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Il 14 e 15 giugno a Piana di Sorrento appuntamento con la prima edizione dell’Italian Export forum

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Dal Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, al Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, all’Amministratore delegato e direttore generale di SACE Alessandro Decio, da Pasquale Salzano, ambasciatore italiano in Qatar a Ernesto Lanzillo, Senior Partner di Deloitte e Private & Family Business Leader dell’area Central Mediterranean a Matteo Zoppas, del Gruppo Acqua San Benedetto e Mario Gasbarrino, presidente e amministratore delegato di Unes Supermercati a Beniamino Quintieri, Presidente di SACE.

Sono oltre 40 i top manager e i rappresentanti istituzionali che animeranno il 14 e 15 giugno, nella splendida Villa Fondi de Sangro a Piano di Sorrento (Napoli), la prima edizione dell’Italian Export Forum, il primo forum specificamente pensato per riunire il mondo dell’export italiano, che avrà SACE SIMEST (Gruppo Cdp) come main partner tecnico ed il supporto di ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, Deloitte, Edelman e la Lega del Filo d’Oro come Charity partner.

L’Italian Export Forum sarà una vera e propria “Cernobbio dell’export”, nata da un’idea dell’imprenditore campano Lorenzo Zurino attivo da oltre dieci anni nella distribuzione di prodotti food negli Usa e premiato a marzo scorso dalla NIAF – la più importante fondazione degli italo-americani come miglior imprenditore under 35, finalizzata a creare uno spazio di analisi, discussione proposta concreta per un settore che nel 2018 in Italia ha pesato per circa 463 miliardi di euro (fonte: MISE). Lo IEF porterà per la prima volta nel Mezzogiorno alcuni tra i più importanti attori legati all’export Made in Italy ed impegnati nei più svariati settori, da quello bancario a quello della moda, dalle fiere all’ enogastronomia.

I numerosi top manager e rappresentanti istituzionali presenti si confronteranno tra loro in sessioni plenarie, tavoli tematici, focus di approfondimento e incontri bilaterali sui principali temi che caratterizzano la promozione del Made in Italy all’estero e sulle criticità affrontate dalle aziende esportatrici. Al forum potranno iscriversi gratuitamente aziende interessate a migliorare la loro proiezione all’estero o quelle che intendono affacciarsi sui mercati internazionali.

Tra i temi trattati, “Opportunità e passaggi essenziali per i mercati esteri nel settore food”, un comparto che vale il 7% dell’export italiano, ma con un tasso di crescita negli ultimi 10 anni di oltre il 70% e una brillante performance anche negli anni della crisi economica. Interessante anche “Strumenti di posizionamento del Made in Italy e del Made in Campania legati al mondo della moda”, un focus curato da SACE SIMEST su come concludere un affare di successo all’estero. Non mancherà una sessione plenaria dedicata alla “Diplomazia economica nella conoscenza e nell’approccio a nuovi mercati”. Ogni sessione plenaria e workshop di approfondimento vedrà la creazione di un libro bianco redatto dall’ISPI.

Lo IEF punta ad aiutare concretamente le aziende italiane a migliorare la penetrazione del Made in Italy sui mercati e sarà una sintesi tra un “ecosistema” di concezione inedita ed un think-tank, composto da un grande evento annuale, un osservatorio permanente ed una piattaforma web di scambio virtuale, il tutto destinato a sviluppare analisi, confronti, discussioni dedicate specificamente all’export Made in Italy e ai suoi attori principali.

Al progetto hanno aderito realtà quali il Ministero degli affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso la Direzione Sistema Paese, Confindustria, CNA, l’Ambasciata d’Italia in Qatar tutte con grande esperienza sui mercati internazionali e con le quali le aziende potranno interagire direttamente.

Obiettivo del forum è la costituzione di una grande alleanza finalizzata a dare alla promozione del Made in Italy l’attenzione che merita da parte dei decisori e dell’opinione pubblica del paese ed un contributo qualitativamente elevato in termini di analisi e soluzioni concrete alle aziende che esportano e a quelle che intendono farlo.

