Enrica Governi Author

“Belle epoque” di Damiani, la collezione iconica di anelli con il sistema “eternal comfort”

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Enrica GoverniWritten by:

La collezione Belle Époque Damiani si ispira al magico periodo storico in cui euforia, ottimismo e lusso si fondono con nuove esperienze artistiche e culturali.

La caratterizzano l’oro bianco unito a diamanti, zaffiri, rubini e smeraldi enfatizzati da riquadri brillanti che esaltano i cromatismi delle pietre preziose.

Gli anelli della collezione “Belle Époque” sono cinque, e tutti dotati da un sistema di adattabilità, Eternal comfort, che grazie al movimento e alla precisione di cuscinetti interni alla corona dell’anello consente una vestibilità perfetta.

Si adattano perfettamente alle dita di ogni donna, assecondando la variazione delle loro dimensioni, dovute spesso ai cambi di stagione e agli anni che passano. E’un sistema innovativo, in grado di aumentare e diminuire il diametro fino ad un paio di taglie, mantenendo inalterato lo stile degli anelli.

Fanno parte della collezione Belle Epoque anche quattro paia di orecchini in oro bianco, in parure con gli anelli, con diamanti bianchi, black, zaffiri, rubini e smeraldi.

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ME Milan, una nuova “White Lounge Ruinart” sul “Radio Rooftop Milan

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Enrica GoverniWritten by:

Da questa estate, il ME Milan Il Duca, l’hotel della collezione ME by Meliá a Milano, rilancia  e trasforma la sua ampia terrazza , il RADIO Rooftop Milan, nella nuova White Lounge Ruinart, entrando così a far parte del circuito Ruinart Network .
Radio Rooftop Milan, al decimo piano del ME Milan Il Duca, raggiungibile con l’ascensore RADIO Express, con la sua bellissima vista sul nuovo skyline di Porta Nuova offre così una nuova “destination” in città, dove vivere “l’experience” Ruinart, la più antica Maison de Champagne, dove gli appassionati degli Champagne della Maison più antica al mondo potranno assaporare le sue Cuvée, Ruinart Blanc de Blancs, Ruinart Rosé e R de Ruinart .
Lo staff del ME Milan Il Duca, dal canto suo, saprà indicare l’etichetta ideale per degustare l’eccezionalità delle Cuvée Ruinart godendo appieno dello spirito della Maison.

di Federica John

 

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Transition: una palette di 7 colori “cool” per le nuove lenti fotocromatiche

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Enrica GoverniWritten by:

Non più solo noiose lenti trasparenti per la correzione visiva, ma una succulenta palette di 7 colorazioni Transitions®, zaffiro, ametista, ambra e Smeraldo che, unite alle tre tonalità Iconic – grigio, Caffé e verde grafite rivoluzionano il concetto degli occhiali per il viso delle donne.
Queste nuove lenti, leggerissime, chiare in partenza, ma che si scuriscono in presenza di raggi UV adattandosi ai continui cambiamenti di luminosità, donano glamour, oltre ad una visione nitida.
Transitions® inoltre ha scelto Sephora come partner, che ha creato ad hoc un make up d’effetto, la  “Color Style Guide” che, tenuto conto dei tratti somatici, si coordina con le nuance delle nuovissime lenti Style Colors Collection. Non è altro che un invito a vivere in chiave beauty la scelta della lente.

Di Federica John

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Ermanno Scervino e la capsule “Walking Glam” le nuove sneaker glitterate oro e argento

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Enrica GoverniWritten by:

In occasione della sponsorship della Nazionale di Calcio Italiana, Ermanno Scervino lancia la “Walking glam limited edition”, una capsule collection di sneaker da donna e da uomo.
Per lei la versione glamour, glitter oro e argento, per lui sportiva, in pelle bianca.
Frutto della continua innovazione  che prevede anche nuovi accostamenti di materiali la capsule Walking Glam coniuga glamour e sport,
eleganza e funzionalità. A partire da  questo mese di giugno sarà disponibile in esclusiva nei punti vendita di Ermanno Scervino di Miami, Londra, Shanghai, Firenze, Roma, Milano, Parigi e Napoli e sul sito
www.ermannoscervino.it.
Ermanno Scervino commenta: “Il vero protagonista di questa limited edition è il connubio fra glamour
e sport che si traduce in un prodotto altamente tecnico ed artigianale”

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Me Milan, il gruppo è internazionale, lo spirito Made in Italy

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Enrica GoverniWritten by:

