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Ricoh nominata da Quocirca leader nei Managed Print Services

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L’edizione 2019 del report Managed Print Services (MPS) Landscape di Quocirca conferma Ricoh come leader nel settore dei servizi di stampa gestiti per l’ottavo anno consecutivo.

Si legge nel report: “Ricoh mantiene la posizione di leadership nel settore MPS anche grazie alla sua strategia multicanale e alla sua copertura internazionale. L’azienda ha sviluppato un’offerta di tecnologie e di servizi che va oltre gli MPS tradizionali, rispondendo così alle nuove esigenze delle imprese. Grazie alla presenza globale e ai servizi erogati in maniera diretta, Ricoh è in grado di supportare le organizzazioni di grandi dimensioni che operano in più Paesi”. Gli MPS fanno parte dell’offerta Ricoh Managed Document Services (MDS). In quest’ambito Ricoh lavora insieme ai propri clienti per ottimizzare i processi, riuscendo così a rendere la gestione delle informazioni più efficiente, anche dal punto di vista della sicurezza. Ricoh, mette in evidenza Quocirca, offre servizi standardizzati a livello globale, ma allo stesso tempo mantiene un approccio flessibile per personalizzare l’offerta in base alle caratteristiche dei mercati locali.

Louella Fernandes, Research Director di Quocirca, commenta: “Ricoh offre un ampio portfolio di soluzioni rivolte sia al mercato Office che a quello della stampa professionale. Tra le caratteristiche che abbiamo in particolar modo apprezzato, vi sono la capacità di includere nella fase iniziale di consulenza anche tecnologie di terze parti, di analizzarle in relazione alla sostenibilità e di erogare servizi di supporto in ambienti multi-vendor. Questi aspetti rendono Ricoh la scelta ideale per le organizzazioni alla ricerca di un unico fornitore in ambito documentale e IT. Ricoh supporta le aziende nella trasformazione digitale mediante soluzioni e servizi che includono ambiti fondamentali come ad esempio cloud, sicurezza e analytics”.

David Mills, CEO di Ricoh Europe, aggiunge infine: “Siamo orgogliosi di essere stati nominati da Quocirca leader negli MPS per l’ottavo anno consecutivo. Questo dimostra la nostra attenzione verso i clienti. Le soluzioni affidabili, sicure e personalizzabili di Ricoh rappresentano la base per la Digital Transformation. Vogliamo aiutare le aziende ad entrare nell’era digitale per riuscire a cogliere nuove opportunità”.


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Arrigoni, un eco-gioiello del b2b Made in Italy

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I gioielli del Made in Italy non si trovano soltanto nella moda, nel design e nel cibo. Anche in settori business to business è possibile ammirare delle eccellenze. Una di queste è rappresentata dal Gruppo comasco Arrigoni Spa, che nato negli anni ’30 come azienda tessile (era anche fornitrice della Real casa), si è nel tempo convertita nel settore agrotessile, raggiungendo la leadership europea. Tra i plus della società di Uggiate-Trevano vi è il contributo dato dalla sostenibilità ambientale.

 

L’uso degli schermi protettivi tessili in agricoltura ha dei vantaggi evidenti almeno nei termini di:

  • incremento della resa dei terreni coltivati con la moltiplicazione dei cicli per stagione e la protezione dagli agenti atmosferici,
  • riduzione dell’uso dei pesticidi, a pari protezione dagli insetti più aggressivi per ogni singola coltivazione,
  • miglioramento del microclima delle coltivazioni, attraverso il controllo della ventilazione, della temperatura e della qualità dell’aria nonché attraverso la mitigazione dell’impatto diretto della pioggia sul fogliame e sui frutti e della proliferazione di funghi batteri,
  • ottimizzazione delle condizioni di irradiazione delle piante per il raggiungimento della giusta quantità e qualità di luce (intensità, diffusione e colore).

 

Il materiale di cui sono composti gli agrotessili Arrigoni è il polietilene ad alta densità, la cui produzione è ottimizzata per garantirne un lungo esercizio (dieci anni).

Qualcuno potrebbe obiettare che l’attenzione alla sostenibilità, fiore all’occhiello dell’Arrigoni Spa, si scontri con l’utilizzo della plastica, uno dei prodotti oggi più sotto accusa per l’impatto ambientale. In realtà il discorso è complesso e il saldo ecologico del Gruppo comasco è positivo.

