tutti gli aggiornamenti saranno disponibili online sul sito www.miart.it

 

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Fran Bull, dalla Biennale di Venezia alla poesia

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È uno degli eventi culturali di maggior successo della stagione newyorkese a cavallo tra il 2019 e il 2020. Choose Your Own Title, il volume di Fran Bull pubblicato alla fine dello scorso anno dall’editore bolognese Damiani e realizzato in collaborazione con la designer di fama internazionale Yolanda Cuomo, è ormai diventato un autentico cult. Come dimostra anche il successo dell’incontro organizzato recentemente al Poliform on Madison di New York, in cui Fran Bull ha letto e firmato copie della sua pubblicazione.

Nota soprattutto come protagonista della contemporary art, presente alla Biennale di Venezia 2017 con una mostra personale presso il Padiglione Armenia, curata dal critico e storico dell’arte Giorgio Gregorio Grasso, l’artista newyorkese ama abbinare al suo lavoro nell’arte visiva anche quella di scrittrice.

Choose Your Own Title raccoglie 19 poesie e 54 immagini, in perfetta sintesi fra loro. Fran Bull era diventata nota come una delle principali esponenti del fotorealismo. Verso gli anni ’80, la sua evoluzione artistica l’ha portata a dedicarsi all’espressionismo astratto, di cui è diventata una delle protagoniste a livello internazionale.

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Fran Bull si racconta

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È una delle più importanti interpreti della contemporary art internazionale. Fran Bull, pittrice e scultrice ma anche scrittrice americana, dopo essersi cimentata nel fotorealismo ha aderito, negli anni ’80, al neoespressionismo astratto, diventandone protagonista assoluta. Le sue opere sono esposte a uno dei più importanti musei di arte moderna e contemporanea del mondo, il Moma di New York.

Anche in Europa, in questi ultimi anni, è stata la ribalta con prestigiose mostre in spazi pubblici presso, ad esempio, la Biennale di Venezia (Padiglione Armenia), La Fabbrica del Vapore del Comune di Milano e la Biennale di Arte Sacra di Mentone. Qui di seguito l’artista racconta alcuni momenti della sua vita.

“Ricordo di essermi seduta su un treno per pendolari, da Setauket, Long Island, a New York. Avevo vent’anni, ero una persona con molti interessi, vivevo chiedendomi cosa avrei fatto della mia vita. Mentre il presagio scorreva, sentii un grande cambiamento in me. Gli dei del destino e delle decisioni erano saliti su quel treno e quando arrivai a New York, avevo capito: avrei dedicato la mia vita all’arte. Del resto, sono cresciuta nel New Jersey, i miei sabati e le mie estati li ho passati al museo di Newark. Noi bambini, che prendevamo lezioni, attingevamo alla natura e realizzavamo le nostre opere su ogni mezzo. Immettevamo concorsi con animali e cartapesta e con costumi ispirati alle mostre del museo. A dieci anni mi sono immaginata di essere un’artista “moderno” e ho emulato l’arte di Joseph Stella, i cui lavori sono esposti anche oggi a Newark”.

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Fran Bull rende più trasparente il proprio catalogo

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È una delle più apprezzate protagoniste della contemporary art internazionale. Fran Bull, artista newyorkese ma spesso presente anche in Europa, in oltre 50 anni di carriera ha esplorato diverse correnti, ottenendo sempre i consensi di critica e collezionisti. Del resto per Fran, l’arte supera il confine del mestiere e anche quello della passione per assumere un ruolo esistenziale. “Ho convissuto con l’arte fin dall’infanzia. Attraverso l’arte sono in grado di esprimere i miei pensieri, le mie preoccupazioni, le mie visioni, insomma tutto ciò che sono.

Non importa la categoria in cui l’arte viene declinata, mi posso dedicare alle gioie del disegno, della pittura, dell’incisione, della scultura esprimendo attraverso queste forme, che traduco in espressioni visive, i miei pensieri e sentimenti più profondi. Con una sintesi molto forzata, si può dire comunque che la carriera di Fran Bull si articoli in due periodi principali, quello del fotorealismo e successivamente l’espressionismo neo-astratto. In questa corrente, si è imposta al punto da essere oggi chiamata “Neo-abstract expressionism Queen”.

Presente nei più importanti musei del mondo come il Moma (Museum of modern art) di New York, il Guilin museum (nell’omonima città cinese) e il Bo Alveryd di Malmo (Svezia), Fran da tre anni è molto attiva anche in Italia. Vanta due personali, rispettivamente al Loa (Laboratorio open art) e alla Fabbrica del Vapore di Milano, e una mostra personale a Palazzo Zenobio, Padiglione Armenia della Biennale di Venezia 2017.

Inoltre, negli ultimi due anni, le sue opere sono presenti in due musei di arte contemporanea, rispettivamente a Ceglie Messapica e Frosinone. Tra i critici che in Italia seguono più attentamente l’artista newyorkese, un posto particolare è occupato da Giorgio Gregorio Grasso, curatore del Padiglione Armenia della Biennale 2017 (oltre che del Padiglione Italia Biennale 2011) che, appunto, l’ha voluta ospitare a Palazzo Zenobio.

Come tutti gli artisti che hanno raggiunto una consacrazione sul mercato, anche Fran Bull ha costituito un archivio delle proprie opere che raccoglie 1.200 lavori tra disegni, dipinti, sculture, installazioni e grafiche. Ora sta rinnovando questo archivio per renderlo più facilmente fruibile a pubblico e addetti ai lavori.