Il bilancio del 5 stelle lusso a un anno dall’apertura nel centro di Milano

Dopo una grandiosa ristrutturazione, con 16 milioni di dollari d’investimento, ha di recente  riaperto  in Messico il ME CABO, uno degli 8 hotel della collezione ME by Meliá, il brand più trendy del Gruppo Meliá Hotels International.
Ed è prossima l’apertura entro maggio 2016 di un altro hotel a Miami, poi ce ne saranno altre anche a Cuba, in Cina, in Afghanistan.
ME Milan, 5 stelle lusso, che fa parte dello stesso gruppo ME by Melià, è stato  aperto a Milano, in Piazza Repubblica, il 1 maggio del 2015.
Qual è la caratteristica principale di ME Milano? La presenza di 2 locali al suo interno, uno è il ristorante internazionale STK all’ammezzato, dotato di ampia vetrata, l’altro è il “Radio Bar”, sulla terrazza al decimo piano, con una vista a 360 gradi sulla città.
Re-inventato da un affiatato team di professionisti, lo studio milanese Arassociati, dall’Architetto spagnolo Alvaro Sans di Palma di Maiorca e dallo Studio Nicola Gallizia Design, ha una facciata contemporanea, e un andamento lineare di finestre su una superficie piana.
Meg-Portrait ha intervistato il direttore, Alessandro Misani.
«Me Milano è uno degli hotel più cool di Milano», afferma con orgoglio, «all’interno, si è voluto enfatizzare il design, con stili, tessuti  e arredamento Made in Italy,  che ha caratterizzato il ‘900.  Ad ogni piano  trovano posto poltrone disegnate da famosi architetti quali Giò Ponti, lo stesso Aldo Rossi, ed altri. All’interno dell’hotel abbiamo il ristorante STK, all’ammezzato, e Radio bar al decimo piano, aperto dalle 7 alle 2 del mattino, dove si può fare dal breakfast al dinner. Il Radio bar ha lo stesso format del “gemello” del ME hotel di Londra, dove c’è anche un STK. Quindi non il solito ristorante d’hotel, bensì uno dei locali più frequentati dai milanesi, e solo per il 10% dai clienti».
All’interno, l’hotel è dotato di una palestra; non c’è una spa, ma un sevizio offerto da un team altamente specializzato è a disposizione dei clienti per soddisfare qualsiasi loro esigenza come massaggi, trattamenti di bellezza, personal shopper e altro.
«La musica, in hotel, è presente 24 ore su 24 a volume anche importante, con due dee jee newyorkes che la mixano. E grande attenzione è data anche ai profumi d’ambiente», conclude Misani.

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Gabriele Colangelo, una collezione ispirata a Christian Maychack e Elena Herzog.

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Enrica GoverniWritten by:

Lo stilista, dopo la prima sfilata di pret à porter , nel 2008, ha continuato a macinare successi di critica e di pubblico. Ecco cosa ci racconta dopo la sfilata dell’A/I 2016, a Milano Collezioni

 

In tempi non sospetti, durante un’intervista del 2009, alla domanda «cos’è per lei la moda?» Gabriele Colangelo rispose:

«Per me la moda è perseguire un sogno, senza il “sogno” non c’è creazione, ed è questo che mi prefiggo di fare tutti i giorni quando creo un capo insieme ai miei collaboratori Inoltre, seguo sempre un “filologico”: il segreto è avere una storia che ha una sua coerenza, e di portarla avanti!.

In questa frase si racchiude l’essenza stessa di Gabriele Colangelo, allora giovane stilista, eppure già talentuoso, che si affacciava al mondo della moda. Nel 2008 vince-il “Who’s next”, un concorso indetto da Vogue Italia e da “Alta Roma” che lo fa decollare, consacrandolo uno dei giovani creativi italiani più promettenti. Da li in poi ne è passata di acqua sotto i ponti….

Ecco cosa ci ha raccontato

Lei è figlio d’arte, proviene da una famiglia di pellicciai, e si vede a colpo d’occhio. Quasi in ogni suo capo, nell’A/I 2016 sono presenti pellicce, stole, pannelli di pelliccia, inserti in pelliccia. La collezione è ricca di velluti, organze, trasparenze, sovrapposizioni e pannelli asimmetrici Per i materiali pregiati e gli inusitati accostamenti è una collezione che si può definire di alto artigianato. A cosa si è ispirato?