Racconta Lorenzo Zurino, presidente dello IEF e fondatore e CEO di The One Company : «L’export costituisce un settore strategico e trainante per l’economia italiana, ma nel nostro paese manca attualmente un momento di confronto dal respiro nazionale tra soggetti pubblici e privati, sia italiani che internazionali, per analizzare i problemi e indicare soluzioni concrete legate alla promozione delle aziende italiane all’estero. L’Italian Export Forum è nato per colmare questo vuoto e costituisce quindi un inedito assoluto nel panorama economico e istituzionale italianoLa scelta del Sud non è casuale perché credo che il Mezzogiorno possa trovare nell’export una chiave fondamentale per la propria crescita e per la valorizzazione delle sue tante eccellenze»,

Continua il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: «L’Italia è la seconda manifattura d’Europa dopo la Germania ed esporta beni e servizi in tutto il mondo per complessivi 550 miliardi di euro. Non a caso la nostra industria è prima, seconda o terza in otto settori su dodici a livello internazionale: il che la dice lunga sulla qualità delle produzioni nazionali perché dove c’è equilibrio, bellezza e tecnologia entra in gioco l’Italia. Fare un punto su un fenomeno così importante per l’economia del Paese è molto utile e per questo guardiamo con favore alla nascita dell’Italian Export Forum e all’avvio della sua prima edizione a Sorrento. Una scelta emblematica che premia il nostro Mezzogiorno chiamato a partecipare con sempre maggiore convinzione alla crescita del Paese».

Aggiunge Pasquale Salzano, Ambasciatore italiano in Qatar: «Ho accettato con piacere l’invito degli organizzatori della prima edizione dell’Italian Export Forum che si terrà a Piano di Sorrento perché ritengo sia un’iniziativa utile, anzi preziosa soprattutto per le piccole e medie aziende italiane che costituiscono la spina dorsale della nostra economia. I mercati esteri rappresentano delle opportunità uniche di crescita e sviluppo per la piccola impresa e istituzioni come Simest e SACE sono essenziali per accompagnare e rafforzare tali processi di presenza coordinata all’estero. È necessario tuttavia che le scelte di internazionalizzazione da parte degli attori economici vengano operate con consapevolezza e conoscenza non solo delle opportunità e dei vantaggi esistenti, ma anche delle difficoltà e delle problematiche potenzialmente presenti in mercati spesso molto competitivi e selettivi. Le nostre imprese e i nostri artigiani costituiscono nella maggior parte dei casi delle autentiche eccellenze ma ciò di per sé non basta; per vincere bisogna essere in grado di comprendere le specificità dei mercati ai quali ci si rivolge e adattarsi e prepararsi per centrare l’obiettivo. Iniziative come questa dell’IEF sono particolarmente utili perché consentono di mettere insieme esperienze e visuali diverse e complementari, con un taglio pratico e concreto che permette alle imprese di operare scelte consapevoli e ponderate e quindi, in ultima analisi, vincenti». 

Da parte sua, Vincenzo De Luca, Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha detto: «Il processo di internazionalizzazione delle nostre imprese è fondamentale, ma si presenta come un cammino complesso, su cui pesano scenari geopolitici ed economici non sempre facilmente prevedibili. Questa complessità richiede una strategia coordinata da parte delle istituzioni preposte all’internazionalizzazione del Paese. La Farnesina e la rete diplomatico-consolare contribuiscono a questa strategia, aiutando le imprese nel loro percorso grazie a un importante lavoro di sostegno istituzionale e market intelligence».

«Siamo molto felici di essere partner tecnici di questo primo Italian Export Forum, una nuova iniziativa ad alto valore strategico che sono certo offrirà un’importante occasione di confronto per dare voce e sostegno al mondo dell’export, motore fondamentale dell’economia del nostro Paese, che da solo contribuisce a quasi un terzo del Pil», ha convenuto Alessandro Decio, Amministratore Delegato e direttore generale di SACE, «Come SACE SIMEST siamo in prima linea in questa direzione, con oltre 28 miliardi di euro mobilitati a sostegno delle imprese italiane sui mercati esteri nell’ultimo anno, in crescita a due cifre per il terzo anno consecutivo. Siamo pronti a fare ancora di più e siamo certi che iniziative come questa dell’Italian Export Forum e lo stimolo continuo delle tante eccellenti imprese italiane ci aiuterà a fare sempre di meglio».