 

Nelle applicazioni degli agrotessili, per colture come cocomeri, lattuga, pomodori, peperoni, che incrementano la resa dei terreni con la moltiplicazione dei cicli per stagione, si verifica un beneficio economico rappresentato dalla maggior quantità disponibile alla vendita. Il differenziale di produzione conferisce però anche un ruolo positivo nella riduzione dell’inquinamento. Partiamo dall’osservazione della differente resa annuale, in tonnellate per ettaro, delle orto colture che beneficiano della protezione. La maggior resa apporta all’ambiente il beneficio di sottrarre CO2 nell’atmosfera, grazie alla sintesi clorofilliana. Questo beneficio supera l’impatto negativo della protezione in polietilene.

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Fran Bull si racconta

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È una delle più importanti interpreti della contemporary art internazionale. Fran Bull, pittrice e scultrice ma anche scrittrice americana, dopo essersi cimentata nel fotorealismo ha aderito, negli anni ’80, al neoespressionismo astratto, diventandone protagonista assoluta. Le sue opere sono esposte a uno dei più importanti musei di arte moderna e contemporanea del mondo, il Moma di New York.

Anche in Europa, in questi ultimi anni, è stata la ribalta con prestigiose mostre in spazi pubblici presso, ad esempio, la Biennale di Venezia (Padiglione Armenia), La Fabbrica del Vapore del Comune di Milano e la Biennale di Arte Sacra di Mentone. Qui di seguito l’artista racconta alcuni momenti della sua vita.

“Ricordo di essermi seduta su un treno per pendolari, da Setauket, Long Island, a New York. Avevo vent’anni, ero una persona con molti interessi, vivevo chiedendomi cosa avrei fatto della mia vita. Mentre il presagio scorreva, sentii un grande cambiamento in me. Gli dei del destino e delle decisioni erano saliti su quel treno e quando arrivai a New York, avevo capito: avrei dedicato la mia vita all’arte. Del resto, sono cresciuta nel New Jersey, i miei sabati e le mie estati li ho passati al museo di Newark. Noi bambini, che prendevamo lezioni, attingevamo alla natura e realizzavamo le nostre opere su ogni mezzo. Immettevamo concorsi con animali e cartapesta e con costumi ispirati alle mostre del museo. A dieci anni mi sono immaginata di essere un’artista “moderno” e ho emulato l’arte di Joseph Stella, i cui lavori sono esposti anche oggi a Newark”.

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Da Ricoh una nuova serie di multifunzioni a colori A4

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Ricoh annuncia il lancio di una nuova serie di multifunzione a colori A4 che risponde alle esigenze di ambienti di lavoro sempre più digitali, garantendo scalabilità, sicurezza delle informazioni, semplicità di utilizzo e sostenibilità.  Si tratta di dispositivi multifunzione intelligenti che offrono valore aggiunto grazie a funzionalità e servizi innovativi come:

·   Ricoh Always Current Technology: i sistemi si interfacciano in automatico con questa piattaforma accedendo a un’ampia gamma di applicazioni, upgrade e funzionalità aggiuntive. Queste tecnologie sono quindi scalabili e possono essere rapidamente aggiornate per rispondere a nuovi scenari.

·   Ricoh Intelligent Support: i multifunzione vengono monitorati costantemente e il supporto tecnico può intervenire da remoto per una rapida diagnostica e risoluzione di eventuali problematiche.

·   Ricoh Smart Integration: le soluzioni si collegano ai servizi cloud di terze parti migliorando la gestione dei workflow e rendendo le informazioni sempre disponibili, in tutta sicurezza. La serie si compone di quattro modelli – Ricoh IM C300, IM C300F, IM C400F e IM C400SRF – con una velocità compresa tra le 30 e le 43 pagine al minuto.

Ogni modello integra funzionalità di stampa, copia, scansione e fax (ad esclusione di IM C300). Ricoh IM C400SRF offre inoltre opzioni di finitura.  I nuovi multifunzione intelligenti integrano uno Smart Operation Panel personalizzabile e dotato di un processore di ultima generazione che velocizza l’utilizzo delle applicazioni installate. Olivier Vriesendorp, Vice President of Product Marketing, Ricoh Europecommenta, commenta: “Le aziende di tutte le dimensioni si trovano a gestire numerosi cambiamenti. Da oltre 80 anni, Ricoh aiuta le imprese a trasformarsi sviluppando soluzioni che rispondono alle loro esigenze. I nuovi dispositivi intelligenti consentono di installare numerose app per lavorare in modo più rapido e smart”.  

