Pmi, altro che robot: è l’uomo al centro del cambiamento

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Un’idea innovativa può letteralmente trasformare il mercato. Dieci anni fa nessuno conosceva Uber o WhatsApp. Oggi questi nomi sono sinonimi di nuovi modi di viaggiare e di comunicare. Queste realtà sono diventate due giganti nei rispettivi settori grazie al potere delle idee.  Le Pmi di tutta Europa sono molto attente all’innovazione, ma per ottenere benefici concreti devono riuscire a superare i modi tradizionali di pensare e di rivolgersi al mercato.  La pressione è sempre maggiore. Da una recente ricerca commissionata da Ricoh è emerso come il 78% delle Pmi afferma che il settore in cui opera è cambiato molto negli ultimi cinque anni e il 75% ritiene che nei prossimi cinque è destinato a mutare ancora. Inoltre, il 30% afferma di non sapere da dove cominciare quando si tratta di essere più innovativi.Le Pmi devono però essere ottimiste anche perché l’innovazione non deve avvenire a tutti i costi dall’oggi al domani. L’importante è focalizzarsi su ciò che è davvero importante, senza dimenticare che sono le persone a fare la differenza. Dalla ricerca Ricoh emerge infatti come nei prossimi cinque anni i dipendenti saranno sempre più parte integrante dei processi alla base del cambiamento. Il 45% dei manager delle Pmi vuole incoraggiarli a sviluppare nuove idee e ad essere più creativi. La risorsa più preziosa di cui un’azienda dispone è rappresentata dai suoi stessi dipendenti. Nessuno è escluso; questa è la condizione necessaria affinché la cultura dell’innovazione sia davvero pervasiva e abbia un impatto positivo sia all’interno che all’esterno dell’azienda. In particolare, ci sono tre consigli che possono aiutare le Pmi a fare il salto di qualità. 1.    Mettiti nei panni dei clienti: può sembrare ovvio, ma quante volte lo si fa davvero? Ad esempio è importante chiedersi cosa significhi per i clienti Digital Transformation e quali siano le loro aspettative in termini di Customer Experience. Affinché l’innovazione riesca a rispondere alle esigenze dei clienti, le aziende dovrebbero utilizzare le tecnologie per fare in modo che i dipendenti abbiano più tempo per concentrarsi sulle loro esigenze anziché sulla gestione dei processi.  2.    Incoraggia i dipendenti a proporre nuove idee: chi può fornire un apporto significativo all’innovazione se non le persone che conoscono meglio l’azienda? Grazie alla nuova ricerca Ricoh abbiamo scoperto che il 46% delle Pmi ha intenzione di organizzare workshop in cui coinvolgere i dipendenti per parlare di innovazione e il 42% vuole promuovere spazi di sperimentazione per capire se le proposte avranno successo. Coinvolgendo i dipendenti, è molto più semplice intraprendere un percorso strutturato verso l’innovazione e coglierne le opportunità.

 

3.    Focalizzati sulla formazione: secondo le Pmi con cui ci siamo confrontati, tecnologie e persone vanno di pari passo. Il 48% del campione cerca di integrare competenze tecniche e digitali nella propria azienda per accelerare l’innovazione, mentre il 68% sta dando priorità alla ricerca di persone dotate di spiccate capacità di comunicazione. Concentrarsi sull’aggiornamento delle competenze può dare una marcia in più.

 

I risultati della ricerca mettono in evidenza come nelle aziende stiano emergendo nuovi modi di concepire i processi di cambiamento. Fare innovazione non significa buttarsi a capofitto senza riflettere, ma trovare il tempo per comprendere a fondo come migliorarsi anche in funzione alle nuove esigenze dei clienti. Significa lasciare alle persone il tempo di pensare oltre il quotidiano per immaginare nuovi modi di lavorare. Infine, innovare vuole dire essere pronti a correre rischi e a fidarsi di coloro che vogliono dare un contributo alla trasformazione.

A cura di David Mills, CEO di Ricoh Europe

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Last modified: 26 novembre 2018

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