Paolo Magri, Vice Presidente Esecutivo e Direttore dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, dichiara: «Nato 85 anni fa proprio grazie al supporto di un gruppo di imprenditori e oggi forte di una membership che conta oltre 70 aziende associate, tra cui le principali imprese italiane, ISPI da sempre dedica un’attenzione significativa – che lo contraddistingue fra i think tank italiani ed è tipica invece di quelli anglosassoni – all’elaborazione di analisi e scenari a supporto dell’internazionalizzazione del Sistema Paese L’obiettivo è di offrire alle imprese una chiave di lettura geopolitica e geoeconomica per un mondo in continuo e rapido cambiamento. Per far questo è cruciale la partnership con istituzioni come Sace e iniziative come l’Italian Export Forum che, mettendo insieme competenze e approcci diversi ma tra loro strettamente complementari, aiutano le aziende italiane ad aprirsi ancora di più al mondo».

«L’internazionalizzazione è una sfida e un fattore di crescita e sviluppo fondamentale per la competitività delle nostre imprese, in particolare della PMI. In questo momento storico, ‘aprire i propri confini all’estero’ può rappresentare un’alternativa alla stagnazione del mercato interno; ciononostante, considerato anche il contesto internazionale incerto, il percorso di internazionalizzazione non può prescindere da un’analisi mirata dello scenario globale. Il nostro studio -Le fiere come strumento di internazionalizzazione del Made in Italy – rappresenta una testimonianza della grande attenzione che dedichiamo alla tematica e infatti ha avuto anche un risvolto pratico importante, contribuendo alla introduzione di una specifica norma nel “Decreto Crescita”, che prevede l’agevolazione fiscale del credito d’imposta per la partecipazione delle PMI alle manifestazioni fieristiche internazionali di settore», ha dichiarato Ernesto Lanzillo, Senior Partner di Deloitte e Private & Family Business Leader dell’area Central Mediterranean (Italia, Grecia, Malta).

Conclude Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro: «Ringrazio Lorenzo Zurino, Presidente dell’IEF e amico della Lega del Filo d’Oro, per averci dato l’opportunità di essere Charity Partner di questo importante evento dedicato al settore dell’export Questa è una preziosa occasione per accreditare l’Associazione presso un qualificato panel di stakeholder istituzionali ed economici di livello internazionale e promuovere l’attività della Lega del Filo d’Oro a supporto delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e delle loro famiglie».

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Keypont Intelligence assegna il premio “PaceSetter”

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Assegnato a Ricoh il premio “PaceSetter” per l’integrazione del cloud all’ecosistema dei multifunzione. A dare l’importante riconoscimento è Keypoint Intelligence-BLI, organizzazione indipendente che valuta le soluzioni hardware e software per il document imaging, I dispositivi multifunzione intelligenti di Ricoh sono tecnologie scalabili e personalizzabili per rispondere alle esigenze degli ambienti di lavoro di oggi. Ricoh definisce questo approccio Dynamic Workplace Intelligence sottolineando così la flessibilità con cui collabora con le aziende per sviluppare processi e workflow “su misura”.

«Ricoh è stato uno dei primi fornitori a sviluppare piattaforme software integrate ai multifunzione al fine di estenderne le funzionalità. Ricoh guida la trasformazione del modo di lavorare mediante soluzioni MFP cloud-ready che offrono valore aggiunto ai clienti»m spiega Jamie Bsales, Director of Solutions Analysis di Keypoint Intelligence; «al centro della proposta vi sono tecnologie all’avanguardia e servizi basati sul cloud che garantiscono scalabilità per stare al passo con l’evoluzione delle esigenze di business».

Nell’analisi di Keypoint, Ricoh si è distinta grazie alla piattaforma Ricoh Smart Integration in grado di collegare i dispositivi ai più noti servizi cloud di terze parti. Altre tecnologie che secondo Keypoint possono fare davvero la differenza sono le Ricoh Cloud Workflow Solutions, soluzioni e servizi basati sul cloud a cui si accede direttamente dai multifunzione e che permettono l’integrazione anche con il mondo dell’Internet of Things.