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Ricoh a Drupa 2020

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Il mercato della stampa è in un momento di trasformazione e gli operatori del settore devono riuscire a innovare il business. Questo sarà il filo conduttore di drupa 2020, la più importante fiera dedicata alla stampa che si svolgerà dal 16 al 26 giugno 2020 presso l’area fieristica di Düsseldorf (Messe Düsseldorf), in Germania.  Presso lo stand di 1.800 mq di Ricoh i print service provider potranno scoprire le innovazioni tecnologiche che possono aiutarli ad abbracciare il cambiamento e a pensare in modo nuovo. Evoluzione, crescita e flessibilità sono le parole chiave.  Tra le tecnologie a disposizione dei visitatori presso lo stand Ricoh vi saranno:

·   Ricoh Pro VC70000, soluzione inkjet modulo continuo che si contraddistingue per il sistema di asciugatura e la flessibilità dei supporti tra cui le carte patinate tradizionali di solito utilizzate con i sistemi offset

·   Ricoh Pro C7200 e Ricoh Pro C9200, sistemi a foglio singolo con elevate capacità nella gestione della carta

·   I software Ricoh ProcessDirector e Ricoh Supervisor che migliorano i workflow produttivi aumentando l’efficienza Inoltre, saranno sotto i riflettori le soluzioni per l’Industrial Printing, tra cui Ricoh Pro L5160 latex roll-to-roll per la comunicazione visiva e Ricoh Ri 1000 per la stampa Direct-to-Garment.

Tutte queste soluzioni mostrano l’impegno di Ricoh verso un’innovazione che possa davvero fare la differenza per i fornitori di servizi di stampa, consentendo loro di prepararsi al futuro e di esplorare nuovi orizzonti di produttività. I visitatori potranno toccare con mano applicazioni realizzate con le soluzioni Ricoh e un flusso produttivo completo ed ottimizzato.  Eef De Ridder, Vice President, Commercial and Industrial Printing Group, Ricoh Europe, commenta: “Dallo scorso drupa abbiamo ampliato il nostro portfolio per offrire sempre maggior supporto ai professionisti che operano del mondo Commercial e Industrial, in modo che possano trasformare il business e rispondere alle nuove esigenze dei loro clienti. Ora la nostra offerta è completa ed include soluzioni inkjet a colori ad elevata velocità, sistemi a foglio singolo, grande formato e DTG. Ai dispositivi di stampa si aggiungono soluzioni software che semplificano la produzione aumentandone l’efficienza. Abbiamo dunque tutte le carte in regola per aiutare i print service provider a cogliere nuove opportunità e ad entrare in nuovi mercati”.

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Fran Bull rende più trasparente il proprio catalogo

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È una delle più apprezzate protagoniste della contemporary art internazionale. Fran Bull, artista newyorkese ma spesso presente anche in Europa, in oltre 50 anni di carriera ha esplorato diverse correnti, ottenendo sempre i consensi di critica e collezionisti. Del resto per Fran, l’arte supera il confine del mestiere e anche quello della passione per assumere un ruolo esistenziale. “Ho convissuto con l’arte fin dall’infanzia. Attraverso l’arte sono in grado di esprimere i miei pensieri, le mie preoccupazioni, le mie visioni, insomma tutto ciò che sono.

Non importa la categoria in cui l’arte viene declinata, mi posso dedicare alle gioie del disegno, della pittura, dell’incisione, della scultura esprimendo attraverso queste forme, che traduco in espressioni visive, i miei pensieri e sentimenti più profondi. Con una sintesi molto forzata, si può dire comunque che la carriera di Fran Bull si articoli in due periodi principali, quello del fotorealismo e successivamente l’espressionismo neo-astratto. In questa corrente, si è imposta al punto da essere oggi chiamata “Neo-abstract expressionism Queen”.

Presente nei più importanti musei del mondo come il Moma (Museum of modern art) di New York, il Guilin museum (nell’omonima città cinese) e il Bo Alveryd di Malmo (Svezia), Fran da tre anni è molto attiva anche in Italia. Vanta due personali, rispettivamente al Loa (Laboratorio open art) e alla Fabbrica del Vapore di Milano, e una mostra personale a Palazzo Zenobio, Padiglione Armenia della Biennale di Venezia 2017.

Inoltre, negli ultimi due anni, le sue opere sono presenti in due musei di arte contemporanea, rispettivamente a Ceglie Messapica e Frosinone. Tra i critici che in Italia seguono più attentamente l’artista newyorkese, un posto particolare è occupato da Giorgio Gregorio Grasso, curatore del Padiglione Armenia della Biennale 2017 (oltre che del Padiglione Italia Biennale 2011) che, appunto, l’ha voluta ospitare a Palazzo Zenobio.

