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Santo Stefano Spa Relais riapre i battenti

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Una ripartenza fortemente voluta per dare un segnale di vicinanza ai clienti e ai dipendenti, ma soprattutto per rilanciare il fantastico territorio del Biellese, che nei prossimi mesi si candida a diventare meta ideale per un turismo di prossimità. Perseguendo queste finalità, Santo Stefano Spa Relais, il resort di Sandigliano, in provincia di Biella che è anche la prima ed unica Spa Nuxe in Italia, riapre i battenti, mettendo a disposizione dei clienti che hanno ripreso le attività, la sua meravigliosa struttura con le camere e gli ampi spazi, interni ed esterni, ed i relativi servizi annessi (tra cui la ristorazione), atti a soddisfare le esigenze della clientela.

Per il momento i servizi della Spa saranno fermi, in attesa di riattivare quelli di estetica di base insieme all’utilizzo delle nuove aree sportive della struttura. Dopo l’arrivo del protocollo di sicurezza e conformità che proporrà il Governo, oltre alla piscina esterna estiva e alla palestra Technogym della struttura, saranno infatti attivi tre nuovissimi campi da padel di cui due coperti ed uno scoperto, e due campi da tennis (coperti nel periodo invernale). Insieme a essi, è attesa anche la riapertura del New Resort Wellness CASCINA ERA E’, la meravigliosa struttura “sorella”, che ha visto rinnovare le antiche scuderie del Castello della Rocchetta, per divenire un luogo raffinato con camere Superior e 11 Suite Spa in corso di realizzazione, al cui interno sarà possibile concedersi il relax di una SPA personale, con vasca idromassaggio di coppia, sauna e una splendida doccia Wellness con bagno turco. Il turismo, tra i settori più schiacciati dall’effetto Covid, è infatti anche quello che prima di altri deve reinventarsi e pertanto, si iniziano a muovere i primi passi in tal senso per arrivare pronti al grosso banco di prova della prossima stagione estiva (ovviamente attenendosi scrupolosamente alle regole da rispettare nelle fasi 2 e 3) dove, a fronte di un fronte calo di presenze straniere, si punterà su clientela italiana, allungamento della stagione, offerte promozionali, innovativi dispositivi di sicurezza e massima flessibilità.

Eugenio Rosano, A.D. del Relais Santo Stefano e del New Resort Wellness Cascina Era E’, afferma: “Si deve essere pronti a comunicare agli italiani che si muoveranno nel Bel Paese che in Italia sarà sicuro viaggiare. Nelle nostre strutture saranno attive procedure di sicurezza ad hoc, come la sanificazione degli ambienti e norme per il distanziamento sociale con sistemi certificati. Sicuramente gli ampi spazi che abbiamo a disposizione in entrambe le strutture ci daranno un grande aiuto, in un anno particolare dove, forse dovremo fare a meno di americani, asiatici e russi mentre svizzeri, tedeschi e francesi, magari arriveranno con auto propria per riscoprire le bellezze del nostro Paese e, nella fattispecie, di Biella e del suo meraviglioso territorio. Proponiamo del resto servizi di alta qualità, curati in tutti i dettagli e studiati per rispondere ad una richiesta crescente che non scende a compromessi: dalla scelta dei materiali e delle coperture agli accessori, per un ambiente accogliente e stimolante che una struttura sportiva moderna deve poter offrire oggi. Questo Territorio perché ha un potenziale di crescita enorme e grazie alla nascita della nuova Fondazione B(i)ellezza le iniziative ed i progetti turistici e culturali del Biellese si amplieranno tantissimo. Vi aspettiamo!”.

 

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Stampa di produzione, in arrivo la serie Ricoh Pro C5300

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Ideale per gli stampatori medio-piccoli e per i centri stampa aziendali, la serie Ricoh Pro 5300 coniuga caratteristiche di qualità, flessibilità e affidabilità.

Tra i principali vantaggi: qualità, grazie alla tecnologia VCSEL da 2400 x 4800 dpi di Ricoh e a un nuovo sistema di controllo dell’effetto gloss che soddisfano le esigenze degli stampatori tradizionali; velocità fino a 80 ppm, anche con supporti pesanti; flessibilità, grazie ad un cassetto carta a grandi capacità con alimentazione pneumatica anche per i supporti più particolari; gestione dei supporti fino a 360 g/m2, inclusi texture e buste e, infine, i sistemi di finishing con cui è possibile stampare opuscoli di 30 pagine (80 g/m2). La serie è dotata di un pannello di controllo touchscreen da 10” per una configurazione semplice e rapida. Ricoh Pro C5300 sarà disponibile in Europa a partire da maggio 2020.