Continua Olivier Vriesendorp, Vice President Product Marketing, Ricoh Europe: «Questo riconoscimento attesta la nostra capacità di innovare e la nostra leadership nell’ecosistema dei multifunzione integrati al cloud. Il Digital Workplace di Ricoh aiuta le imprese a cambiare il proprio modo di lavorare grazie a tecnologie che offrono scalabilità, sicurezza, sostenibilità e semplicità. Mediante i nostri servizi le aziende possono entrare nell’era digitale e lavorare in modo più efficiente e produttivo».

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Innovazione e sostenibilità contro il gap generazionale

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Oggi ha ancora senso suddividere i dipendenti sulla base delle generazioni di appartenenza? Per rispondere a questa domanda Ricoh ha commissionato a Coleman Parkes una ricerca che ha coinvolto oltre 4.500 dipendenti di tutta Europa.

Lo studio ha messo in evidenza come le differenti generazioni in azienda abbiano aspettative e obiettivi comuni. Ad esempio, i dipendenti di ogni età chiedono alla propria azienda di operare secondo i più elevati standard etici e morali. In particolare, la maggior parte dei dipendenti di tutte le generazioni (64%) concorda sul fatto che la sostenibilità debba costituire una priorità assoluta anche nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Un altro aspetto che funge da collante è quello dell’innovazione: il 73% degli intervistati è fiducioso nella propria capacità di utilizzare le nuove tecnologie. Inoltre, il 63% concorda sul fatto che l’innovazione IT li aiuti a lavorare in modo più efficiente e il 69% sottolinea come le aziende migliori siano quelle che investono in tecnologie digitali.

Tra gli altri risultati della ricerca:

-il 63% del campione ritiene che il modo di lavorare cambierà radicalmente nei prossimi 5-10 anni;

-il 64% dei dipendenti sposa pienamente i valori e i principi della propria azienda;
-i dipendenti si sentono coinvolti nell’ambiente di lavoro, con una media del 59% di tutte le generazioni convinta che tale ambiente contribuisca in maniera significativa a definirli come individui;
-il 70% dei dipendenti di tutte le età vorrebbe migliorare le proprie competenze nel corso della propria carriera lavorativa

Commenta David Mills, CEO di Ricoh Europe: «Non sono solo le generazioni più giovani a chiedere alle aziende di agire in modo sostenibile e responsabile. Per un’impresa ciò significa rispettare l’ambiente, le persone e la società in cui opera. Ricoh ha definito una precisa strategia per la sostenibilità con obiettivi in linea con i Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. Entro il 2050, ad esempio, vogliamo azzerare le nostre emissioni di CO2. In quanto leader di mercato abbiamo il dovere di contribuire alla realizzazione di una strategia globale a favore di uno sviluppo che sia davvero sostenibile”.

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Costruiamo il Futuro

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Si è svolta a Palazzo Marino, sede neoclassica del Comune di Milano, la presentazione del “Premio Costruiamo il Futuro” giunto alla 3edizione.

Nato per supportare le associazioni sportive dilettantistiche milanesi che seguono bambini e ragazzi dando vita a realtà positive in ambito sportivo soprattutto nelle zone periferiche del capoluogo lombardo, il Premio coinvolge -oltre a diverse importanti Fondazioni- anche realtà molto note come il Corriere della Sera, e ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano, della Regione Lombardia e della Città metropolitana di Milano.

Tra i principali sostenitori del Premio, Ricoh Italiaconferma anche in questa occasione il proprio impegno nell’ambito Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR).

Rcconta Davide Oriani, CEO di Ricoh Italia: «La responsabilità sociale è uno dei valori fondanti di Ricoh che punta alla realizzazione di un business sostenibile indirizzando la propria attenzione alle comunità in cui opera per contribuire concretamente al loro sviluppo. In quest’ottica, da diversi anni supportiamo il Premio “Costruiamo il Futuro” e altri importanti progetti di CSR fortemente radicati sul territorio e rivolti alle nuove generazioni. In merito a questo ultimo aspetto, vorrei citare il ‘Premio Ricoh per giovani artisti contemporanei’, una iniziativa culturale che da ormai nove anni aiuta i giovani a farsi strada e ad emergere nel mondo dell’arte».