Come tutti gli artisti che hanno raggiunto una consacrazione sul mercato, anche Fran Bull ha costituito un archivio delle proprie opere che raccoglie 1.200 lavori tra disegni, dipinti, sculture, installazioni e grafiche. Ora sta rinnovando questo archivio per renderlo più facilmente fruibile a pubblico e addetti ai lavori.

 

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I dipendenti europei di tutte le età chiedono all’unanimità innovazione e sostenibilità

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Da una nuova ricerca Ricoh emerge la necessità di un cambiamento profondo del modo di lavorare, oggi e in futuro.

 Un nuovo studio di Ricoh Europe, condotto da Coleman Parkes, ha cercato di capire se le differenti generazioni in azienda abbiano aspettative completamente differenti oppure vi siano elementi in comune. E ancora: in che modo le imprese possono rispondere alle esigenze di una workforce eterogenea e articolata garantendo la crescita e lo sviluppo dei singoli individui?

La ricerca è stata condotta nel 2019 coinvolgendo 4.580 dipendenti di aziende di Austria, Belgio, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Slovacchia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Irlanda.

I lavoratori sono alla ricerca della ‘corrispondenza perfetta’ tra i propri valori e quelli dell’azienda

La scelta di una professione e le modalità di lavoro delle aziende stanno diventando un fattore sempre più determinante nel definirci come individui, indipendentemente dall’età. I dipendenti più giovani sono spesso descritti come idealisti che operano scelte sulla base dei propri valori. Quanto appena detto è indubbiamente corretto, ma lo stesso vale anche per le altre generazioni. Due terzi (65%) dei dipendenti crede nei valori e nei principi della propria azienda. Ad esempio, la maggior parte dei dipendenti di tutte le generazioni concorda sul fatto che la sostenibilità debba costituire una priorità assoluta. Sulla base di tale opinione condivisa, sembra inevitabile che il modo di lavorare cambierà radicalmente nei prossimi anni.

I gap generazionali sono uno stereotipo da abbattere

L’arrivo della Generazione Z in azienda più che generare contrasti sta rappresentando un elemento di coesione tra tutti i dipendenti. Il 71% del campione d’indagine considera un plus il fatto di poter lavorare con persone di altre età. Tutte le generazioni sono fiduciose nella propria capacità di utilizzare le nuove tecnologie e la maggior parte sostiene che l’innovazione renda più piacevole il lavoro. I business leader devono quindi superare gli stereotipi del passato ed iniziare a considerare i dipendenti come una workforce coesa.

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Le nuove aspettative dei consumatori rappresentano un’opportunità per le aziende europee

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Da una nuova ricerca Ricoh emerge come i manager europei considerino le crescenti esigenze dei consumatori come un’opportunità per guadagnare vantaggio competitivo e aumentare il market share.

I consumatori diventano sempre più esigenti e richiedono prodotti e servizi a prezzi contenuti. Al contrario di come si potrebbe pensare, questa situazione non è considerata dai manager aziendali come una possibile minaccia, bensì come un’opportunità per ottenere vantaggio competitivo. In questo contesto l’utilizzo intelligente della tecnologia è fondamentale per restare sempre aggiornati e adattarsi al cambiamento.

In questo contesto di trasformazione l’utilizzo di tecnologie “smart” è fondamentale al fine di aumentare l’efficienza e sviluppare il business. Il 69% dei manager coinvolti nella ricerca Ricoh auspica che le tecnologie migliorino la gestione delle informazioni e aiutino a cavalcare il cambiamento. Il 61% vorrebbe che le tecnologie fossero più flessibili per essere adattate velocemente alle specifiche esigenze dell’azienda. Ma quanto costa innovare? In Europa un’azienda spende circa 26.000 euro all’anno per aggiornare i sistemi IT e tutte vorrebbero ridurre i costi per tali investimenti.

La rivoluzione digitale è un fenomeno che sta cambiando il modo di lavorare da almeno un decennio. Mantenendo un approccio incentrato sulle esigenze delle aziende, Ricoh sa quanto sia fondamentale sviluppare tecnologie che, da un lato, aiutino i dipendenti a lavorare in modo più efficace e, dall’altro, garantiscano valore aggiunto ai clienti.

David Mills, CEO di Ricoh Europe, fornisce un esempio di quanto appena detto: “Ricoh ha iniziato a collaborare con il fornitore di servizi finanziari Rabobank che aveva la necessità di automatizzare i processi relativi alle richieste di assicurazione prima gestiti recuperando manualmente tutte informazioni necessarie. Grazie all’Intelligenza Artificiale i dati vengono estratti in automatico dai differenti database e, in pochi minuti, resi disponibili al personale di Rabobank che si occupa della pratica. Grazie a questa innovazione i dipendenti hanno più tempo da dedicare ad altre attività e i clienti possono beneficiare di approvazioni ed elaborazioni più rapide delle loro richieste”.