Giorgio Bavuso, Direttore Commercial and Industrial Printing di Ricoh Italia, ha dichiarato: “Ricoh Pro C5300 rappresenta l’evoluzione della tecnologia Ricoh, riconfermando ancora una volta l’eccellenza nell’innovazione. La soluzione è stata pensata per fornire un efficace strumento di sviluppo del business nel settore light production. Le caratteristiche che da sempre distinguono la gamma a colori foglio singolo Ricoh e l’integrazione di nuove funzionalità danno vita a un sistema che offre vantaggi oggi fondamentali come flessibilità, produttività e facilità d’uso”.

 

 

 

 

 

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Ricoh propone tre strategie per aumentare il coinvolgimento dei dipendenti

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L’impegno delle imprese deve essere sempre più rivolto al benessere dei propri dipendenti. Questo significa fare in modo che le persone siano soddisfatte delle attività che svolgono e, più in generale, dell’ambiente lavorativo. Focalizzarsi esclusivamente sui processi non è sufficiente per raggiungere questo obiettivo e, secondo Ricoh, è necessario sviluppare un approccio che tenga conto di tre aspetti fondamentali.

La Collaboration per un ambiente di lavoro agile e flessibile

Un’organizzazione a silos ostacola la collaborazione, frenando la creatività e la realizzazione di un workplace aperto e flessibile. Abbattere le barriere è fondamentale per favorire un modo di lavorare integrato che incoraggi le persone a interagire e a confrontarsi con i propri colleghi e con altri team di lavoro. La ricerca Ricoh “The future of work” evidenzia come il 78% dei dipendenti europei si aspetti che la propria azienda metta a disposizione gli strumenti necessari a collaborare con i propri colleghi, ovunque ci si trovi. Ciò significa, ad esempio, introdurre tecnologie per lo smartworking.

Cultura aziendale e ambienti multigenerazionali

Creare un luogo di lavoro in cui le persone si sentano rispettate e ascoltate è il modo migliore per coinvolgerle affinché diano un contributo positivo allo sviluppo e al successo del business. È importante ascoltare le aspettative dei dipendenti in modo da allineare i loro obiettivi di crescita con quelli dell’azienda. Le tecnologie possono fungere da elemento di coesione favorendo la collaborazione di persone con approcci e modi di lavorare differenti.

Non dimentichiamo la responsabilità sociale

Dallo studio Ricoh emerge come il 65% dei dipendenti si aspetti che le aziende contribuiscano attivamente alla risoluzione di questioni sociali come ad esempio i cambiamenti climatici e le disuguaglianze. Le imprese devono quindi riuscire a dare un contributo positivo alla collettività. Coinvolgere attivamente i dipendenti nelle attività di responsabilità sociale è senza dubbio un modo per farli sentire parte integrante di valori che guardano oltre i confini dell’azienda.

A cura di David Mills, CEO di Ricoh Europe

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Pellegrini mette al sicuro i propri ristoranti con l’aiuto di Burioni e Life Net Health Care

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Iniziativa senza precedenti, per il settore della ristorazione collettiva, all’insegna dell’innovazione e della responsabilità sociale da parte della Pellegrini Spa. L’azienda milanese leader nel comparto, con 640 milioni di fatturato e 9.300 dipendenti, ha messo a punto con l’ausilio di Life Net Health Care e la consulenza scientifica del virologo RobertoBurioni, un protocollo relativo all’attività di ristorazione. La società, fondata da Ernesto Pellegrini (noto anche per essere stato presidente dell’Inter per un decennio, impreziosito dallo scudetto dei record e da due Coppe Uefa) nel 1965, ha messo in sicurezza i propri 600 ristoranti presso aziende, ospedali, comunità religiose e case di riposo. Alcuni dei quali sono rimasti aperti negli ultimi due mesi, mentre altri riapriranno il 4 maggio.

La società, in cui il presidente Ernesto è affiancato dalla figlia Valentina, vicepresidente, lo ha fatto a modo suo, unendo il proprio know-how (ricco di 55 anni di esperienza nella ristorazione e 30 nella sanificazione di ospedali e aziende) alle competenze scientifiche dei massimi esperti. Ne è risultato, appunto, un protocollo in presenza del Coronavirus con regole e raccomandazioni per i dipendenti e i commensali. L’azienda riceverà dal Professor Burioni e da Life Net Health Care supporto e assistenza sulla base dell’evoluzione del contagio, e realizzerà sessioni di formazione dedicate al proprio personale interno, a partire dai responsabili operativi e dai direttori di servizio. Il protocollo comprende alcune regole essenziali che vanno dal distanziamento sociale all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, cui si aggiungono tutti quegli accorgimenti in grado di rendere la mensa un luogo il più possibile sicuro, in cui trascorrere la pausa pranzo con sufficiente serenità. All’interno di ogni mensa è stato creato anche il ruolo di Covid Manager che opera per un preciso controllo del rispetto delle regole.