Sabato 15 giugno è prevista la premiazione dei progetti selezionati, evento a cui parteciperanno bambini e ragazzi delle società sportive di Milano.

In 16 anni di attività la Fondazione Costruiamo il Futuro ha sostenuto quasi 400 associazioni sportive e sociali diverse donando complessivamente 620.000 euro in Provincia di Lecco, Monza e Brianza, Bergamo e Milano. Tali risorse hanno permesso di supportare importanti progetti nell’ambito della disabilità e dello sport, di avviare nuove attività sportive in quartieri difficili e di contribuire alla sistemazione di strutture in stato di abbandono.

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Sale riunioni 2.0, Nice sceglie Ricoh

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Nice, creata nel 1993 a Oderzo, nel Trevisano, offre soluzioni integrate per l’automazione di cancelli, garage, sistemi per schermature solari, sistemi di parcheggio, sistemi di allarme wireless e home security, per applicazioni residenziali, commerciali e industriali. L’azienda, che esporta i propri prodotti in più di 100 paesi nel mondo, ha un organico di 2.300 persone. Quello dell’home automation è un settore in espansione e Nice è convinta che l’innovazione sia fondamentale per competere in un mercato in costante cambiamento.

L’azienda interpreta l’innovazione in modo poliedrico prendendo in considerazione sia i prodotti – per garantire qualità e affidabilità ai clienti – sia i processi interni per migliorare l’efficienza organizzativa. Da qui l’idea di rivolgersi a Ricoh per introdurre lavagne interattive a supporto della collaboration negli uffici e nella sede dove si svolgono le attività di R&D.

Collaboration, il ruolo delle tecnologie. Rispetto anche solo a qualche anno fa le sale riunioni e gli spazi per i meeting stanno cambiando volto con l’obiettivo di semplificare e velocizzare la collaborazione tra le persone e la condivisione delle informazioni. Racconta Ciro Risi, System Administrator di Nice: «La tecnologia digitale è al centro di questo processo di cambiamento. Prima di rivolgerci a Ricoh, per condividere contenuti durante una riunione o un brainstorming utilizzavamo lavagne a fogli mobili oppure monitor a cui veniva collegato un pc. Si trattava di una modalità operativa poco funzionale e inadeguata alle esigenze delle aziende di oggi in termini di flessibilità e di lavoro da remoto».

Ricoh, già partner dell’azienda per i sistemi di stampa e multifunzione, ha sviluppato un progetto che ha previsto l’installazione nelle varie sedi di 7 lavagne interattive con diverse dimensioni (55, 75, 65 e 84 pollici) a seconda degli spazi in cui ne è previsto l’utilizzo. Le soluzioni Ricoh, veri e propri hub per la collaborazione, vengono ad esempio impiegate per migliorare la condivisione di contenuti e presentazioni durante le riunioni, ma anche per rendere più efficace la gestione delle informazioni alla base delle attività di Ricerca e Sviluppo. Le lavagne interattive Ricoh con display touch consentono di condividere file, scrivere annotazioni su documenti per poi salvarli, stampare e inviare via e-mail quanto visualizzato. «Particolarmente interessante», continua Risi, «è la possibilità di integrare le whiteboard con tool per la videoconferenza per una collaborazione ancora più immediata tra tutte le sedi. Un altro aspetto molto apprezzato è la possibilità di collegare le lavagne ad altri dispositivi mediante rete wi-fi, per cui non servono cavi che risulterebbero antiestetici in uffici di design come i nostri».

Velocità e affidabilità. Conclude Risi: «La partnership con Ricoh è nata diversi anni fa e l’azienda si è rivelata un fornitore su cui possiamo sempre contare. Oltre a tecnologie affidabili, Ricoh ci garantisce servizi e supporto tecnico di elevata qualità. I professionisti di questa azienda sono in grado di intervenire in tempi rapidissimi a garanzia della continuità operativa».

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Aspettative dei consumatori: minaccia o occasione per le aziende europee?