 

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Il nuovo video di Fran Bull

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La regina del “neo-abstract expressionism”, in una sintesi del suo più recente video.

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Karina Castorani Gosteva vince il Premio Ricoh 9

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Si è conclusa la nona edizione del Premio Ricoh, con la consacrazione dei vincitori presso il Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano.

Karina Castorani Gosteva, 29 anni, laureata all’Accademia Naba di Milano, si aggiudica il traguardo di vincitrice assoluta con l’opera Meduse Quantiche, una stampa digitale su carta fotografica di cotone su “DI BOND” mm 3 con dettagli in effetto dorato.

Da nove anni, il Premio Ricoh si propone di dare una forte visibilità agli artisti under 40, i quali devono esprimere attraverso le loro opere i valori dell’azienda che si concentrano sull’innovazione e la responsabilità sociale d’impresa.

Tra oltre 500 candidature, sono state scelte 29 opere finaliste di cui solamente quattro (oltre il vincitore assoluto) hanno ottenuto un premio per la categoria di appartenenza.

Il “Ricoh”, infatti, viene suddiviso in: Pittura-disegno-grafica, scultura-installazione, fotografia-video-digital art e, ormai da due edizioni, la categoria “Pop Art”, la quale si differisce nell’essere trasversale tra le altre tre.

I vincitori della nona edizione del Premio Ricoh rispettivamente per le categorie elencate sono;

  • Melissa Marinozzi per la prima sezione, con un’opera senza titolo
  • Andrea Agati per la categoria scultura, opera anch’essa senza titolo sotto modello di scatola
  • Fabiola Vizzini con la fotografia “Amarcord”
  • Oriana Galopin per la categoria “trasversale”, con l’opera “Green Grass”
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”Inuman Anomalia” al ME Milan Il Duca

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Enrica GoverniWritten by:

 

”Inuman Anomalia”, una personale dedicata a Silvia Bertocchi, in mostra fino al 15 giugno al ME Milan Il Duca, 5 stelle lusso, nel cuore di Milano.  Prosegue il ricco programma culturale “The Culture Collective” che spazia tra varie discipline come pittura, recitazione, scrittura, danza e poesia. L’esposizione presenterà un percorso multidisciplinare tra elementi espressivi differenti, testimonanza di un mondo surreale che trae ispirazione dalla varietà della vita quotidiana, nato mescolando tecniche e materiali su tela e legno. Si racconta con la poesia, si spiega con la pittura, un’occasione preziosa anche per scoprire come la Sardegna, terra natale dell’artista, sia punto di riferimento importante e fonte di ispirazione costante, fonte e origine anche della sua passione per la pittura.

 

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Flavia Tibaldi, aste di arte visiva pro gatti abbandonati

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Londra, Flavia Tibaldi ha dato vita a un interessante progetto per finanziare gli istituti che si occupano di gatti abbandonati. Si basa sui proventi di aste di quadri e sculture e, in generale, di arte visiva.

In particolar modo, verrà coinvolto il Battersea Cats and Dogs, una struttura molto popolare in UK. Fondata nel 1860, ospita attualmente 220 cani e 260 gatti. In tutti questi anni ne ha curati, aiutati e dati in adozione oltre 3 milioni. Il suo successo è tale che anche la Famiglia reale è coinvolta nel finanziamento e in diverse iniziative del Battersea. L’istituzione conta 400 dipendenti, oltre a 1.200 volontari che si occupano degli animali sino al momento in cui vengono adottati o affidati.

Flavia Tibaldi organizzerà piccole aste tra privati, con opere d’arte che, possibilmente, abbiano un richiamo agli animali, con la partecipazione di Batteresea Cats and Dogs, cui andranno i proventi delle auctions.

Data prevista per la partenza del progetto. Il prossimo giugno.

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Acluofobia di Marco Bersanetti al Loa di Milano

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Si intitola Acluofobia. E’ la personale che l’artista di Parma Marco Bersanetti inaugura allo Spazio Loa (Laboratorio Open art) di Milano mercoledì 27 marzo.

Classe 1986, finalista nel 2018 alla 8a edizione del Ricoh, uno dei più prestigiosi premi per giovani pittori, scultori e fotografi contemporanei, Bersanetti è uno degli artisti italiani più interessanti della sua generazione.

Qual è il modo migliore per combattere la paura del buio, se non quello di usare il colore…” Con questa frase Bersanetti, che predilige l’utilizzo di colori vivaci, vicini all’espressionismo astratto americano, spiega il titolo della sua personale (Acluofobia, dal greco aclus, oscurità e fobia, paura, significa appunto paura del buio).

Tra gli apprezzamenti ricevuti dal giovane maestro emiliano spicca quella di Vittorio Sgarbi, al quale in occasione di un suo incontro pubblico è stata donata un’opera. 

Quest’anno Bersanetti partecipa anche al premio Eccellenza Europea delle arti esponendo un’opera a Roma nel mese di febbraio, a Barcellona nel mese di aprile e a Parigi nel mese di giugno.

La mostra del Loa, organizzata in collaborazione con ArtRelation di Milo Goj, grazie anche all’intervento di tre aziende sponsor, Barbuti&Bertinelli, Bercella e Nuova Faber, viene presentata dal critico e storico dell’arte Giorgio Gregorio Grasso. Presidente della Fondazione Arte Contemporanea, Grasso è stato due volte curatore alla Biennale di Venezia, nel 2011 al Padiglione Italia e nel 2017 al Padiglione Armenia.

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