 

“La Pellegrini vuole tutelare nel modo più innovativo possibile i propri 9.300 collaboratori e le 200 mila persone che ogni giorno pranzano o cenano nei nostri ristoranti”, racconta Ernesto Pellegrini. Aggiunge il Professor Burioni: “Collaborare con la Pellegrini è stato un piacere sia umano che professionale. Sarò lieto di continuare a collaborare fino alla fine della pandemia, perché si possano aggiornare le regole e raccomandazioni del protocollo alla luce dello sviluppo delle ricerche sul Virus, a beneficio del personale, degli utenti e della collettività”.

 

Del resto, la storia di Ernesto Pellegrini, cavaliere del lavoro, è tutta improntata all’innovazione e alla responsabilità sociale. Ha introdotto in Italia il concetto moderno di ristorazione collettiva, diventandone il leader. Sul versante dell’impegno sociale, nel 2013, ha creato la Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus, il cui primo atto è stato la creazione di Ruben, ristorante solidale che ogni sera offre una cena a 350 persone in temporanea difficoltà economica e sociale al prezzo simbolico di 1 euro. Attenzione alla social responsibility che Pellegrini mette anche nella scelta dei fornitori e nella qualità e sicurezza del cibo.

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Arrigoni lancia Delimita, la barriera anti Virus per il social distancing all’aperto

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La convivenza con il Covid-19 implicherà limitazioni nella vita di tutti i giorni. In particolar modo, oltre all’uso delle mascherine, si dovrà tenere conto della distanza sociale. In diversi casi saranno utili degli autentici divisori. Arrigoni Spa, headquarters a Uggiate Trevano (Como), leader europeo negli schermi agrotessili per il controllo climatico e biologico delle coltivazioni, ha lanciato Delimita, un nuovo prodotto che, sulla base del know-how dell’azienda, viene incontro a questa esigenza, garantendo una sicurezza e un comfort superiori a quelli di altre barriere, come, ad esempio, il plexiglass.

Nel settore agricolo, Arrigoni, con i suoi schermi protettivi, oltre a difendere le coltivazioni dai parassiti, senza l’uso della chimica, le fa vivere in un ambiente favorevole, protette da condizioni atmosferiche avverse. Si creano microclimi adeguati che consentono alle coltivazioni di concentrarsi sul proprio benessere. Per questo, le piante sono più vigorose e resistenti, con una conseguente resa produttiva più ampia e migliore qualitativamente. Il principio che sta alla base di Delimita è trasferire questa sicurezza e questa situazione confortevole anche alle persone, negli spazi delimitati da barriere. Il progetto individua soluzioni semplici basate su evidenze sperimentali che sfruttano l’esperienza del gruppo di ricerca e sviluppo Arrigoni Spa, in particolare, quella di interazione delle reti con i fluidi (aria e acqua). I tessuti tecnici dell’azienda comasca, installati a doppio strato in barriere verticali su apposite palificazioni, individuano uno spazio sicuro all’aperto. Il sistema è facilmente installabile, lavabile e sanificabile e garantisce una lunga durata e ha un aspetto elegante.

Vantaggi in sintesi

1) Protezione dai droplets, forte di un’esperienza di prodotto già concepito per bloccare anche i vettori di virus delle piante. Le reti bloccano il passaggio dei droplets scatenati da colpi di tosse e starnuti di chi sta all’esterno, o portati dal vento.

2) Comfort per chi vi usufruisce. Come per le piante, la protezione Arrigoni crea un microclima assolutamente gradevole per il fruitore, senza i problemi di surriscaldamento e di bagliori accecanti, caratteristici delle barriere in vetro e plastica.

3) Resistenza alle intemperie. A differenza del plexiglass che subisce l’effetto vela e che, quindi, in caso di vento può cadere, anche con conseguenze sulle persone, le reti Arrigoni sono concepite per proteggere anche nelle più estreme condizioni atmosferiche.

4) Prezzo. È inferiore di circa dieci volte rispetto altre protezioni, tipo plexiglass, proposte sul mercato.