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Emerge da una recente ricerca Ricoh: i consumatori diventano sempre più esigenti e richiedono prodotti e servizi a prezzi contenuti. Ma, al contrario di come si potrebbe pensare, la maggior parte dei manager europei non considera questa situazione come una possibile minaccia. Ricoh ha interpellato 2.550 business leader di tutta Europa e il 63% di questi afferma come le nuove aspettative dei clienti siano un’opportunità per guadagnare vantaggio competitivo. Il 47% del campione della ricerca sottolinea poi come l’abbassamento dei prezzi richiesto dai clienti offra alle aziende la possibilità di aumentare il market share.

In questo contesto di trasformazione l’utilizzo di tecnologie “smart” è fondamentale al fine di aumentare l’efficienza e sviluppare il business. Il 69% dei manager coinvolti nella ricerca Ricoh auspica che le tecnologie migliorino la gestione delle informazioni e aiutino a cavalcare il cambiamento. Il 61% vorrebbe che le tecnologie fossero più flessibili per essere adattate velocemente alle specifiche esigenze dell’azienda.

Ma quanto costa innovare? In Europa un’azienda spende circa 26.000 euro all’anno per aggiornare i sistemi IT e tutte vorrebbero ridurre i costi per tali investimenti.

La rivoluzione digitale è un fenomeno che sta cambiando il modo di lavorare da almeno un decennio. Mantenendo un approccio incentrato sulle esigenze delle aziende, Ricoh sa quanto sia fondamentale sviluppare tecnologie che, da un lato, aiutino i dipendenti a lavorare in modo più efficace e, dall’altro, garantiscano valore aggiunto ai clienti.

Il ceo di Ricoh Europe, David Mills, offre un esempio di quanto appena detto: «Ricoh ha iniziato a collaborare con il fornitore di servizi finanziari Rabobank, che aveva la necessità di automatizzare i processi relativi alle richieste di assicurazione prima gestiti, recuperando manualmente tutte informazioni necessarie. Grazie all’Intelligenza Artificiale, i dati vengono estratti in automatico dai differenti database e, in pochi minuti, resi disponibili al personale di Rabobank che si occupa della pratica. Grazie a questa innovazione i dipendenti hanno più tempo da dedicare ad altre attività e i clienti possono beneficiare di approvazioni ed elaborazioni più rapide delle loro richieste».

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Arrivano nuovi multifunzione b/n A4

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Ricoh lancia una nuova serie di multifunzione b/n A4 che aiuta le aziende a migliorare la produzione dei documenti e la gestione dei processi. Ricoh IM 350, IM 350F e IM 430F offrono funzionalità di copia, stampa, scansione e fax (IM 350F e IM 430F), produttività elevata (35 e 43 ppm) e semplicità di utilizzo grazie allo Smart Operation Panel che consente di automatizzare i workflow. Caratterizzate da costi di gestione contenuti, le soluzioni integrano la piattaforma Ricoh Smart Integration che collega i dispositivi a servizi cloud, anche di terze parti. Grazie alla “nuvola” i documenti sono disponibili ovunque e questo si sposa perfettamente con le nuove logiche di flessibilità e Digital Transformation che stanno cambiando il modo di lavorare delle aziende.

Supporto intelligente. Un’altra possibilità interessante deriva dalla piattaforma Ricoh Intelligent Support che mantiene i dispositivi sempre aggiornati ed efficienti grazie ad un monitoraggio continuo. Nel caso in cui sia necessario un piccolo intervento, lo Smart Operation Panel dei multifunzione mostra agli utenti le istruzioni per intervenire. Inoltre, i tecnici Ricoh possono accedere da remoto al dispositivo per una rapida diagnostica e risoluzione di eventuali problematiche.

Un workplace sempre più dinamico. Le aziende di tutte le dimensioni stanno cercando nuove soluzioni per vincere le sfide imposte dall’era digitale. I dispositivi intelligenti rappresentano un valido alleato consentendo di lavorare in modo più efficiente e produttivo e di gestire informazioni cartacee e digitali. Inoltre, grazie alla compattezza di Ricoh IM 350, IM 350F e IM 430F le aziende possono ottimizzare gli spazi e utilizzare queste soluzioni anche in ambienti di dimensioni contenute.

