Arrigoni, un eco-gioiello del b2b Made in Italy

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I gioielli del Made in Italy non si trovano soltanto nella moda, nel design e nel cibo. Anche in settori business to business è possibile ammirare delle eccellenze. Una di queste è rappresentata dal Gruppo comasco Arrigoni Spa, che nato negli anni ’30 come azienda tessile (era anche fornitrice della Real casa), si è nel tempo convertita nel settore agrotessile, raggiungendo la leadership europea. Tra i plus della società di Uggiate-Trevano vi è il contributo dato dalla sostenibilità ambientale.

 

L’uso degli schermi protettivi tessili in agricoltura ha dei vantaggi evidenti almeno nei termini di:

  • incremento della resa dei terreni coltivati con la moltiplicazione dei cicli per stagione e la protezione dagli agenti atmosferici,
  • riduzione dell’uso dei pesticidi, a pari protezione dagli insetti più aggressivi per ogni singola coltivazione,
  • miglioramento del microclima delle coltivazioni, attraverso il controllo della ventilazione, della temperatura e della qualità dell’aria nonché attraverso la mitigazione dell’impatto diretto della pioggia sul fogliame e sui frutti e della proliferazione di funghi batteri,
  • ottimizzazione delle condizioni di irradiazione delle piante per il raggiungimento della giusta quantità e qualità di luce (intensità, diffusione e colore).

 

Il materiale di cui sono composti gli agrotessili Arrigoni è il polietilene ad alta densità, la cui produzione è ottimizzata per garantirne un lungo esercizio (dieci anni).

Qualcuno potrebbe obiettare che l’attenzione alla sostenibilità, fiore all’occhiello dell’Arrigoni Spa, si scontri con l’utilizzo della plastica, uno dei prodotti oggi più sotto accusa per l’impatto ambientale. In realtà il discorso è complesso e il saldo ecologico del Gruppo comasco è positivo.

 

Nelle applicazioni degli agrotessili, per colture come cocomeri, lattuga, pomodori, peperoni, che incrementano la resa dei terreni con la moltiplicazione dei cicli per stagione, si verifica un beneficio economico rappresentato dalla maggior quantità disponibile alla vendita. Il differenziale di produzione conferisce però anche un ruolo positivo nella riduzione dell’inquinamento. Partiamo dall’osservazione della differente resa annuale, in tonnellate per ettaro, delle orto colture che beneficiano della protezione. La maggior resa apporta all’ambiente il beneficio di sottrarre CO2 nell’atmosfera, grazie alla sintesi clorofilliana. Questo beneficio supera l’impatto negativo della protezione in polietilene.

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Last modified: 8 Gennaio 2020

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