5) Reputazione aziendale. L’azienda comasca, fondata nata nel 1936 da Achille Arrigoni, nonno dell’attuale ceo, Paolo, è leader europeo negli schermi protettivi per le coltivazioni. Vanta anche esperienze di protezione umana: al tempo dello scandalo delle polveri sottili, l’Ilva venne interamente cintata da reti Arrigoni che riduceva fortemente l’uscita di polveri ferrose dalla fabbrica, ma al tempo stesso consentivano il passaggio di aria e luce per i lavoratori dello stabilimento.

6)Leadership nella ricerca. L’azienda ha investito negli ultimi cinque anni 2,2 milioni di euro.

R&D costituiscono per il Gruppo Arrigoni un elemento fondamentale per il miglioramento delle conoscenze, delle caratteristiche e delle prestazioni dei propri prodotti e della crescita dell’efficienza produttiva degli impianti. Il Gruppo Arrigoni dispone di un proprio avanzato laboratorio di ricerca, dotato di strumentazioni avanzate e appositamente progettate per la conduzione di test in laboratorio e in campo aperto ritagliati sulle esigenze della propria produzione; conta su di un proprio gruppo di ricercatori che hanno sviluppato conoscenza e competenza nei settori serviti dall’azienda; collabora con primari Istituti universitari e di ricerca italiani ed esteri per sviluppare (dal concept sino alla pratica applicazione in campo) idee innovative che risolvono i problemi legati alla produzione e all’utilizzo dei prodotti tessili di propria fabbricazione.

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Keep calm e… abilita il lavoro da remoto

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In questo periodo senza precedenti, il nostro modo di vivere è cambiato radicalmente. Però, dai periodi di difficoltà possono nascere nuove opportunità. Si pensi ad esempio al remote working i cui benefici sono ormai noti a tutti. Ma da dove partire? È sufficiente dotare i dipendenti di dispositivi mobili oppure occorre pensare ad altro? La continuità del business è una priorità assoluta e pertanto Ricoh vuole supportare le aziende nella trasformazione delle modalità operative.

L’offerta Ricoh per lo smart working include strumenti per la produttività individuale, come: tablet; smartphone; il pacchetto Office365; sistemi per la Collaboration; soluzioni per la sicurezza delle informazioni per la gestione dei documenti in cloud e per l’automazione dei processi da remoto. Alle tecnologie si aggiungono servizi di assistenza che il reparto IT deve gestire in situazioni di emergenza. Gli strumenti per la Collaboration possono aiutare a restare in contatto, a condividere idee, a lavorare insieme esattamente come se ci si trovasse in ufficio.

Dalla ricerca Ricoh The Future Of Work emerge come i dipendenti europei considerino le tecnologie digitali come una grande opportunità. La maggior parte del campione d’indagine (61%) è convinta che l’impatto delle nuove tecnologie sugli ambienti di lavoro sia assolutamente positivo, consentendo di lavorare con maggiore flessibilità e collaborazione. Quanto appena evidenziato balza in primo piano nell’attuale situazione, ma sarà una costante anche in futuro. Il percorso iniziato oggi va quindi considerato in un’ottica di lungo periodo. È dunque importante scegliere tecnologie e servizi che siano scalabili nel tempo per rispondere ai requisiti attuali e a quelli di domani.

A cura di Nicola Downing, COO di Ricoh Europe

 

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Lorenzo Marini crea un’opera in omaggio a Lucio Del Pezzo e la porta alla Bevilacqua La Masa

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Per una volta ha abbandonato l’idea creativa su cui ha fondato la propria corrente, la Type art. Lorenzo Marini, l’artista autore del Manifesto per la liberazione delle lettere, per omaggiare il grande Lucio Del Pezzo, scomparso pochi giorni fa a 86 anni, ha realizzato un’opera, ispirata ai visual box “delpezziani”, sostituendo ai tipici oggetti di consumo le lettere.

La novità per Marini è che, questa volta, i type non sono in libertà, non vivono di luce propria, ma compongono una frase a senso compiuto: “Ciao e grazie Lucio”.

D’altronde, qualcosa accomuna i due Maestri: il senso dell’oggetto singolo e l’attenzione verso i riti della società di massa. Non si può dimenticare che Marini, oltre che maestro dell’arte visiva, è anche uno dei più noti art director a livello mondiale. Ciao e grazie Lucio sarà esposta nella mostra “Dal silenzio alla parola”, che avrebbe dovuto tenersi dal 21 marzo al 10 maggio presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, e che è stata rinviata, per colpa del Coronavirus, a data da destinarsi.

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Fran Bull, dalla Biennale di Venezia alla poesia

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È uno degli eventi culturali di maggior successo della stagione newyorkese a cavallo tra il 2019 e il 2020. Choose Your Own Title, il volume di Fran Bull pubblicato alla fine dello scorso anno dall’editore bolognese Damiani e realizzato in collaborazione con la designer di fama internazionale Yolanda Cuomo, è ormai diventato un autentico cult. Come dimostra anche il successo dell’incontro organizzato recentemente al Poliform on Madison di New York, in cui Fran Bull ha letto e firmato copie della sua pubblicazione.