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I dipendenti sono ottimisti nei confronti del futuro digitale

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Con l’introduzione negli uffici di nuove tecnologie si prevede un netto cambiamento del modo in cui lavoriamo e della tipologia di attività che svolgiamo. Cosa ne pensano i dipendenti europei? Ricoh ha condotto una ricerca per scoprirlo.

I dipendenti di tutta Europa sono molto ottimisti nei confronti della digitalizzazione del posto di lavoro. Questo è quanto emerge da una nuova ricerca Ricoh-Censuswide coinvolgendo 3.600 dipendenti di aziende europee.

La quasi totalità del campione (98%) è infatti entusiasta o fiduciosa all’idea che nella propria azienda vengano introdotte nuove tecnologie. Anche in Italia l’atteggiamento verso la digitalizzazione è generalmente ottimista: i dipendenti si definiscono a riguardo entusiasti (65% del campione) e fiduciosi (38%) e solo una minoranza è dubbiosa (4%) e preoccupata (10%).

Automazione e intelligenza artificiale sono sotto i riflettori

Al campione è stato chiesto di esprimere la propria opinione riguardo all’impatto sul proprio modo di lavorare di una serie di tecnologie. Il 67% degli intervistati italiani (percentuale in linea con la media europea) pensa che l’automazione dei processi avrà un impatto positivo e il 62% è dello stesso parere in relazione all’intelligenza artificiale; questa seconda percentuale è più alta della media europea che si attesta al 52%. Gli italiani sono più ottimisti anche in relazione alla robotica – che avrà un impatto positivo secondo il 46% del campione, mentre la media europea è del 40% – e alla stampa 3D (impatto positivo secondo il 53% del campione italiano, dove la media europea è del 46%). In merito alla realtà virtuale la percentuale coincide: il 39% del campione italiano e di quello europeo afferma che essa avrà un impatto positivo sulle attività.

Per garantirsi un successo a lungo termine, riuscire a trattenere i migliori talenti e a competere in modo costante, le aziende devono ascoltare e accogliere le richieste dei propri dipendenti. Un ambiente di lavoro digitale non può più essere una semplice aspirazione per le imprese, ma deve diventare una realtà concreta.

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Ricerca Ricoh: le medie imprese divise tra ambizioni e ostacoli da superare

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Le aziende di medie dimensioni, motore dell’economia europea, soffrono della “sindrome del figlio di mezzo” se paragonate alle start-up e alle grandi aziende. Questo è quanto emerge da uno studio Ricoh.

Le aziende europee di medie dimensioni si trovano a fronteggiare sfide molto simili, a prescindere dal Paese e dal settore merceologico in cui operano. Mentre la maggior parte del supporto pubblico è rivolto alle piccole imprese e le grandi imprese sono abbastanza solide da badare a loro stesse, quelle di medie dimensioni si sentono trascurate e soffrono della sindrome del figlio di mezzo.

Il 70% delle aziende di medie dimensioni soffre della sindrome del figlio di mezzo e richiede maggior supporto da parte dei governi e degli istituti finanziari.

Le medie aziende si lamentano di non ricevere il supporto che viene invece garantito alle start-up e alle piccole aziende e a molte manca la capacità delle grandi imprese di far fronte a normative complesse che richiedono procedure costose. Questo aspetto è messo in evidenza dal 38% delle aziende italiane, una delle percentuali più alte di tutta Europa dove la media è del 31%.

Per competere in modo efficace, il 76% delle medie aziende vorrebbe che i legislatori creassero un quadro normativo che favorisca la loro crescita e che si tradurrebbe in una economia europea più forte. Dalla ricerca emerge che il 67% delle realtà di medie dimensioni trova difficile competere con le nuove imprese che entrano nel mercato e con quelle di grandi dimensioni. Inoltre, il 71% afferma di dover fronteggiare il rischio di fallimento a causa della difficoltà di accedere a finanziamenti; questa percentuale in Italia sale al 76%, una delle percentuali più alte d’Europa.

I governi, i legislatori e gli istituti finanziari devono riuscire a supportare queste aziende così dinamiche, a vantaggio dell’economia globale. Moltissime realtà vorrebbero implementare nuove tecnologie, lanciare nuovi servizi e assumere i migliori talenti. Se le normative continuano ad essere un freno, per le medie aziende sarà davvero difficile crescere e competere.

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