«La collezione autunno inverno è un omaggio alla tradizione della pellicceria, pensata come espressione di alto artigianato che trae ispirazione dalle opere tridimensionali di Christian Maychack.: i movimenti ondulati sui capi alternano differenti tipi di pelliccia, emulando la geometria organica delle sue opere.
I ricami e gli jacquard evocano invece  le installazioni di Elena Herzog».

Nel 2008, anno in cui debutta sulle passerelle milanesi, ha vinto il prestigioso Premio“Who is next”. Si è sentito un predestinato? Le ha dato un ulteriore impulso?
«La vittoria del concorso ha rappresentato una tappa importante, più che altro come riconoscimento di un valore e di una potenzialità che pertanto mi sono sentito spronato a esprimere. Prima di allora ho avuto esperienza per dieci anni presso grandi aziende,al fine di maturare competenze nel settore. Ho deciso di intraprendere la strada di autore di una collezione solo quando mi sono sentito pronto per farlo».

Nel passato ha collaborato con Ittierre, Versace, Cavalli, Burani. Cosa le è rimasto di queste esperienze, e da quale ha tratto maggiore “insegnamento” e arricchimento?


«Tutte le esperienze di lavoro che ho svolto sono state per me importanti e costituiscono il mio bagaglio culturale. In Ittierre ho mosso i primi passi ed è stata per me una scuola importante, poiché sono venuto a contatto con tutta la filiera del prodotto. In Versace e Cavalli ho lavorato su collezioni di prima linea, partecipato alle prime sfilate finalmente non da spettatore. Da Burani ho vissuto l’esperienza di head designer autonomo di una collezione.Tutte esperienze bellissime lavorativamente e umanamente, di grande passione ed abnegazione».

A suo parre, in una collezione, cosa fa la “differenza”? Sono i tessuti e le lavorazioni che fanno un capo bello o le proporzioni, i volumi, e magari gli accostamenti di colore o altro?

«Nel mio lavoro la materia è fondamentale per la costruzione di una collezione. Nuove soluzioni tessili rappresentano la sfida che mi pongo, in collaborazione con le aziende -specie comasche- più rinomate. Inediti equilibri materici e metamorfosi del tessuto sono le “ossessioni” su cui quotidianamente mi applico. Accanto a questi studi c’è  sicuramente la forma, intesa come ricerca di purismo attraverso un processo di sottrazione e di conseguenza esaltazione della stessa».

C’ è ancora tanto nero in giro, non solo per la sera ma anche per il giorno. Non pensa che sia arrivato il momento di dire basta a capi total black che, obbiettivamente, possono esaltare la silhouette, ma anche appiattire la personalità di ogni donna? E ancora, non pensa che le collezioni minimaliste degli anni passati ne abbiano un po’ “mortificato” la femminilità? Cosa valorizza davvero una donna?
«Non ho mai fatto ampio uso di nero delle mie collezioni ma l’ho utilizzato solitamente solo accostandolo ad altri colori per ottenere un effetto grafico.
In realtà, bianco e grigio sono i miei colori di elezione. Personalmente preferisco una moda che esalti la femminilità, senza necessariamente scoprirla. Mi piacciono le donne consapevoli di se stesse, che si servono della moda come un linguaggio per esprimersi e non unicamente con finalità seduttive. Non credo che il minimalismo sia mortificazione, anzi esattamente il contrario, poiché lascia spazio alla personalità ed all’interpretazione personale dell’abito».

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Venini, il contract con il “tailor-made”

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Enrica GoverniWritten by:

Al Fuorisalone mostra di Venini, marchio internazionale entrato di recente nel Gruppo Damiani, presso la boutique Rocca.

In bella mostra all’ultimo Fuorisalone, presso la boutique Rocca, numerosi pezzi di Venini, brand internazionale entrato di recente nel Gruppo Damiani, che ne caratterizzano la lunga storia, (l’azienda è nata nel 1921, ndr), firmati da noti designer e architetti come Carlo e Tobia Scarpa, Gae Aulenti, Tadao Ando, Alessandro Mendini, Fulvio Bianconi, Ettore Sottsass, creati dalle mani esperte di maestri vetrai.

La divisione Contract di Venini inoltre, è bene saperlo, si avvale di un team altamente qualificato che adotta già da anni la possibilità di sviluppare qualsiasi tipo di progetto “Tailor made”, come fosse un abito su misura, per ambienti di qualsiasi tipo, come lampadari anche importanti per hotel, retail, uffici, banche, location prestigiose, navi da crociera, yacht privati, luoghi di culto e residenze private.

 

 

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