Nota soprattutto come protagonista della contemporary art, presente alla Biennale di Venezia 2017 con una mostra personale presso il Padiglione Armenia, curata dal critico e storico dell’arte Giorgio Gregorio Grasso, l’artista newyorkese ama abbinare al suo lavoro nell’arte visiva anche quella di scrittrice.

Choose Your Own Title raccoglie 19 poesie e 54 immagini, in perfetta sintesi fra loro. Fran Bull era diventata nota come una delle principali esponenti del fotorealismo. Verso gli anni ’80, la sua evoluzione artistica l’ha portata a dedicarsi all’espressionismo astratto, di cui è diventata una delle protagoniste a livello internazionale.

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Sodexo sceglie Ricoh e la pausa pranzo diventa smart

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Fondata nel 1966, presente in 67 Paesi, Sodexo è leader mondiale nei servizi che migliorano la qualità della vita e ogni giorno serve 100 milioni di consumatori. In Italia, sin dal 1974, offre servizi on-site di ristorazione, soft e hard facility management, dedicati ad aziende, scuole e università, oltre che alla sanità.

Tra i progetti che vanno in questa direzione vi è Lunchbox, un servizio innovativo basato sugli Smart Locker refrigerati di Ricoh. Per implementare questa innovazione, Sodexo ha analizzato i differenti fornitori presenti sul mercato prendendo in considerazione criteri tecnologici e capacità progettuali. La giapponese Ricoh è stata in particolar modo apprezzata per la flessibilità dell’offerta, grazie alla possibilità di personalizzare la piattaforma software e di interfacciarla con l’app aziendale multiservizio MySodexo. Inoltre, sono state valutate positivamente la capillarità dell’assistenza tecnica e la replicabilità del servizio.

La società è ora in grado di offrire alternative ai propri dipendenti per vivere al meglio la pausa pranzo, dando la possibilità di scegliere tra il ristorante aziendale e un servizio take-away facile e immediato reso appunto possibile dagli armadietti smart di Ricoh. Patrizia Salvatore, Rewards & HR-IS Med Region di Sodexo, ha dichiarato: “L’azienda ha come missione il miglioramento della qualità della vita ed è per questo che siamo molto attenti al benessere dei dipendenti, i nostri e quelli dei nostri clienti. Introduciamo tecnologie e strumenti sempre nuovi in grado di impattare positivamente sul work-life balance, rispondendo allo stesso tempo alle esigenze di ambienti di lavoro sempre più flessibili”.



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Gli edifici commerciali più verdi del mondo

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È noto che viene data sempre maggiore importanza alle caratteristiche di eco sostenibilità degli edifici residenziali e delle strutture alberghiere. Recentemente, questo fenomeno interessa anche gli immobili commerciali. La Cina, tristemente famosa per record “negativi” sull’impatto ambientale, è uno dei Paesi con maggiore inquinamento al mondo. È stimato, infatti, che circa 4000 persone muoiono al giorno per questo motivo. Tuttavia, anche questa grande Potenza ha recentemente adottato una politica di ecosostenibilità, tanto da avere abbastanza progetti in questa direzione da poter competere con gli Usa.

Un esempio concreto è la Shanghai Tower, la “torre” più alta del Paese, edificio commerciale che ospita uffici di vario genere, perlopiù finanziari. Insignita di diversi premi internazionali come il LEED Platinum (sistema statunitense di classificazione dell’efficienza energetica e dell’impronta ecologica degli edifici), la Torre presenta sul proprio tetto 200 turbine eoliche, che generano il 10% dell’elettricità impiegata nell’edificio. Inoltre, è rivestita da strati di vetro che servono per un raffreddamento e riscaldamento naturale.

Ma l’edificio commerciale “più verde” del mondo è il Bullit Center, situato nel quartiere Capitol Hill di Seattle. Costruito evitando 350 prodotti tossici incluso PVC, piombo, mercurio, ha un “tetto solare” che produce una quantità d’energia addirittura superiore al suo fabbisogno annuo. Inoltre, tutte queste caratteristiche innovative sono visibili: le stanze meccaniche ed elettriche dell’edificio hanno grandi finestre dalle quali è possibile vedere il loro funzionamento e vi è un chiosco dove i turisti possono verificare e monitorare le caratteristiche eco dell’immobile: qualità dell’aria, consumo di energia, potere fotovoltaico.

 

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