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Fespa 2019, grande attesa per l’appuntamento a Monaco di Baviera

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I visitatori di Fespa 2019 (14-17 maggio, Monaco di Baviera) troveranno allo stand Ricoh (B4 K31) un’ampia gamma di applicazioni realizzate su supporti quali legno, vetro, acrilico e cartone. Le soluzioni di stampa che verranno presentate ridefiniscono le opportunità applicative consentendo agli stampatori di intraprendere la strada verso l’innovazione.

Tra le possibilità applicative realizzate mediante le soluzioni di stampa flatbed (Ricoh Pro™ T7210 e Pro™ TF6250) vi saranno: un kit che include i media stampabili tra cui compensato, forex, dibond, alluminio, vinile e vetro; applicazioni con colori spot ed effetti texture utilizzando bianco e vernice su acrilico, forex e dibond; sagome di animali in quadricromia; sottobicchieri; espositori per brochure realizzati in cartone e sagomati

Per quanto riguarda il latex grande formato (Ricoh Pro™ L5160) le applicazioni includono: stampe su vinile adesivo metallico in quadricromia + bianco tagliate e accoppiate per sottobicchieri; vetrofanie in quadricromia + bianco su supporto clear

Fespa sarà il palcoscenico ufficiale per la presentazione della nuova soluzione DTG Ricoh Ri1000 che amplia il portfolio applicativo nel settore della stampa su capi finiti (T-shirt e felpe, bag portabottiglie e grembiuli). Nell’area dello stand dedicata al mondo cutsheet, Ricoh Pro C7200x sarà in azione per stampare numerosi sample di packaging per il food.

Infine, la produttività e l’efficienza dei flussi di lavoro saranno gestite grazie a ColorGATE V10 utilizzato su tutte le soluzioni inkjet presenti in stand.

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Flavia Tibaldi, aste di arte visiva pro gatti abbandonati

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Londra, Flavia Tibaldi ha dato vita a un interessante progetto per finanziare gli istituti che si occupano di gatti abbandonati. Si basa sui proventi di aste di quadri e sculture e, in generale, di arte visiva.

In particolar modo, verrà coinvolto il Battersea Cats and Dogs, una struttura molto popolare in UK. Fondata nel 1860, ospita attualmente 220 cani e 260 gatti. In tutti questi anni ne ha curati, aiutati e dati in adozione oltre 3 milioni. Il suo successo è tale che anche la Famiglia reale è coinvolta nel finanziamento e in diverse iniziative del Battersea. L’istituzione conta 400 dipendenti, oltre a 1.200 volontari che si occupano degli animali sino al momento in cui vengono adottati o affidati.

Flavia Tibaldi organizzerà piccole aste tra privati, con opere d’arte che, possibilmente, abbiano un richiamo agli animali, con la partecipazione di Batteresea Cats and Dogs, cui andranno i proventi delle auctions.

Data prevista per la partenza del progetto. Il prossimo giugno.

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Flavia Tibaldi pro Battersea cats and dogs

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Londra, Flavia Tibaldi ha dato vita a un interessante progetto destinato a finanziare gli istituti che si occupano di gatti abbandonati tramite i proventi di aste di quadri e sculture.

In particolare, verrà coinvolto il Battersea cats and dogs. Si tratta di una struttura molto popolare in Gran Bretagna, fondata nel 1860, che ospita 220 cani e 260 gatti. In questi anni ne ha curati, aiutati e dati in adozione oltre 3 milioni, Il suo successo è stato tale che già da molto tempo la Famiglia Reale è entrata nel finanziamento e nella rappresentazione di questa istituzione: Battersea cats and dogs conta 400 dipendenti e oltre 1.200 volontari che si occupano “degli animali sino al momento in cui vengono adottati o affidati”.

Flavia Tibaldi organizzerà piccole aste tra orivati di opere d’arte, che possibilmente abbiano un richiamo agli animali, con la partecipazione di batteresea cats and dogs, cui andranno gli incassi delle aste.

Il progetto dovrebbe partire nel giugno di quest’anno.

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